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Calcio e politica

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a me non la apre, me spiegate in due parole  ;)

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i nuovi movimenti fascisti universitari come "blocco studentesco"

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a me non la apre, me spiegate in due parole  ;)

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i nuovi movimenti fascisti universitari come "blocco studentesco"

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je ce vorrebbe un blocco...MA RENALE PERò!!!

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Definirsi senza problemi venduti della politica ,schiavi del partito ecc..... li definisce da soli

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era proprio quello che pensavo del video :)

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Alla luce di ciò uno potrebbe anche riaprire una diatriba datata riguardo al tifo organizzato a Terni.... quando tutto questo veniva denunciato nell'ambito de RU si ricevevano solo accuse...e adesso guarda in che panorama ci si trova ...

Il fatto è che i laziali sono solo quelli più in vetrina ma quante curve negli ultimi anni hanno avuto un'evoluzione simile?

Almeno questi così lo son sempre stati...invece decine di curve hanno avuto rovesciamenti politici organizzati, manovrati da ben chiari soggetti

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ehm .........dato che adesso il link ti porta su un video sulle case occupate ,non c'ha più senso quello che è scritto sopra.

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ehm .........dato che adesso il link ti porta su un video sulle case occupate ,non c'ha più senso quello che è scritto sopra.

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il video in questione si chiama fuori dalle fogne, lo trovi tra i video in basso B-)

se è per questo ci stanno anche i video sui filmetti porno fatti all'università :D

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Alla luce di ciò uno potrebbe anche riaprire una diatriba datata riguardo al tifo organizzato a Terni.... quando tutto questo veniva denunciato nell'ambito de RU si ricevevano solo accuse...e adesso guarda in che panorama ci si trova ...

Il fatto è che i laziali sono solo quelli più in vetrina ma quante curve negli ultimi anni hanno avuto un'evoluzione simile?

Almeno questi così lo son sempre stati...invece decine di curve hanno avuto rovesciamenti politici organizzati, manovrati da ben chiari soggetti

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vedi l'amichetti 80 km più su de noi.....

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Alla luce di ciò uno potrebbe anche riaprire una diatriba datata riguardo al tifo organizzato a Terni.... quando tutto questo veniva denunciato nell'ambito de RU si ricevevano solo accuse...e adesso guarda in che panorama ci si trova ...

Il fatto è che i laziali sono solo quelli più in vetrina ma quante curve negli ultimi anni hanno avuto un'evoluzione simile?

Almeno questi così lo son sempre stati...invece decine di curve hanno avuto rovesciamenti politici organizzati, manovrati da ben chiari soggetti

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vedi l'amichetti 80 km più su de noi.....

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brigata...che poi se non me sbaglio hanno cambiato pure lo striscione...con scritto perugia in mezzo a du tricolori...so sempre loro vero?

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la cosa triste è che siamo stati accusati di rovinare il mondo ultras con la politica, quando noi manifestavamo apertamente i nostri ideali, puliti e lontani dai partiti, e sottolineavamo come alcuni gruppi, soprattutto quelli che smuovono migliaia di persone, fossero facile preda della politica quella vera.

Per noi tutto ciò non è niente di nuovo, i rapporti tra irriducibili e destra istituzionale sono arcinoti, ma non sono i soli, ci sono gruppi insospettabili che nel recente passato sono stati strumentalizzati da partiti di governo ricevendo privilegi che cozzano con la loro storia ed i valori della loro curva, tutto in nome dell'apoliticità.

cosa dire almeno il Fronte di Resistenza Ultras è morto con la coscienza apposto, mai strumentalizzati, siamo stati sempre battitori liberi.

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la cosa triste è che siamo stati accusati di rovinare il mondo ultras con la politica, quando noi manifestavamo apertamente i nostri ideali, puliti e lontani dai partiti, e sottolineavamo come alcuni gruppi, soprattutto quelli che smuovono migliaia di persone, fossero facile preda della politica quella vera.

