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Vi voglio raccontare di questa cosa poco piacevole che mi è capitata il mese scorso, anche per avere un parere vostro. Scusate se scriverò davvero tanto, ma non voglio lasciare nulla al caso e voglio che sia tutto chiaro e preciso.

Vengo già da una situazione personale molto difficile perché da quando ho perso mio padre la situazione nel negozio di famiglia è diventata sempre più complicata, soprattutto per questioni familiari, cui ho sentito l’esigenza di trovarmi un altro lavoro ed a Napoli quando lavori “sotto padrone” quasi sempre è a nero. Se ti vogliono fare il contratto e metterti a posto è bene, altrimenti, dato che hai bisogno, te lo fai andare bene lo stesso. Un mio amico, persona che conosco da molti anni con cui ho un’amicizia “altalenante” ma a cui tengo e di cui mi fido, lavora come cameriere in un posto molto bello, sul mare, dove praticamente io ho la mia seconda casa. Decido quindi di partire e andare a lavorare lì con lui, nei weekend, pensando che un lavoro extra mi avrebbe fatto comodo. Lui (questo mio amico) è molto in confidenza con il proprietario di questo ristorante, infatti in estate ci andiamo a mangiare qualche volta e ci fa sempre degli sconti. Hanno una confidenza tale che questo mio amico va a lavorare lì quando gli pare e piace praticamente, si sentono al telefono, fanno io fantacalcio insieme, insomma un bel rapporto. Il proprietario di questo posto si chiama Nicola, il mio amico quindi lo chiama e gli chiede se potevo andare a fare una prova sabato sera che anche lui veniva a lavorare e portava anche me. Nicola gli risponde di si, tranquillamente. Io mi sarei dovuta occupare del bar, unica figura che a loro mancava, anche perché Nicola ha tutti camerieri maschi al momento e preferiva così dato che la mamma aveva avuto problemi con delle cameriere. Quindi parla con il mio amico dicendo a lui di spiegarmi cosa avrei dovuto fare ecc. Non avevo esperienza in quel settore ma mi dicono che non era nulla di troppo difficile e che inoltre, essendo il mio primo giorno, sarei stata affiancata quasi sempre da un cameriere e dalla mamma di Nicola, perché al momento, non avendo nessun altro, ricopriva lei quel ruolo. Altrimenti i camerieri se la brigavano da soli. Mi sentivo piuttosto tranquilla. Arriviamo io e il mio amico al ristorante, 17:30 puntualissimi, il proprietario sarebbe arrivato più tardi. Potevo sedermi, perché a differenza dei camerieri, non avevo nulla da fare fino a inizio servizio alle 19. Non l’ho fatto, anzi, passavo da una parte all’altra e chiedevo più cose possibili al mio amico, compresi i numeri dei tavoli, nonostante mi fosse stato detto “vabbè non ti serve saperli tu non dovrai servire ai tavoli ma stare solo dietro al bar”. Ho voluto comunque impararli.Tutti. E considerate che quel ristorante vanta 4 sale, due erano esterne ed erano ancora chiuse, due erano operative, di cui una bella grande ed i numeri avevano un ordine abbastanza insolito, ma non troppo difficile. Li ho memorizzati subito. Nicola (il proprietario) arriva, ci salutiamo, mi avvicino a lui aspettando che fosse libero per capire se voleva dirmi qualcosa… Nulla. Silenzio. Qui ho sicuramente sbagliato io, perché sarei dovuta andare a domandare orario di lavoro, paga, giorni di lavoro (perché volevo chiedere se potevo fare qualche extra come il mio amico anche in estate) cose normali insomma. Iniziamo il servizio, erano appena le 19 ma avevamo già degli stranieri. Io sono praticamente sola, nessun cameriere era con me al bar e la mamma di Nicola sarebbe arrivata dopo. Cerco di cavarmela ricordando i posti di tutte le bevande, vini ecc e tutte le cose che mi sono state dette. Procede tutto bene, senza problemi riesco a lavorare in tranquillità. Il servizio inizia ad incalzare, i ritmi si fanno più intensi ma arriva la signora Annamaria, mamma di Nicola, che alle 21:30 mi viene a dare una mano. Io avevo già fatto 2 ore e mezza di servizio da sola. Nessun aiuto, nessun affiancamento. Solo poche cose che mi erano state dette prima del servizio e solo perché avevo fatto io domande del tipo “questo dove sta? Questo va bene cosi? Quello lo faccio cosi?”.

