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alefere

Lettera a Lucarelli

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1 ora fa, alefere ha scritto:

Caro Mister

Mi perdonerai il tu, ma per noi tifosi l’allenatore della Ternana è come uno di famiglia. Ti scrivo questa lettera perché da un po’ di tempo a questa parte non vedo in te la serenità e la sicurezza che l’anno scorso avevi portato in tutto l’ambiente, con la tua maniacalità, la tua attitudine al lavoro, il tuo carisma. E la conferenza stampa di ieri sera ha aggiunto un altro tassello a questo stato di cose. Credo allora sia giusto alzare la manina e dirti due cose che penso, senza con questo voler rappresentare nessuno se non me stesso.

Non sei tranquillo, si percepisce da un po’ di tempo e ieri abbiamo finalmente capito il perché. Perché non sei contento di quello che stai ottenendo. Sei un pragmatico, quindi ti adatti, però non rinunci a voler sognare qualcosa di diverso. Hai un obiettivo e senti che in questo momento non riesci a realizzarlo. Non sei uno che guarda solo al risultato, e quindi se il risultato viene, ma non come tu vorresti, non riesci a goderne pienamente. Una partita come quella di ieri, vinta in maniera del tutto diversa da come eravamo abituati – con gli avversari che hanno avuto predominio territoriale e dei tiri in porta – ben diversa da quelle dell’anno scorso e persino rispetto a quella col Parma, ti ha lasciato in parte l’amaro in bocca.

Ora io credo che nelle tue esternazioni ci sia una parte di profonda convinzione e sincerità in quello che dici e una parte di strategia comunicativa. È giusto. In generale, ma specialmente con una squadra in costruzione – e non può non esserlo visto che siamo a settembre e abbiamo cambiato tanto – è sempre meglio accentrare l’attenzione sull’allenatore, soprattutto se ha le spalle larghe come le tue. Ci sono alcuni tuoi illustri colleghi che sono maestri nel farlo. È giusto, con un però, che dirò più avanti…

Prima lasciami dire che la profonda convinzione e sincerità in quello che dici non è neanche da discutere, ti si legge in faccia che non sei pienamente contento. Però sei anche uno che sa quanto sia importante il risultato, soprattutto quando hai stentato all’inizio e la classifica non ti sorride. Per cui al di là delle tue convinzioni, hai fatto le scelte che ritenevi più giuste in funzione del risultato, che è la cosa migliore da fare in questo momento.

E sei anche troppo intelligente da sapere che sulla difficoltà di realizzare il tuo sogno incidono sia fattori contingenti – la condizione fisica in primis, soprattutto di alcuni giocatori chiave – sia fattori strutturali –quello che facevi l’anno scorso un conto è farlo contro la Paganese, che l’anno prima era in D, un conto contro la SPAL, che due anni fa era in serie A. Siamo un’ottima squadra, ma sulla carta ne abbiamo almeno una decina che come organico sono più forti di noi: l’anno scorso eravamo noi la corazzata, secondi solo al Bari nei pronostici, e con alcuni giocatori “illegali” per la categoria. Quest’anno gli illegali sono gli altri e noi dobbiamo prima di tutto pensare a salvarci.

Sulla strategia comunicativa, come ti dicevo, però ho qualche perplessità. Perché non è pienamente chiaro qual è l’obiettivo.

Sei stato tu, dopo la cavalcata trionfale, il primo ad avvertirci che ci sarebbe stato da resettare tutto, da ricominciare a mangiare pane e salame. A me pare che l’atteggiamento più prudente di queste ultime partite sia la concreta applicazione di questo principio: e se permetti, se questo è pane e salame, c’è anche da leccarsi i baffi… Magari il caviale, che pure ci piace, arriveremo a mangiarlo fra un po’. E a me pare anche che TUTTI, a cominciare dai tifosi, questo principio l’abbiano metabolizzato molto bene e forse invece sei tu quello che soffre di più questa cosa.