Per noi tutto ciò non è niente di nuovo, i rapporti tra irriducibili e destra istituzionale sono arcinoti, ma non sono i soli, ci sono gruppi insospettabili che nel recente passato sono stati strumentalizzati da partiti di governo ricevendo privilegi che cozzano con la loro storia ed i valori della loro curva, tutto in nome dell'apoliticità.

cosa dire almeno il Fronte di Resistenza Ultras è morto con la coscienza apposto, mai strumentalizzati, siamo stati sempre battitori liberi.

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esattamente qullo che volevo dire io...

Non dimenticherò neanche il Raduno dove, al tavolo con ragazzi aretini, mi veniva detto che Forza Nuova regalava abbonamenti per la curva ( infatti da lì a poco la Fossa è stata soppiantata dai Rebels e compagnia bella)....

O l'infamata pilotata verso la Fdl...

O i modenesi...o i veneziani...

I laziali come detto non dovrebbero neanche far testo....

Resistenza Ultras è morta da sola, senza strumentalizzazioni; ma le denunce che ha fatto si sono rivelate giuste e fondate!

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Alla luce di ciò uno potrebbe anche riaprire una diatriba datata riguardo al tifo organizzato a Terni.... quando tutto questo veniva denunciato nell'ambito de RU si ricevevano solo accuse...e adesso guarda in che panorama ci si trova ...

Il fatto è che i laziali sono solo quelli più in vetrina ma quante curve negli ultimi anni hanno avuto un'evoluzione simile?

Almeno questi così lo son sempre stati...invece decine di curve hanno avuto rovesciamenti politici organizzati, manovrati da ben chiari soggetti

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vedi l'amichetti 80 km più su de noi.....

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brigata...che poi se non me sbaglio hanno cambiato pure lo striscione...con scritto perugia in mezzo a du tricolori...so sempre loro vero?

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bo!!!!!io co quelli nn c'ho niente a che sparticce(se vene bene solo qualche cintata :lol: )

 

cmq credo vivamente de si

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va dato atto al FRU di aver sollevato certe tematiche (tipo la necessità di combattere i redivivi rigurgidi neofascisti, il crescente potere delle pay tv, la progressiva militarizzazione degli stadi, la lotta al razzismo crescente, l'omologazione degli individui, le leggi speciali) in netto anticipo rispetto al dibattito pubblico di massa ed alle altre curve, dimostrando lungimiranza infatti, 10 anni dopo, possiamo dire che tutti questi problemi li avvertiamo quotidianamente. certe denunce, e la coerenza nel condurre questa linea, ovviamente, sono state pagate a caro prezzo...

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VARESE, UN CAPO ULTRA' DALL'ALBANIA PER LA CURVA XENOFOBA E NEONAZISTA.

 

Gjoni Landi, 39 anni e vari precedenti per droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione, è una presenza fissa allo stadio e al palazzetto dello sport. Sul suo profilo Facebook è ritratto con un mitra in mano e mentre si esibisce in un saluto romano davanti a un busto di Mussolini.

 

Il capo degli ultrà neonazisti e xenofobi di Varese? E’ un albanese. Se vi sembra strano, o se qualcosa non vi torna, chiedete direttamente al protagonista. Lo potete trovare la domenica in curva al Franco Ossola - lo stadio dove gioca il Varese di cui è tifosissimo, così come dell’Inter - e la sera sulle gradinate del Palawhirpool, il palazzetto della Pallacanestro Varese. Lui si chiama Gjoni Landi, 39 anni, da Tale, località costiera del Paese delle aquile, vari precedenti per droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione. E’ un energumeno tatuato con Aquile del Terzo Reich e Croci di ferro, oltre a scritte che inneggiano agli “Arditi” - il gruppo ultrà del basket di cui è leader indiscusso - e ai Blood and Honour, la tifoseria neoneonazista del Varese calcio, emanazione italiana dell'omonima rete internazionale (Blood&Honour), razzista, xenofoba e antisemita.