Il servizio procede, la gente aumenta, ma con la mamma di Nicola mi trovo molto bene. Lei, padrona ovviamente, decide però di non farmi fare delle cose (che avrei potuto fare senza problemi), pensando magari che essendo solo il mio primo giorno, fosse meglio cosi. Ad esempio le birre. Nonostante io ne fossi capace mostrandoglielo anche, non mi fa fare neppure una birra alla spina, dicendomi che a quelle pensava lei. Io quindi cerco di darmi da fare in tutte le altre cose che c’erano da fare, portandomi anche avanti e più di una volta la signora Annamaria mi fa i complimenti, per l’educazione, per il lavoro che stavo facendo, dicendomi che dovevo stare tranquilla perché era solo il mio primo giorno e stava andando già bene. Ad un certo punto però qualcosa inizia a non andare bene, arrivavano le comande al bar (es 2 coca zero/ 2 caffè) ma passava decisamente troppo tempo ed i camerieri non venivano al bancone a prenderle. Pensavo “le coche si faranno calde, i caffè diventeranno freddi” e potevo a) farmi i cazzi miei e fregarmene b) cercare di fare qualcosa… E indovinate la cretina cosa sceglie? 🙄

In quel momento passa davanti al bar Nicola e gli dico “Nicola ma se i ragazzi hanno troppo da fare e non vengono a prendersi le bibite?” Mi risponde “vai in sala prima o poi ne becchi uno e gli dai le cose” io allora faccio cosi, becco uno dei camerieri e gli chiedo di portare quelle bibite dicendogli il numero del tavolo. Mi viene risposto “Non posso ho da fare”. Capisco che dovevo pensarci io, torno indietro e chiedo alla signora Annamaria, vista la situazione, se potevo portare io le bibite ai tavoli quando i camerieri non riuscivano a prenderle. Mi viene risposto “certo che puoi, ma come fai con i numeri dei tavoli? non li conosci” le rispondo che invece li conoscevo perché li avevo già imparati. Ci tenevo a fare bella figura, perché quando faccio una cosa io sono fatta così, ci metto tutto il mio impegno e la buona volontà. Ovviamente capitato spesso che i camerieri non venissero a prendere le bibite, i calici di vino, i caffè, gli amari, i cestelli ecc per cui uscivo io a portarli ai tavoli, tanto avevo la loro stessa divisa e non ho mai sbagliato un’ordinazione. Neppure UNA. Ricordavo tutti i numeri dei tavoli perfettamente meglio del cameriere che lavorava lì da due settimane e poverino ogni tanto sbagliava tavolo. Questa cosa non è sfuggita a Nicola, che stando dietro la cassa in una delle due sale, la più grande, mi ha sempre vista andare sicura e tranquilla ai tavoli. Io ero contenta, ci tenevo a fare bella figura per me stessa, il mio amico, per quel posto che mi è sempre piaciuto e pure per Nicola, persona che ho sempre stimato. Andiamo avanti con il servizio, inizio ad accusare un pò la stanchezza (ero lì dalle 17:30 e si erano fatte le 23:30). La signora Annamaria mi dice che se ne va, non poteva trattenersi oltre, ed io resto da sola. Dinuovo. Stavolta purtroppo iniziavo ad avere serie difficoltà, perché pensavo non ci fosse molto lavoro e invece eravamo ancora pieni, si iniziavano ad accumulare i bicchieri sporchi dei tavoli, io una ero e le cose da fare erano ancora tante. Era mezzanotte, il servizio doveva finire ma la gente non voleva saperne di andarsene e in questi casi si sa, puoi solo aspettare, perché è buona educazione del cliente rendersene conto. Nicola non avrebbe mai mandato un cameriere a dire loro di andare via perché dovevamo chiudere. Io però ero in difficoltà. Da una parte le comande che si accumulavano, dall’altra vassoi pieni di calici e bicchieri e lavastoviglie su lavastoviglie da fare (che se non facevi subito e di continuo era un guaio perché poi a fine servizio, sbarazzando tutti i tavoli, si accumulavano i bicchieri su bicchieri su bicchieri). Il mio amico mi vede e viene a darmi una mano, scocciato, infastidito. Io purtroppo, per quanto possa avere un carattere forte, ahimè sono sensibile, se vedo certe cose mi prendo collera, perché penso “ma perché ce l’ha con me? io ce la sto mettendo tutta, sto sola e invece doveva esserci sempre qualcuno di loro vicino a me ad aiutarmi proprio per evitare questo e non me ne sono neppure lamentata”. Improvvisamente verso le 00:30, quindi direi ad un orario in cui il servizio ormai doveva essere bello che finito, i camerieri dicono che c’erano ancora dei tavoli, a quel punto mi sento male, il mio fisico mi stava dicendo che dovevo fermarmi, ero in piedi da 8 ore e stavo lavorando no stop da 6 (dato che ero sola senza nessuna pausa bagno, no pausa sigaretta perché non fumo). Ero a pezzi. Il mio amico mi dice di sedermi, quindi mi poggio qualche minuto su uno sgabello. ma stavo solo peggio, volevo solo finire e andare via il prima possibile. Finiamo finalmente l’ultima lavastoviglie io e il mio amico, pulisco il bancone (che per tutta la sera avevo tenuto già abbastanza in ordine cosi da fare prima a fine servizio), una spazzata e lavata a terra e finisco. Era l’1 e mezza. Mi avvio fuori alla macchina, perché credetemi, avevo bisogno di chiudermi in macchina. Mi raggiunge il mio amico, salutiamo tutti, Nicola compreso, e andiamo via. Appena siamo soli in macchina inizio a piangere. La tensione, la stanchezza, la paura di non farcela…. È stata una roba tremenda, credetemi. Dico al mio amico che non credo sarei potuta tornare a lavorare lì il giorno dopo e gli dico per quali motivazioni e che preferivo lo comunicasse a Nicola il prima possibile in modo da organizzarsi con i camerieri come avevano sempre fatto. Non ce la facevo fisicamente, erano troppe mansioni a mio avviso per una sola persona, soprattutto se nuova, ed erano organizzati proprio male. Lui mi risponde che non c’erano problemi perché erano abituati all’assenza della persona al bar e Nicola avrebbe capito. Non era un caso se non riuscivano a trovare nessuno che rimanesse. Il mio amico va a lavorare anche il giorno dopo a pranzo, la domenica. Come d’accordo. Il giorno dopo, Lunedi, prima di ripartire per Napoli (perché sia io che lui abbiamo fatto un’ora e mezza di treno per venire a lavorare lì), il mio amico va da Nicola per andare a prendere le paghe, la mia e la sua. Ci vediamo per partire, chiedo al mio amico la paga e mi dice che Nicola la mia non glie l’ha data. Io e il mio amico iniziamo una discussione, per me assolutamente senza senso, perché io avevo tutte le ragioni possibili, ma purtroppo avevamo pensieri completamente diversi. Vi spiego i due pensieri. Secondo il mio amico, Nicola non ha ritenuto di dovermi pagare e prova a giustificarlo dicendo che secondo lui era perché non avevo lavorato abbastanza, aveva fatto tutto la mamma e ha fatto poi tutto lui quando è venuto ad aiutarmi. Poi, dato che Nicola, quando da cliente sono andata a mangiare lì, mi ha sempre fatto lo sconto, andava bene cosi, non dovevo lamentarmi. Per lui non c’era stata nessuna ingiustizia per non avermi pagata. Per lui era come se io non avessi lavorato. 