Non posso credere che un paio di articoli di stampa che facevano la tiritera sul cambio di modulo o qualche commento sui social da parte di qualche soggetto a cui non sta mai bene niente, possa averti fatto percepire ingratitudine o sentire un condottiero “solo”, che si guarda le spalle e non vede le truppe a seguirlo. Se, come hai detto tu, le decisioni le prendi da solo, non ti consulti con la società e figuriamoci con i calciatori, men che meno possono incidere sulle tue decisioni i tifosi o la stampa. Ricorda che tu e la squadra siete usciti fra gli applausi dopo un 1-4 in casa: quante volte succede nel calcio italiano?

Più probabile, invece, che possa incidere il fatto che la squadra non riesce ancora ad essere pienamente tale, che non tutti si siano allineati ancora al modo di pensare, e che per questo non riesci a fare al 100% quello che vorresti. Però la tua inquietudine contrasta con le cose che hai sempre detto: ci vuole tempo per diventare squadra, quando inserisci 15 calciatori nuovi. Siamo neanche alla fine di settembre, il campionato si decide a marzo-aprile. Anche l’anno scorso abbiamo cominciato a macinare dalla quinta giornata in poi, ed eravamo in tutt’altro campionato. E poi il calendario: tu stesso hai ripetuto che per le prime partite ci sarebbe stato da soffrire, non solo per la condizione della squadra, ma anche

Ci vuole tempo, noi lo abbiamo capito. Però mi pare che alla fine questo tempo necessario crei più inquietudine a te che a noi. Prova a guardare a quanto di buono c’è stato, partendo dalle difficoltà appena elencate: un ciclo terribile di sei partite che si chiude con 7 punti e anche qualche rammarico, i giocatori che piano piano cominciano ad entrare nel carrarmato (per tua ammissione), la capacità di reagire alla prima vera difficoltà di risultati incontrata in questi primi 18 mesi.

Chiudo dicendo che, secondo me, se tu riesci a contenere questa tua inquietudine, continuando ad “aiutare” la squadra finché sarà necessario, con maggiore serenità si potrà tornare a perseguire il tuo obiettivo, il tuo sogno. La mentalità che tu vuoi creare credo piaccia a tutti, ma penso che, nella costruzione di quella mentalità, anche le squadre che tu hai citato ad esempio abbiano incontrato ostacoli, alti e bassi. Lo stesso Viciani, che tu hai citato ad esempio, ci ha messo due o tre anni per costruire quella squadra.

A noi certamente piacciono le squadre che attaccano e impongono il loro gioco. Ma ancora di più ci piacciono le squadre che lottano su ogni pallone, che non si impauriscono di fronte ad avversari, anche più forti di loro, che danno l’anima per la maglia. E se qualche volta, nel corso della partita, c’è da spazzare la palla in tribuna, non è certo qui, nella città operaia per eccellenza, che storceremo la bocca. È un atto di umiltà, che non significa accontentarsi, ma significa riconoscere i propri limiti in quel momento e lavorare per superarli.

Per cui Mister, vai avanti sereno. E quando ti guardi alle spalle, la prossima volta, scruta bene, perché in mezzo alla polvere che ti annebbia la vista, vedrai le sagome di un esercito che ti segue.

Con stima

 

Ho capito chi sei?Moriconi

Edited by mdmterni
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33 minuti fa, mdmterni ha scritto:

Ho capito chi sei?Moriconi

Fosse stato Moriconi sarebbe fermo ancora al "allora mister..."

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24 minuti fa, Gianlu ha scritto:

Fosse stato Moriconi sarebbe fermo ancora al "allora mister..."

Poi  Moriconi è più “stile ventennio”...verbi sempre all’imperfetto e cadenza da “narrazione di gesta eroiche”..!

 

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12 hours ago, alefere said:

Caro Mister

Mi perdonerai il tu, ma per noi tifosi l’allenatore della Ternana è come uno di famiglia. Ti scrivo questa lettera perché da un po’ di tempo a questa parte non vedo in te la serenità e la sicurezza che l’anno scorso avevi portato in tutto l’ambiente, con la tua maniacalità, la tua attitudine al lavoro, il tuo carisma. E la conferenza stampa di ieri sera ha aggiunto un altro tassello a questo stato di cose. Credo allora sia giusto alzare la manina e dirti due cose che penso, senza con questo voler rappresentare nessuno se non me stesso.