 

Guanti neri di pelle, t-shirt nera e saluto romano: Landi, diciamo così, durante le partite, in casa e in trasferta, non passa inosservato. Già buttafuori nel giro dei locali notturni, fino a due anni faceva parte degli uomini che curavano la sicurezza dell’ormai ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti. Oggi gestisce una carrozzeria a Cantello, nel Varesotto, vicino al confine con la Svizzera. Ma gli interessi del “capo” albanese sono legati soprattutto a quelle che sono considerate due tra le tifoserie più politicizzate ed estremiste nel panorama ultrà italiano: i Blood and Honour e gli Arditi. Nel repertorio dei curvaioli varesini ci sono svastiche, croci celtiche, saluti romani, insulti a ebrei, comunisti, e immigrati.

 

Immigrati come Landi, che vent’anni fa ha lasciato le coste albanesi per l’Italia. Sul suo profilo Facebook posta foto che lo ritraggono con un mitra in mano, in balconata al Palazzetto dello sport, mentre fa il saluto romano davanti al busto del Duce, e sanguinante in volto fra due carabinieri. In altre immagini pubblicate si vede un arsenale di pistole automatiche e un’amica, anche lei con in mano un revolver. Blood and Honour: sangue e onore. Le cronache riportano all’estate del 2005, quando Claudio Meggiorin, ultrà e militante di estrema destra, fu ucciso a coltellate nel suo bar a Besano da due ragazzi albanesi (aveva cercato di sedare una rissa nel locale).

 

Dopo l’omicidio i camerati varesini scesero in piazza per ricordare Meggiorin e in quell’occasione si scatenò una vera e propria caccia all’albanese. Risultato: un 21enne con regolare permesso di soggiorno fu aggredito selvaggiamente da una decina di skinhead. In manette finirono due militanti dei Blood and Honour. Lo stesso gruppo di cui Landi - anche lui albanese e ai vertici degli Arditi - è fra i leader. Scherzo del destino, o triste casualità.

 

da Repubblica.it

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/1...5/?ref=HREC1-14

 

nell'articolo c'è anche una simpatica foto di questo simpaticissimo amico.

personalmente, me lo sono risparmiato, ma nell'articolo si parla anche della pagina facebook di questo raffinatissimo intellettuale-filosofo, dove sarebbe possibile apprezzare anche molte altre sue pose.

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VARESE, UN CAPO ULTRA' DALL'ALBANIA PER LA CURVA XENOFOBA E NEONAZISTA.

 

Gjoni Landi, 39 anni e vari precedenti per droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione, è una presenza fissa allo stadio e al palazzetto dello sport. Sul suo profilo Facebook è ritratto con un mitra in mano e mentre si esibisce in un saluto romano davanti a un busto di Mussolini.

 

Il capo degli ultrà neonazisti e xenofobi di Varese? E’ un albanese. Se vi sembra strano, o se qualcosa non vi torna, chiedete direttamente al protagonista. Lo potete trovare la domenica in curva al Franco Ossola - lo stadio dove gioca il Varese di cui è tifosissimo, così come dell’Inter - e la sera sulle gradinate del Palawhirpool, il palazzetto della Pallacanestro Varese. Lui si chiama Gjoni Landi, 39 anni, da Tale, località costiera del Paese delle aquile, vari precedenti per droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione. E’ un energumeno tatuato con Aquile del Terzo Reich e Croci di ferro, oltre a scritte che inneggiano agli “Arditi” - il gruppo ultrà del basket di cui è leader indiscusso - e ai Blood and Honour, la tifoseria neoneonazista del Varese calcio, emanazione italiana dell'omonima rete internazionale (Blood&Honour), razzista, xenofoba e antisemita.