Vi lascio immaginare come mi sono sentita dopo che un amico ti dice queste cose, come se avesse assistito ad un’altra realtà. Ovviamente il mio pensiero era l’opposto del suo. Non solo io avevo lavorato, eccome se avevo

lavorato, cavandomela discretamente bene per essere stata quasi sempre DA SOLA e per essere stato SOLO IL MIO PRIMO GIORNO, ma addirittura avevo fatto delle cose che un’altra (ed era meglio cosi a sto punto) non avrebbe fatto perché se ne sarebbe tranquillamente fottuta se i camerieri non venivano a prendersi le comande. La cretina qua invece, che ancora più cretina aveva pure memorizzato i numeri dei tavoli apposta per rendersi più utile, andava lei avanti e indietro in sala a portarle ai tavoli oltre a lavorare dietro al bar. Dove stava il famoso cameriere (che avrebbero fatto a turno) che sarebbe stato sempre con me quando mi hanno detto “tranquilla ci sarà sempre uno di noi ad aiutarti”… E la mamma di Nicola? Colei che ha fatto TUTTO… Venuta alle 21:30 e andata via alle 23:30? Per due ore di lavoro aveva fatto tutto lei? Come avrebbe potuto fare tutto lei quando la cretina qua ha iniziato il servizio dalle 19……. E lo ha finito all’1 di notte.