Non sei tranquillo, si percepisce da un po’ di tempo e ieri abbiamo finalmente capito il perché. Perché non sei contento di quello che stai ottenendo. Sei un pragmatico, quindi ti adatti, però non rinunci a voler sognare qualcosa di diverso. Hai un obiettivo e senti che in questo momento non riesci a realizzarlo. Non sei uno che guarda solo al risultato, e quindi se il risultato viene, ma non come tu vorresti, non riesci a goderne pienamente. Una partita come quella di ieri, vinta in maniera del tutto diversa da come eravamo abituati – con gli avversari che hanno avuto predominio territoriale e dei tiri in porta – ben diversa da quelle dell’anno scorso e persino rispetto a quella col Parma, ti ha lasciato in parte l’amaro in bocca.

Ora io credo che nelle tue esternazioni ci sia una parte di profonda convinzione e sincerità in quello che dici e una parte di strategia comunicativa. È giusto. In generale, ma specialmente con una squadra in costruzione – e non può non esserlo visto che siamo a settembre e abbiamo cambiato tanto – è sempre meglio accentrare l’attenzione sull’allenatore, soprattutto se ha le spalle larghe come le tue. Ci sono alcuni tuoi illustri colleghi che sono maestri nel farlo. È giusto, con un però, che dirò più avanti…

Prima lasciami dire che la profonda convinzione e sincerità in quello che dici non è neanche da discutere, ti si legge in faccia che non sei pienamente contento. Però sei anche uno che sa quanto sia importante il risultato, soprattutto quando hai stentato all’inizio e la classifica non ti sorride. Per cui al di là delle tue convinzioni, hai fatto le scelte che ritenevi più giuste in funzione del risultato, che è la cosa migliore da fare in questo momento.

E sei anche troppo intelligente da sapere che sulla difficoltà di realizzare il tuo sogno incidono sia fattori contingenti – la condizione fisica in primis, soprattutto di alcuni giocatori chiave – sia fattori strutturali –quello che facevi l’anno scorso un conto è farlo contro la Paganese, che l’anno prima era in D, un conto contro la SPAL, che due anni fa era in serie A. Siamo un’ottima squadra, ma sulla carta ne abbiamo almeno una decina che come organico sono più forti di noi: l’anno scorso eravamo noi la corazzata, secondi solo al Bari nei pronostici, e con alcuni giocatori “illegali” per la categoria. Quest’anno gli illegali sono gli altri e noi dobbiamo prima di tutto pensare a salvarci.

Sulla strategia comunicativa, come ti dicevo, però ho qualche perplessità. Perché non è pienamente chiaro qual è l’obiettivo.

Sei stato tu, dopo la cavalcata trionfale, il primo ad avvertirci che ci sarebbe stato da resettare tutto, da ricominciare a mangiare pane e salame. A me pare che l’atteggiamento più prudente di queste ultime partite sia la concreta applicazione di questo principio: e se permetti, se questo è pane e salame, c’è anche da leccarsi i baffi… Magari il caviale, che pure ci piace, arriveremo a mangiarlo fra un po’. E a me pare anche che TUTTI, a cominciare dai tifosi, questo principio l’abbiano metabolizzato molto bene e forse invece sei tu quello che soffre di più questa cosa.

Non posso credere che un paio di articoli di stampa che facevano la tiritera sul cambio di modulo o qualche commento sui social da parte di qualche soggetto a cui non sta mai bene niente, possa averti fatto percepire ingratitudine o sentire un condottiero “solo”, che si guarda le spalle e non vede le truppe a seguirlo. Se, come hai detto tu, le decisioni le prendi da solo, non ti consulti con la società e figuriamoci con i calciatori, men che meno possono incidere sulle tue decisioni i tifosi o la stampa. Ricorda che tu e la squadra siete usciti fra gli applausi dopo un 1-4 in casa: quante volte succede nel calcio italiano?