 

Guanti neri di pelle, t-shirt nera e saluto romano: Landi, diciamo così, durante le partite, in casa e in trasferta, non passa inosservato. Già buttafuori nel giro dei locali notturni, fino a due anni faceva parte degli uomini che curavano la sicurezza dell’ormai ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti. Oggi gestisce una carrozzeria a Cantello, nel Varesotto, vicino al confine con la Svizzera. Ma gli interessi del “capo” albanese sono legati soprattutto a quelle che sono considerate due tra le tifoserie più politicizzate ed estremiste nel panorama ultrà italiano: i Blood and Honour e gli Arditi. Nel repertorio dei curvaioli varesini ci sono svastiche, croci celtiche, saluti romani, insulti a ebrei, comunisti, e immigrati.

 

Immigrati come Landi, che vent’anni fa ha lasciato le coste albanesi per l’Italia. Sul suo profilo Facebook posta foto che lo ritraggono con un mitra in mano, in balconata al Palazzetto dello sport, mentre fa il saluto romano davanti al busto del Duce, e sanguinante in volto fra due carabinieri. In altre immagini pubblicate si vede un arsenale di pistole automatiche e un’amica, anche lei con in mano un revolver. Blood and Honour: sangue e onore. Le cronache riportano all’estate del 2005, quando Claudio Meggiorin, ultrà e militante di estrema destra, fu ucciso a coltellate nel suo bar a Besano da due ragazzi albanesi (aveva cercato di sedare una rissa nel locale).

 

Dopo l’omicidio i camerati varesini scesero in piazza per ricordare Meggiorin e in quell’occasione si scatenò una vera e propria caccia all’albanese. Risultato: un 21enne con regolare permesso di soggiorno fu aggredito selvaggiamente da una decina di skinhead. In manette finirono due militanti dei Blood and Honour. Lo stesso gruppo di cui Landi - anche lui albanese e ai vertici degli Arditi - è fra i leader. Scherzo del destino, o triste casualità.

 

da Repubblica.it

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/1...5/?ref=HREC1-14

 

nell'articolo c'è anche una simpatica foto di questo simpaticissimo amico.

personalmente, me lo sono risparmiato, ma nell'articolo si parla anche della pagina facebook di questo raffinatissimo intellettuale-filosofo, dove sarebbe possibile apprezzare anche molte altre sue pose.

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Praticamente sti albanesi se stanno a pigliá le curve. Dopo quella della Lazio mó questa. :blink:

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VARESE, UN CAPO ULTRA' DALL'ALBANIA PER LA CURVA XENOFOBA E NEONAZISTA.

 

Gjoni Landi, 39 anni e vari precedenti per droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione, è una presenza fissa allo stadio e al palazzetto dello sport. Sul suo profilo Facebook è ritratto con un mitra in mano e mentre si esibisce in un saluto romano davanti a un busto di Mussolini.

 

Il capo degli ultrà neonazisti e xenofobi di Varese? E’ un albanese. Se vi sembra strano, o se qualcosa non vi torna, chiedete direttamente al protagonista. Lo potete trovare la domenica in curva al Franco Ossola - lo stadio dove gioca il Varese di cui è tifosissimo, così come dell’Inter - e la sera sulle gradinate del Palawhirpool, il palazzetto della Pallacanestro Varese. Lui si chiama Gjoni Landi, 39 anni, da Tale, località costiera del Paese delle aquile, vari precedenti per droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione. E’ un energumeno tatuato con Aquile del Terzo Reich e Croci di ferro, oltre a scritte che inneggiano agli “Arditi” - il gruppo ultrà del basket di cui è leader indiscusso - e ai Blood and Honour, la tifoseria neoneonazista del Varese calcio, emanazione italiana dell'omonima rete internazionale (Blood&Honour), razzista, xenofoba e antisemita.