Non ho mai rotto nulla, ho tenuto tutto pulito, mai discusso con qualcuno di loro anche se a volte hanno risposto male. Sempre educata. Mi è stato fatto pesare di essere stata aiutata mezz’ora. MEZZ’ORA, tra l’altro a mezzanotte. “Non hai lavorato fino alla fine” ah no? E dove stavo io dalle 19 all’1? a casa a dormi? Io che mai ho fatto pausa sigaretta, pausa bagno, mai toccato manco mezza volta il cellulare (che ho lasciato in borsa e li è rimasto) e addirittura mi si dice che non dovevo lamentarmi perché avevo sempre avuto lo sconto quando in passato ero andata a mangiare da cliente…. Ma che c’entra quello, che è cortesia per amicizia, che manco ho chiesto io, con la paga di un lavoro?! Senza parole.

Ma sapete la cosa più grave? Fosse stato cosi, fosse stato come dice il mio “amico”, perché ammettiamo per un attimo che io non sia stata utile, abbiano fatto tutto gli altri, non abbia lavorato bene, fino alla fine, come ha detto lui…. In ogni caso, non esiste in nessun universo che una cristiana passa 8 ore OTTO ORE consecutive in un posto di lavoro, in prova il PRIMO giorno di lavoro e non venga pagata. Non sono andata a fare volontariato!

E sia chiaro, tutto questo non lo dico per i soldi credetemi, perché parliamo del nulla, di pochi spicci, ma lo dico per una questione di rispetto, di dignità, perché sapendolo non facevo un viaggio a vuoto e non buttavo 8 ore della mia vita, piedi e schiena a pezzi a fine serata, per sentirmi dire che non ho fatto nulla ed essere trattata in quel modo. Che schifo.

Senza parlare di quanto mi abbia ferito l’atteggiamento del mio “amico”, le sue parole. Il fatto che non abbia ammesso nulla, non mi abbia dato ragione, su nulla. Poteva dirmi tranquillamente “Ale hai ragione, non gli posso dire nulla sennò ci litigo e non ci posso lavorare più” per come sono fatta io mi sarebbe bastato questo, manco avrei voluto gli dicesse nulla perché non volevo ci litigasse e perdesse il lavoro o l’amicizia di quello stronzo (perché per me Nicola da quel momento quello è diventato). Avrei capito. E vi assicuro, parliamo di una persona molto benestante, di un ristorante che non tutti possono permettersi, quindi risparmiarsi quei ridicoli soldi (40/50 euro) che mi doveva, mi ha letteralmente fatto schifo e lasciata basita. Per lui non avevo lavorato bene? “Senti cara qui c’è la paga di stasera non tornare domani, grazie lo stesso”. Era così difficile? 

Non so forse sbaglio io, sono sbagliata io, ma di norma una prova lavorativa si paga a prescindere. La gente non viene a perdere il tempo. Potevo capire se avevo combinato guai, rotto cose, lavorato davvero male male male. Allora ci poteva stare non pagare. O almeno che fosse andata come ha detto il mio amico. Ma cosi no, non lo accetto, c’ho una collera dentro enorme perché mi chiedo come sia possibile comportarsi in questo modo, io non lo farei mai. Scusate lo sfogo.

Purtroppo so che spesso

capita che titolari di bar, ristoranti, non paghino le prove e sfruttino le

persone. Ma del resto ormai mi rendo conto che al sud, soprattutto sulla questione lavoro, stiamo messi ancora male male, ancora si lavora a nero e se ti ribelli perché magari sono MESI che lavori fissa ti minacciano di licenziarti dicendo che o ci stai cosi o te ne mandano. Curnut e mazziat. 

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Credo a tutta la tua ricostruzione, purtroppo è  "vezzo" comune dappertutto, proprietari che assumono in nero non te pagano, fanno gli scontenti per non pagare, ma, magari spendono centinaia di euro a settimana in mignotte e mazzi di biglietti del gratta e vinci.

A sta gente per me, gli andrebbero amputate (da svegli) tutte e due le braccia all'altezza del gomito, ma non prima di avergli asportato le palpebre perché non si perdano lo spettacolo.

 

Ti auguro di superare questo momento.

Edited by torquemada
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57 minuti fa, torquemada ha scritto:

Credo a tutta la tua ricostruzione, purtroppo è  "vezzo" comune dappertutto, proprietari che assumono in nero non te pagano, fanno gli scontenti per non pagare, ma, magari spendono centinaia di euro a settimana in mignotte e mazzi di biglietti del gratta e vinci.

A sta gente per me, gli andrebbero amputate (da svegli) tutte e due le braccia all'altezza del gomito, ma non prima di avergli asportato le palpebre perché non si perdano lo spettacolo.

 

Ti auguro di superare questo momento.

Ma magari avesse avuto le palle di dire “Alessia vedi che non ho dato la tua paga a Samuel perché per me non hai lavorato bene” ma magari lo avesse fatto, me lo mangiavo vivo. Quel vigliacco non ha detto A, è il mio amico che ha supposto non mi avesse pagata per quei motivi.