Più probabile, invece, che possa incidere il fatto che la squadra non riesce ancora ad essere pienamente tale, che non tutti si siano allineati ancora al modo di pensare, e che per questo non riesci a fare al 100% quello che vorresti. Però la tua inquietudine contrasta con le cose che hai sempre detto: ci vuole tempo per diventare squadra, quando inserisci 15 calciatori nuovi. Siamo neanche alla fine di settembre, il campionato si decide a marzo-aprile. Anche l’anno scorso abbiamo cominciato a macinare dalla quinta giornata in poi, ed eravamo in tutt’altro campionato. E poi il calendario: tu stesso hai ripetuto che per le prime partite ci sarebbe stato da soffrire, non solo per la condizione della squadra, ma anche

Ci vuole tempo, noi lo abbiamo capito. Però mi pare che alla fine questo tempo necessario crei più inquietudine a te che a noi. Prova a guardare a quanto di buono c’è stato, partendo dalle difficoltà appena elencate: un ciclo terribile di sei partite che si chiude con 7 punti e anche qualche rammarico, i giocatori che piano piano cominciano ad entrare nel carrarmato (per tua ammissione), la capacità di reagire alla prima vera difficoltà di risultati incontrata in questi primi 18 mesi.

Chiudo dicendo che, secondo me, se tu riesci a contenere questa tua inquietudine, continuando ad “aiutare” la squadra finché sarà necessario, con maggiore serenità si potrà tornare a perseguire il tuo obiettivo, il tuo sogno. La mentalità che tu vuoi creare credo piaccia a tutti, ma penso che, nella costruzione di quella mentalità, anche le squadre che tu hai citato ad esempio abbiano incontrato ostacoli, alti e bassi. Lo stesso Viciani, che tu hai citato ad esempio, ci ha messo due o tre anni per costruire quella squadra.

A noi certamente piacciono le squadre che attaccano e impongono il loro gioco. Ma ancora di più ci piacciono le squadre che lottano su ogni pallone, che non si impauriscono di fronte ad avversari, anche più forti di loro, che danno l’anima per la maglia. E se qualche volta, nel corso della partita, c’è da spazzare la palla in tribuna, non è certo qui, nella città operaia per eccellenza, che storceremo la bocca. È un atto di umiltà, che non significa accontentarsi, ma significa riconoscere i propri limiti in quel momento e lavorare per superarli.

Per cui Mister, vai avanti sereno. E quando ti guardi alle spalle, la prossima volta, scruta bene, perché in mezzo alla polvere che ti annebbia la vista, vedrai le sagome di un esercito che ti segue.

Con stima

 

 

Il nostro Condottiero! 🇧🇫

 

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Ti faccio i complimenti per lo sforzo compositivo (poi dicevamo a me 😁) ma anche e soprattutto per il tono e il garbo con cui hai affrontato il discorso.

 

Io domenica ero in viaggio di ritorno dall'Abruzzo e quindi non ho seguito la partita, nemmeno qui, il lunedi mi aspettavo un ambiente pimpante, quando ho visto l'intervista del mister sono rimasto un attimo di sasso, manco avessimo perso. 

 

Ora probabilmente avrà ragione chi dice che il mister si diverte a depistare (lo ha fatto spesso) e chi magari ha individuato nello sfogo un modo sia per dare la carica, sia per responsabilizzare qualcuno (giocatori?), per punzecchiare qualcun altro (ambiente, inteso come giornalisti o tifosi?), però ci sono rimasto, ma mi sono astenuto volutamente dal commentare, soprattutto a caldo.

 

Ho sempre riposto fiducia nel mister e nella società, e non inizio certo adesso a farla venir meno.

Ho vissuto la campagna acquisti nella massima tranquillità, e sono rimasto soddisfatto dai suoi esiti.

Ho avuto delle perplessità e qualche preoccupazione dopo le prime tre giornate e le ho anche esternate.

Quello che mi ha preoccupato non era tanto la mancanza di gioco, quanto quella che io reputavo una mancanza di tigna, anche se le attenuanti potevano essere tante (nuovi amalgama da ricreare, una mancanza di condizione, un po' di sana sfiga tra il calendario terribile dell'inizio e qualche direzione arbitrale discutibile).

