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8 minuti fa, FURIOUS ha scritto:

Mai sentito in vita mia! Comunque anche noi da ragazzini “potto” lo dicevamo, l’esempio più calzante era quando all’oratorio andavamo a giocare a calcetto e puntualmente lo trovavamo pieno di ragazzini e li solita esclamazione: “è pieno de potti che bucchino”.

infatti presumo sia stroncolino stretto 

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a me affascina come il ternano abbia regole definite nella pronuncia dei nomi... se questi non cominciano già per vocale gli si aggiunge la "o" (come per richiamo) o la "a" (con funzione più diretta, come a dire "ce l'ho co te" :D) e si pronuncia il nome fino alla vocale accentata per poi tagliare il resto. qualche esempio:

 

marco = omà

fabrizio = ofabbrì

andrea = andrè

olga = oò

nicoletta = onicolé

  • 3 weeks later...
Posted (edited)

Credo che potto derivi da putto. Per una volta la u diventa o e non viceversa. 
Si usava molto fino ad una ventina di anni fa ma era un termine scimmiottato non faceva parte del ternano. 
Potto, pottarello ecc. 

per esempio la piazza dei bambini e delle bambine la chiamavamo la piazza dei potti e delle potte. Ma ripeto era solo uno storpiamento non una vera tradizione linguistica ternana. 

Edited by callea
Posted (edited)
Il 30/01/2025 Alle 22:15, BuFERA ha scritto:

a casa da parte di padre sentivo "imu" o più spesso "jemu", ma veniva dalla valnerina

A casa mia si usava imo raramente ghimo più frequentemente jemo o annamo oppure namo, ma sempre con la o finale. 
La U a casa mia era considerata da bifolchi ed essendo la mia una famiglia istruita noi bambini siamo stati sempre scoraggiati a parlare con la U. 

Edited by callea
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15 ore fa, callea ha scritto:

A casa mia si usava imo raramente ghimo più frequentemente jemo o annamo oppure namo, ma sempre con la o finale. 
La U a casa mia era considerata da bifolchi ed essendo la mia una famiglia istruita noi bambini siamo stati sempre scoraggiati a parlare con la U. 

tipo il guerro, il birrocchio, il bambin gesò?

Posted
17 ore fa, callea ha scritto:

A casa mia si usava imo raramente ghimo più frequentemente jemo o annamo oppure namo, ma sempre con la o finale. 
La U a casa mia era considerata da bifolchi ed essendo la mia una famiglia istruita noi bambini siamo stati sempre scoraggiati a parlare con la U. 

Dell'alta aristocrazia borghese?! 😁

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Il. Dizionario del. Dialetto ternano di Frontini riporta pottu. A mia memoria, devo dire che potto/pottu a Terni l'ho sentito dire davvero poco. Più spesso ho sentito fijo, fijarellu, bardascittu, bardascetto. 

  • 11 months later...

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