Il mio errore più grande è stato non aver pensato neppure per un secondo che Nicola potesse non pagarmi, a prescindere dal lavoro a nero, io credevo fosse scontato mi pagasse, ma pure per rispetto del mio amico che mi ci ha portato a lavorare lì, e sapevo fosse un signore, una persona per bene ed onesta. È tutt’altro invece 😅 In molti mi hanno criticata per non avergli mandato manco un messaggio per dirgliene di ogni, ma sai cosa? sta gente mi fa troppo schifo per averci a che fare dinuovo. Sisi ma infatti la cosa che mi ha dato un fastidio assurdo era vedere quanti soldi sprecasse, prosecco (quello buono pure 🫠) offerto in continuazione, sconti su sconti ad amici, fai tutto lo splendido e poi? Ti sei perso per una manciata di spicci? Prendi la gente a lavorare e non la paghi? ma deve ringraziare che so stata troppo educata e non ho fatto nulla. Del mio “amico” poi non ne parliamo proprio va. Ha fatto più schifo.

 

P.S. Ti ringrazio, ci sto provando, ma venire trattata cosi, da gente di cui ti fidavi, è proprio brutto e non te lo scordi facilmente.

Edited by Poison Ivy
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1 ora fa, torquemada ha scritto:

Credo a tutta la tua ricostruzione, purtroppo è  "vezzo" comune dappertutto, proprietari che assumono in nero non te pagano, fanno gli scontenti per non pagare, ma, magari spendono centinaia di euro a settimana in mignotte e mazzi di biglietti del gratta e vinci.

A sta gente per me, gli andrebbero amputate (da svegli) tutte e due le braccia all'altezza del gomito, ma non prima di avergli asportato le palpebre perché non si perdano lo spettacolo.

 

Ti auguro di superare questo momento.

Vezzo comune non direi, in vita mia ho fatto più di una prova e mi sono state sempre retribuite. Addirittura una volta a Ferentillo feci la prova con un imbianchino 2 giorni e poi gli dissi che non faceva per me, salutai e andai via, dopo qualche giorno mi venne a cercare lui per darmi 100 euro. 

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2 minuti fa, Porcino ha scritto:

Vezzo comune non direi, in vita mia ho fatto più di una prova e mi sono state sempre retribuite. Addirittura una volta a Ferentillo feci la prova con un imbianchino 2 giorni e poi gli dissi che non faceva per me, salutai e andai via, dopo qualche giorno mi venne a cercare lui per darmi 100 euro. 

Te garantisco che oggi è cosa diffusa.

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Mia figlia, l’estate scorsa ha fatto un paio di giorni da Caffè’ Zero  ( quello a via Lungonera e quello al CospEA  Village) e oltre a pagarla gli hanno inviato anche il CUD…

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6 ore fa, lu Fraportanu ha scritto:

Mia figlia, l’estate scorsa ha fatto un paio di giorni da Caffè’ Zero  ( quello a via Lungonera e quello al CospEA  Village) e oltre a pagarla gli hanno inviato anche il CUD…

Ma stiamo parlando di due cose diverse nel caso di tua figlia c'è stata un' assunzione anche se breve e li non se scappa ci stanno documenti ed obblighi Poyson era tutto black  per non essere tracciato o obbligato.

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10 ore fa, torquemada ha scritto:

Te garantisco che oggi è cosa diffusa.

Concordo. Soprattutto in certi settori diciamo privilegiati (come quello della ristorazione, ad esempio).

 

Che poi dal racconto che ho letto non parlerei nemmeno di prova ma di un giorno di lavoro normale (per quanto fosse il primo) e quindi la cosa è ancora più grave.

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11 ore fa, alien ha scritto:

Se lavori con l'impegno e serietà che hai descritto, non avrai problemi a trovare una buona sistemazione. 

 

Sì infatti un lavoro ce l’ho, ma dato che è part-time (ed io preferisco full time) cercavo qualcosa per guadagnare di più.

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11 ore fa, Porcino ha scritto:

Vezzo comune non direi, in vita mia ho fatto più di una prova e mi sono state sempre retribuite. Addirittura una volta a Ferentillo feci la prova con un imbianchino 2 giorni e poi gli dissi che non faceva per me, salutai e andai via, dopo qualche giorno mi venne a cercare lui per darmi 100 euro. 