Ora, dopo queste partite in cui abbiamo ripreso a marciare, mi sento molto più tranquillo, proprio perché riconosco nella squadra, al di là dello schema, del gioco che può esserci a sprazzi di più o di meno (oh ma ci sono anche gli avversari e di che caratura) una maggior solidità e carattere, nei singoli interpreti ma anche nel suo complesso, intesa come collettivo.

 

Magari non saremo ancora una squadra in un certo senso, ma non sembriamo più una barca in balia delle correnti come siamo stati in certi frangenti nelle prime partite, e questo mi rincuora come tifoso. 

 

Questo per dire che a me delle goleade e del calcio champagne interessa il giusto, sono altre cose che interessano e che chiedo ai giocatori e alla squadra, soprattutto dopo aver visto per anni squadre in mezzo al campo senza capo ne coda, e giocatori che parevano fantasmi. Al di là delle categorie (anzi spesso le ho viste più in B che non in C quando ci si soffiava sulla palla e di che tinta).

 

La mia speranza, quindi, è che a tutti i livelli, compreso il timone (tenuto in modo eccezionale lo scorso anno, ma egregiamente anche quest'anno nel momento in cui abbiamo iniziato a governare la corrente) non ci si faccia prendere troppo da questioni extra-calcistiche. 

 

Il calcio era bello perché era una cosa semplice, 11 contro 11, e vinceva chi la buttava dentro di più, al di là della tecnica e delle tattiche, dei 4-3-2-1 e dei 4-3-3.

 

Io voglio vedere le Fere, di nome e di fatto.

Lo scorso anno ci siamo gasati perché al di la dei record e del gioco abbiamo visto le "Fere", giocatori che sbranavano il campo e l'avversaio.

Io cerco quella fame nel rosso-verde. Perché è solo con quella fame che in una realtà di provincia come la nostra, senza grandi sponsor e poteri dietro, che si può sperare di fare qualcosa di importante, o quantomeno di dignitoso sicuro.

 

Il resto so chiacchiere, quelle su internet, sulle curve, anche nelle conferenze stampe. 

 

    

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Il 27/9/2021 Alle 13:07, alefere ha scritto:

Caro Mister

Mi perdonerai il tu, ma per noi tifosi l’allenatore della Ternana è come uno di famiglia. Ti scrivo questa lettera perché da un po’ di tempo a questa parte non vedo in te la serenità e la sicurezza che l’anno scorso avevi portato in tutto l’ambiente, con la tua maniacalità, la tua attitudine al lavoro, il tuo carisma. E la conferenza stampa di ieri sera ha aggiunto un altro tassello a questo stato di cose. Credo allora sia giusto alzare la manina e dirti due cose che penso, senza con questo voler rappresentare nessuno se non me stesso.

Non sei tranquillo, si percepisce da un po’ di tempo e ieri abbiamo finalmente capito il perché. Perché non sei contento di quello che stai ottenendo. Sei un pragmatico, quindi ti adatti, però non rinunci a voler sognare qualcosa di diverso. Hai un obiettivo e senti che in questo momento non riesci a realizzarlo. Non sei uno che guarda solo al risultato, e quindi se il risultato viene, ma non come tu vorresti, non riesci a goderne pienamente. Una partita come quella di ieri, vinta in maniera del tutto diversa da come eravamo abituati – con gli avversari che hanno avuto predominio territoriale e dei tiri in porta – ben diversa da quelle dell’anno scorso e persino rispetto a quella col Parma, ti ha lasciato in parte l’amaro in bocca.

Ora io credo che nelle tue esternazioni ci sia una parte di profonda convinzione e sincerità in quello che dici e una parte di strategia comunicativa. È giusto. In generale, ma specialmente con una squadra in costruzione – e non può non esserlo visto che siamo a settembre e abbiamo cambiato tanto – è sempre meglio accentrare l’attenzione sull’allenatore, soprattutto se ha le spalle larghe come le tue. Ci sono alcuni tuoi illustri colleghi che sono maestri nel farlo. È giusto, con un però, che dirò più avanti…

Prima lasciami dire che la profonda convinzione e sincerità in quello che dici non è neanche da discutere, ti si legge in faccia che non sei pienamente contento. Però sei anche uno che sa quanto sia importante il risultato, soprattutto quando hai stentato all’inizio e la classifica non ti sorride. Per cui al di là delle tue convinzioni, hai fatto le scelte che ritenevi più giuste in funzione del risultato, che è la cosa migliore da fare in questo momento.