 

Guanti neri di pelle, t-shirt nera e saluto romano: Landi, diciamo così, durante le partite, in casa e in trasferta, non passa inosservato. Già buttafuori nel giro dei locali notturni, fino a due anni faceva parte degli uomini che curavano la sicurezza dell’ormai ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti. Oggi gestisce una carrozzeria a Cantello, nel Varesotto, vicino al confine con la Svizzera. Ma gli interessi del “capo” albanese sono legati soprattutto a quelle che sono considerate due tra le tifoserie più politicizzate ed estremiste nel panorama ultrà italiano: i Blood and Honour e gli Arditi. Nel repertorio dei curvaioli varesini ci sono svastiche, croci celtiche, saluti romani, insulti a ebrei, comunisti, e immigrati.

 

Immigrati come Landi, che vent’anni fa ha lasciato le coste albanesi per l’Italia. Sul suo profilo Facebook posta foto che lo ritraggono con un mitra in mano, in balconata al Palazzetto dello sport, mentre fa il saluto romano davanti al busto del Duce, e sanguinante in volto fra due carabinieri. In altre immagini pubblicate si vede un arsenale di pistole automatiche e un’amica, anche lei con in mano un revolver. Blood and Honour: sangue e onore. Le cronache riportano all’estate del 2005, quando Claudio Meggiorin, ultrà e militante di estrema destra, fu ucciso a coltellate nel suo bar a Besano da due ragazzi albanesi (aveva cercato di sedare una rissa nel locale).

 

Dopo l’omicidio i camerati varesini scesero in piazza per ricordare Meggiorin e in quell’occasione si scatenò una vera e propria caccia all’albanese. Risultato: un 21enne con regolare permesso di soggiorno fu aggredito selvaggiamente da una decina di skinhead. In manette finirono due militanti dei Blood and Honour. Lo stesso gruppo di cui Landi - anche lui albanese e ai vertici degli Arditi - è fra i leader. Scherzo del destino, o triste casualità.

 

da Repubblica.it

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/1...5/?ref=HREC1-14

 

nell'articolo c'è anche una simpatica foto di questo simpaticissimo amico.

personalmente, me lo sono risparmiato, ma nell'articolo si parla anche della pagina facebook di questo raffinatissimo intellettuale-filosofo, dove sarebbe possibile apprezzare anche molte altre sue pose.

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Praticamente sti albanesi se stanno a pigliá le curve. Dopo quella della Lazio mó questa. :blink:

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se vede che se le meritano...(sono sarcastico, sia chiaro...)

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da ilfattoquotidiano.it

 

MAFIA CAPITALE, CONTATTI COL MONDO DEL PALLONE "INTERESSI IN COMUNE CON PRADE'"

Le intercettazioni che coinvolgono anche l'attuale ds della Fiorentina risalgono al 2012, quando co

n Carminati si davano spesso appuntamento per pranzi o cene. Il direttore sportivo conferma la conoscenza dell'ex Nar, ma niente di più

 

Le indagini su “mafia capitale” puntano anche al mondo del calcio. E in particolare ai rapporti tra Massimo Carminati e Daniele Pradé, ex direttore sportivo della Roma, oggi in forza alla Fiorentina. Non soltanto amicizia, secondo gli investigatori, ma “interessi comuni” che meritano di essere verificati con attenzione. Come vedremo, il rapporto tra il “cecato” e il mondo del calcio romano, non riguarda soltanto Pradé. Ma sul rapporto con Pradé gli inquirenti intendono fare ulteriore luce: “Carminati – scrive il Ros dei carabinieri in un’informativa – è risultato in contatto con il direttore sportivo della squadra di serie A Fiorentina Calcio, Daniele Pradé, con il quale fissa telefonicamente appuntamenti per incontrarsi presso studi legali”.