E questa credo sia la norma, giustamente quei due giorni hai lavorato e ti dovevano essere pagati, questo perché la persona o l’azienda per cui hai lavorato era seria. Purtroppo non a tutti capitano le persone serie e corrette. Si tratta semplicemente di questo.

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2 ore fa, torquemada ha scritto:

Ma stiamo parlando di due cose diverse nel caso di tua figlia c'è stata un' assunzione anche se breve e li non se scappa ci stanno documenti ed obblighi Poyson era tutto black  per non essere tracciato o obbligato.

Esatto. Ma soprattutto fanno in nero per risparmiare. Anche il mio amico infatti, che è il loro cameriere extra, lavora lì a nero. Inoltre io ero tranquilla perché sapevo stavo tra amici praticamente, avendo garantito per me il mio amico e conoscendo da anni il proprietario perché prima di andarci a fa sta prova ero cliente. Chi mi dice che abbia solo voluto sfruttarmi, perché al momento non gli interessava ricoprire davvero il ruolo al bar (infatti mi hanno detto che lo fa solo in estate quando il lavoro è troppo e ci vuole per forza), chi mi dice che non mi abbia pagata perché non ho voluto lavorarci ancora, ce ne sono e ce ne sono di ipotesi ma per me non sta in piedi nulla. Purtroppo la legge prevede che se fai fare una prova lavorativa non devi fare nessun contratto nè nulla, ma di buona norma andrebbe ovviamente pagata. Altra cosa se invece si stipula un accordo prima, con tanto di documento, in cui ad esempio si attesta che ci sono delle prove, retribuite, per poi passare all’assunzione se avranno esito positivo. Io, nel dubbio, la prossima volta chiedo di essere pagata prima sennò non muovo un dito più.

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1 ora fa, Termopiliano ha scritto:

Concordo. Soprattutto in certi settori diciamo privilegiati (come quello della ristorazione, ad esempio).

 

Che poi dal racconto che ho letto non parlerei nemmeno di prova ma di un giorno di lavoro normale (per quanto fosse il primo) e quindi la cosa è ancora più grave.

Esattamente. Per di più era un sabato sera, quindi un giorno caotico e pieno di gente, dove dovevo essere sempre seguita, aiutata. Cosa che è stato per appena due ore di servizio su sei e quando il mio amico è venuto ad aiutarmi con i bicchieri (alle 00…) me lo ha pure fatto pesare come se fosse sbagliato perché dovevo continuare a fare tutto da sola fino alla fine.

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1 ora fa, Poison Ivy ha scritto:

Esatto, che però non sembra gentaccia, ma tutt’altro… Quella è la cosa grave. 

Che è la peggiore, quella che si presenta bene e poi.... 

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Dato che ho avuto una seconda discussione con il mio amico, dove lui ha insistentemente ribadito le stesse cose, ho bisogno di sapere come la pensiate voi. Mettiamo abbia ragione lui… Che io abbia lavorato come ha descritto, non facendo nulla, facendo fare tutto alla mamma di Nicola in due ore di servizio e a lui in quella mezz’ora/quaranta minuti in cui mi ha aiutata. In più ha detto che gli ho fatto fare una brutta figura non lavorando anche la domenica, che i camerieri, la mamma di Nicola, con me sono stati gentili perché ero amica sua e infine che se Nicola mi avesse pagata i soldi me li avrebbe regalati perché non ho lavorato quindi è stato un bene per me che non mi abbia pagata perché sarebbe stato umiliante addirittura.

Ora vi pongo una domanda. Voi mi avreste pagata? Come vi sareste comportati con una persona che viene a fare una prova nel vostro ristorante gourmet, presentandosi lì dalle 17:30 fino all’1:30 di notte stando in piedi senza però aver lavorato e fatto nulla di utile. 

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13 minuti fa, Poison Ivy ha scritto:

Dato che ho avuto una seconda discussione con il mio amico, dove lui ha insistentemente ribadito le stesse cose, ho bisogno di sapere come la pensiate voi. Mettiamo abbia ragione lui… Che io abbia lavorato come ha descritto, non facendo nulla, facendo fare tutto alla mamma di Nicola in due ore di servizio e a lui in quella mezz’ora/quaranta minuti in cui mi ha aiutata. In più ha detto che gli ho fatto fare una brutta figura non lavorando anche la domenica, che i camerieri, la mamma di Nicola, con me sono stati gentili perché ero amica sua e infine che se Nicola mi avesse pagata i soldi me li avrebbe regalati perché non ho lavorato quindi è stato un bene per me che non mi abbia pagata perché sarebbe stato umiliante addirittura.