E sei anche troppo intelligente da sapere che sulla difficoltà di realizzare il tuo sogno incidono sia fattori contingenti – la condizione fisica in primis, soprattutto di alcuni giocatori chiave – sia fattori strutturali –quello che facevi l’anno scorso un conto è farlo contro la Paganese, che l’anno prima era in D, un conto contro la SPAL, che due anni fa era in serie A. Siamo un’ottima squadra, ma sulla carta ne abbiamo almeno una decina che come organico sono più forti di noi: l’anno scorso eravamo noi la corazzata, secondi solo al Bari nei pronostici, e con alcuni giocatori “illegali” per la categoria. Quest’anno gli illegali sono gli altri e noi dobbiamo prima di tutto pensare a salvarci.

Sulla strategia comunicativa, come ti dicevo, però ho qualche perplessità. Perché non è pienamente chiaro qual è l’obiettivo.

Sei stato tu, dopo la cavalcata trionfale, il primo ad avvertirci che ci sarebbe stato da resettare tutto, da ricominciare a mangiare pane e salame. A me pare che l’atteggiamento più prudente di queste ultime partite sia la concreta applicazione di questo principio: e se permetti, se questo è pane e salame, c’è anche da leccarsi i baffi… Magari il caviale, che pure ci piace, arriveremo a mangiarlo fra un po’. E a me pare anche che TUTTI, a cominciare dai tifosi, questo principio l’abbiano metabolizzato molto bene e forse invece sei tu quello che soffre di più questa cosa.

Non posso credere che un paio di articoli di stampa che facevano la tiritera sul cambio di modulo o qualche commento sui social da parte di qualche soggetto a cui non sta mai bene niente, possa averti fatto percepire ingratitudine o sentire un condottiero “solo”, che si guarda le spalle e non vede le truppe a seguirlo. Se, come hai detto tu, le decisioni le prendi da solo, non ti consulti con la società e figuriamoci con i calciatori, men che meno possono incidere sulle tue decisioni i tifosi o la stampa. Ricorda che tu e la squadra siete usciti fra gli applausi dopo un 1-4 in casa: quante volte succede nel calcio italiano?

Più probabile, invece, che possa incidere il fatto che la squadra non riesce ancora ad essere pienamente tale, che non tutti si siano allineati ancora al modo di pensare, e che per questo non riesci a fare al 100% quello che vorresti. Però la tua inquietudine contrasta con le cose che hai sempre detto: ci vuole tempo per diventare squadra, quando inserisci 15 calciatori nuovi. Siamo neanche alla fine di settembre, il campionato si decide a marzo-aprile. Anche l’anno scorso abbiamo cominciato a macinare dalla quinta giornata in poi, ed eravamo in tutt’altro campionato. E poi il calendario: tu stesso hai ripetuto che per le prime partite ci sarebbe stato da soffrire, non solo per la condizione della squadra, ma anche

Ci vuole tempo, noi lo abbiamo capito. Però mi pare che alla fine questo tempo necessario crei più inquietudine a te che a noi. Prova a guardare a quanto di buono c’è stato, partendo dalle difficoltà appena elencate: un ciclo terribile di sei partite che si chiude con 7 punti e anche qualche rammarico, i giocatori che piano piano cominciano ad entrare nel carrarmato (per tua ammissione), la capacità di reagire alla prima vera difficoltà di risultati incontrata in questi primi 18 mesi.

Chiudo dicendo che, secondo me, se tu riesci a contenere questa tua inquietudine, continuando ad “aiutare” la squadra finché sarà necessario, con maggiore serenità si potrà tornare a perseguire il tuo obiettivo, il tuo sogno. La mentalità che tu vuoi creare credo piaccia a tutti, ma penso che, nella costruzione di quella mentalità, anche le squadre che tu hai citato ad esempio abbiano incontrato ostacoli, alti e bassi. Lo stesso Viciani, che tu hai citato ad esempio, ci ha messo due o tre anni per costruire quella squadra.