 

Il direttore sportivo non risulta tra gli indagati ma gli investigatori annotano che “i due – Pradé e Carminati – appaiono avere un rapporto amicale e interessi in comune che meritano di essere approfonditi”. Il Fatto Quotidiano ha contattato Pradé, per conoscere la sua versione dei fatti, e il direttore sportivo della Fiorentina ha confermato la conoscenza di Carminati ma smentito di aver mai avuto interessi in comune con lui. Gli investigatori sono convinti, invece, che questi interessi meritino un approfondimento. Di certo, c’è che i due si sentono al telefono, fissando incontri per organizzare pranzo o cene e Carminati propone di “andare a mangiare insieme.. alla piazzetta nostra”. Pradè, prima di dirigere la Fiorentina, è stato per 13 anni a Roma, dove la famiglia Sensi lo promuove direttore sportivo. Si trasferisce a Firenze, per dirigere la squadra toscana, nel 2012 e nel settembre dello stesso anno Daniele Pradé chiama Carminati che si “complimenta per la campagna acquisti della Fiorentina”.

 

Non è l’unico rapporto tra Carminati e gli ambienti calcistici legati alla Roma. Mario Corsi, conduttore della trasmissione radiofonica sportiva Te lo do io Tokio, meglio noto come Marione, ultra della Roma. La sua amicizia con il guercio è datata nel tempo: anche lui apparteneva all’organizzazione fascista dei Nar (Nucleo armato rivoluzionario). In un’intercettazione Carminati e Marione commentano la vittoria di Ignazio Marino al Comune di Roma e “il cecato” dice: “Adesso si va a bussacchiare”. L’obiettivo di Carminati è chiaro: bisogna presentarsi dai nuovi eletti per incassare appalti pubblici, e Corsi commenta: “Adesso è ora de tira’ le reti”. Del resto, Carminati è in buoni rapporti anche con la famiglia Sensi, cioè la vecchia proprietà della As Roma Calcio. Ed è stato proprio Marione a favorire il contatto con Marco Staffoli, “figura in vista nel panorama capitolino

– scrive il Ros – per essere il marito di Rosella Sensi, ex presidente dell’AS Roma”. Anche in questo caso, come per Pradé, gli investigatori sottolineano che i rapporti non si limitano alla convivialità ma comprendono “specifiche progettualità imprenditoriali alle quali Staffoli aderiva fattivamente”.

Il centrocampista giallorosso Daniele De Rossi, invece, è in contatto con l’altro “re di RomaGiovanni De Carlo, che chiama la notte del 30 settembre 2013 dopo una lite in un locale. “Avevo pensato che quello aveva chiamato qualche coattone… ho detto famme senti’ Giovanni”, gli dice De Rossi che, scrive il Ros, “assieme al compagno di squadra Mehdi Benatia, aveva avuto poco prima una discussione in un locale e temendo conseguenze aveva pensato a De Carlo”.

E Giovannone si dimostra contento del pensiero: “Chiamame sempre… bravo! Hai fatto bene Danie’, amico mio…”. Il nome di un altro calciatore della Roma compare nell’informativa del Ros. È Alberto Aquilani. A citarlo è Marco Iannilli, proprietario della villa di Sacrofano, in cui dimora Carminati. Il proprietario fittizio della villa di Carminati vuole chiedere un prestito – 250 mila euro – da versare al fisco per chiudere la vicenda della casa sottoposta a sequestro e pensa di rivolgersi oltre che ad Aquilani anche all’intermediario calcistico Davide Lippi, figlio dell’ex ct della nazionale, Marcello: “Perché se a me me li presta Alberto e Davide, che cazzo mi vonno di? Mi spiego? Uno fa il giocatore e piglia quattro milioni l’anno, l’altro fa il procuratore e ne piglia altri due l’anno…”.

 

molto più interessante l'articolo su repubblica.it che non riesco a copiare e incollare,con una ricostruzione storica delle vicende della curva romanista.

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/12/08/news/ultras_carminati-102427147/?ref=HRER1-1

Edited by Lu Generale

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