Ora vi pongo una domanda. Voi mi avreste pagata? Come vi sareste comportati con una persona che viene a fare una prova nel vostro ristorante gourmet, presentandosi lì dalle 17:30 fino all’1:30 di notte stando in piedi senza però aver lavorato e fatto nulla di utile. 

Dico la mia e potrei anche sbagliare. A prescindere dalla qualità del servizio svolto te sei stata li tot ore e queste vanno retribuite, altrimenti me ne stavo a casa sul divano. La scorrettezza vera a mio avviso sta nel fatto che, se secondo te non sto lavorando adeguatamente me lo dici subito e io correggo, no a fine servizio. Cosi sa tanto di scusa per non pagare. 

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Però, bisogna partire dal presupposto che stavi a nero….putroppo quando stai a nero non hai nessuna garanzia, nemmeno quella di essere retribuito.Poi le scuse o giustificazioni possono essere un miliardo.

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3 ore fa, Poison Ivy ha scritto:

Esatto. Ma soprattutto fanno in nero per risparmiare. Anche il mio amico infatti, che è il loro cameriere extra, lavora lì a nero. Inoltre io ero tranquilla perché sapevo stavo tra amici praticamente, avendo garantito per me il mio amico e conoscendo da anni il proprietario perché prima di andarci a fa sta prova ero cliente. Chi mi dice che abbia solo voluto sfruttarmi, perché al momento non gli interessava ricoprire davvero il ruolo al bar (infatti mi hanno detto che lo fa solo in estate quando il lavoro è troppo e ci vuole per forza), chi mi dice che non mi abbia pagata perché non ho voluto lavorarci ancora, ce ne sono e ce ne sono di ipotesi ma per me non sta in piedi nulla. Purtroppo la legge prevede che se fai fare una prova lavorativa non devi fare nessun contratto nè nulla, ma di buona norma andrebbe ovviamente pagata. Altra cosa se invece si stipula un accordo prima, con tanto di documento, in cui ad esempio si attesta che ci sono delle prove, retribuite, per poi passare all’assunzione se avranno esito positivo. Io, nel dubbio, la prossima volta chiedo di essere pagata prima sennò non muovo un dito più.

La legge non prevede assolutamente questo. la prova è insita nel contratto di assunzione ed è un periodo in cui entrambe le parti possono "liberarsi" senza preavviso. Ogni persona che presta "attività lavorativa" deve essere regolarmente assunta , sia questa possa essere la cugina,la compagna , l'amico di infanzia, la nipote caruccia. 

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1 ora fa, Porcino ha scritto:

Dico la mia e potrei anche sbagliare. A prescindere dalla qualità del servizio svolto te sei stata li tot ore e queste vanno retribuite, altrimenti me ne stavo a casa sul divano. La scorrettezza vera a mio avviso sta nel fatto che, se secondo te non sto lavorando adeguatamente me lo dici subito e io correggo, no a fine servizio. Cosi sa tanto di scusa per non pagare. 

Sono contenta del tuo pensiero, uguale al mio. Infatti in risposta al mio amico ho detto testuali parole “se Nicola stava ritenendo che non stessi lavorando bene poteva dirmelo”. Manco a fine servizio comunque me lo ha detto. Ci siamo solo salutati e basta. Io poi il giorno dopo ho addirittura chiesto al mio amico che era andato a lavorare lì anche la domenica a pranzo, se Nicola aveva detto qualcosa per il fatto che non ce la facevo a lavorare da lui. Ti faccio vede cosa ci siamo detti… 

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Non mi sembra uno che era rimasto scontento per il mio lavoro, anzi… La scontentezza era perché ho subito deciso di non continuare e a lui è dispiaciuto (e te credo, trovala un’altra cretina che il primo giorno di lavoro te lo fa cosi) perché continuando magari potevo piano piano adattarmi (in pratica avevo detto al mio amico di dire tranquillamente che non andavo più perché fisicamente non ce la potevo fare). Ma quello non era l’unico motivo per cui non ho voluto continuare. Mi erano state dette delle cose e se ne sono fatte di altre, ho visto cattiva organizzazione e in posti così preferisco non lavorare. Le motivazioni assurde e false del mio amico, per difendere Nicola per il mancato pagamento, sono arrivate dopo quando ha visto che Nicola gli ha dato solo i soldi della sua paga e a me nulla. 

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20 minuti fa, lu Fraportanu ha scritto:

Però, bisogna partire dal presupposto che stavi a nero….putroppo quando stai a nero non hai nessuna garanzia, nemmeno quella di essere retribuito.Poi le scuse o giustificazioni possono essere un miliardo.

Si questo è vero, ma purtroppo se vuoi lavorare quasi sempre è cosi, le cose per bene purtroppo non le fa quasi nessuno. Ho sbagliato io a non mettere subito in chiaro le cose e magari a non farmi pagare prima. Lezione imparata.

Posted

@Poison Ivy da retta ad uno che po esse tuo padre, non ti devi sentire responsabile né dare prove di ciò che dici, sei tu la vittima, e comunque tieni oresente che "per chi ti crede nessuna prova è necessaria per chi non ti crede nessuna prova è sufficiente".

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18 minuti fa, lu bidello ha scritto:

La legge non prevede assolutamente questo. la prova è insita nel contratto di assunzione ed è un periodo in cui entrambe le parti possono "liberarsi" senza preavviso. Ogni persona che presta "attività lavorativa" deve essere regolarmente assunta , sia questa possa essere la cugina,la compagna , l'amico di infanzia, la nipote caruccia. 

Seeee figurati, se dici na cosa del genere a Napoli o in posti come quello dove ho lavorato non ti dico proprio come ti rispondono 😅 questa sarebbe la norma, hai assolutamente ragione, ma credimi dalle mie parti e in tanti altri posti che conosco, purtroppo nessuno fa cosi. Se capiti in un posto migliore, tutto va bene e se vogliono, allora dopo un pò te lo fanno un contratto. 

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6 minuti fa, torquemada ha scritto:

@Poison Ivy da retta ad uno che po esse tuo padre, non ti devi sentire responsabile né dare prove di ciò che dici, sei tu la vittima, e comunque tieni oresente che "per chi ti crede nessuna prova è necessaria per chi non ti crede nessuna prova è sufficiente".

Ti ringrazio davvero tanto.

E si, hai proprio ragione, infatti alla fine mi sono arresa a cercare di farmi capire dal mio amico, ma mi credi se ti dico che a me non fregava nulla dei soldi e manco di Nicola? avrei solo voluto che mi fosse almeno riconosciuto l’impegno e tutto lo sforzo fisico che ci ho messo in quelle 8 ore, perché vederti trattata senza rispetto e dignità e sentirti pure dire da un tuo amico “non hai fatto nulla” è dura da digerire.

Posted
31 minuti fa, lu bidello ha scritto:

La legge non prevede assolutamente questo. la prova è insita nel contratto di assunzione ed è un periodo in cui entrambe le parti possono "liberarsi" senza preavviso. Ogni persona che presta "attività lavorativa" deve essere regolarmente assunta , sia questa possa essere la cugina,la compagna , l'amico di infanzia, la nipote caruccia. 

Però sai benissimo che funziona cosi solo sulla carta. Poi sicuramente ti assumono regolarmente ma la prova è quasi sempre a nero. 

Posted
16 minuti fa, Poison Ivy ha scritto:

Non mi sembra uno che era rimasto scontento per il mio lavoro, anzi… La scontentezza era perché ho subito deciso di non continuare e a lui è dispiaciuto (e te credo, trovala un’altra cretina che il primo giorno di lavoro te lo fa cosi) perché continuando magari potevo piano piano adattarmi (in pratica avevo detto al mio amico di dire tranquillamente che non andavo più perché fisicamente non ce la potevo fare). Ma quello non era l’unico motivo per cui non ho voluto continuare. Mi erano state dette delle cose e se ne sono fatte di altre, ho visto cattiva organizzazione e in posti così preferisco non lavorare. Le motivazioni assurde e false del mio amico, per difendere Nicola per il mancato pagamento, sono arrivate dopo quando ha visto che Nicola gli ha dato solo i soldi della sua paga e a me nulla. 

Per fortuna, pensa se non era contento.... Te chiedeva i soldi lui 😅 

Posted (edited)
3 ore fa, lu bidello ha scritto:

La legge non prevede assolutamente questo. la prova è insita nel contratto di assunzione ed è un periodo in cui entrambe le parti possono "liberarsi" senza preavviso. Ogni persona che presta "attività lavorativa" deve essere regolarmente assunta , sia questa possa essere la cugina,la compagna , l'amico di infanzia, la nipote caruccia. 

Sulla carta è così, qualsiasi rapporto di lavoro deve iniziare con un contratto che prevede sempre un periodo di prova.

Che poi questo avvenga regolarmente è un altro paio di maniche, che conosce e capisce solo chi ci passa.

Se poi tu vuoi dire che le situazioni descritte da Poison (che in certe realtà sono l'ordinarietà) non esistono ti dico che non è come dici tu.

 

Anche perché......ma chi controlla senza una "soffiata" ??

Edited by torquemada
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