A noi certamente piacciono le squadre che attaccano e impongono il loro gioco. Ma ancora di più ci piacciono le squadre che lottano su ogni pallone, che non si impauriscono di fronte ad avversari, anche più forti di loro, che danno l’anima per la maglia. E se qualche volta, nel corso della partita, c’è da spazzare la palla in tribuna, non è certo qui, nella città operaia per eccellenza, che storceremo la bocca. È un atto di umiltà, che non significa accontentarsi, ma significa riconoscere i propri limiti in quel momento e lavorare per superarli.

Per cui Mister, vai avanti sereno. E quando ti guardi alle spalle, la prossima volta, scruta bene, perché in mezzo alla polvere che ti annebbia la vista, vedrai le sagome di un esercito che ti segue.

Con stima

 

 

1 ora fa, LoSballoContinua ha scritto:

Ti faccio i complimenti per lo sforzo compositivo (poi dicevamo a me 😁) ma anche e soprattutto per il tono e il garbo con cui hai affrontato il discorso.

 

Io domenica ero in viaggio di ritorno dall'Abruzzo e quindi non ho seguito la partita, nemmeno qui, il lunedi mi aspettavo un ambiente pimpante, quando ho visto l'intervista del mister sono rimasto un attimo di sasso, manco avessimo perso. 

 

Ora probabilmente avrà ragione chi dice che il mister si diverte a depistare (lo ha fatto spesso) e chi magari ha individuato nello sfogo un modo sia per dare la carica, sia per responsabilizzare qualcuno (giocatori?), per punzecchiare qualcun altro (ambiente, inteso come giornalisti o tifosi?), però ci sono rimasto, ma mi sono astenuto volutamente dal commentare, soprattutto a caldo.

 

Ho sempre riposto fiducia nel mister e nella società, e non inizio certo adesso a farla venir meno.

Ho vissuto la campagna acquisti nella massima tranquillità, e sono rimasto soddisfatto dai suoi esiti.

Ho avuto delle perplessità e qualche preoccupazione dopo le prime tre giornate e le ho anche esternate.

Quello che mi ha preoccupato non era tanto la mancanza di gioco, quanto quella che io reputavo una mancanza di tigna, anche se le attenuanti potevano essere tante (nuovi amalgama da ricreare, una mancanza di condizione, un po' di sana sfiga tra il calendario terribile dell'inizio e qualche direzione arbitrale discutibile).

Ora, dopo queste partite in cui abbiamo ripreso a marciare, mi sento molto più tranquillo, proprio perché riconosco nella squadra, al di là dello schema, del gioco che può esserci a sprazzi di più o di meno (oh ma ci sono anche gli avversari e di che caratura) una maggior solidità e carattere, nei singoli interpreti ma anche nel suo complesso, intesa come collettivo.

 

Magari non saremo ancora una squadra in un certo senso, ma non sembriamo più una barca in balia delle correnti come siamo stati in certi frangenti nelle prime partite, e questo mi rincuora come tifoso. 

 

Questo per dire che a me delle goleade e del calcio champagne interessa il giusto, sono altre cose che interessano e che chiedo ai giocatori e alla squadra, soprattutto dopo aver visto per anni squadre in mezzo al campo senza capo ne coda, e giocatori che parevano fantasmi. Al di là delle categorie (anzi spesso le ho viste più in B che non in C quando ci si soffiava sulla palla e di che tinta).

 

La mia speranza, quindi, è che a tutti i livelli, compreso il timone (tenuto in modo eccezionale lo scorso anno, ma egregiamente anche quest'anno nel momento in cui abbiamo iniziato a governare la corrente) non ci si faccia prendere troppo da questioni extra-calcistiche. 

 

Il calcio era bello perché era una cosa semplice, 11 contro 11, e vinceva chi la buttava dentro di più, al di là della tecnica e delle tattiche, dei 4-3-2-1 e dei 4-3-3.

 

Io voglio vedere le Fere, di nome e di fatto.

Lo scorso anno ci siamo gasati perché al di la dei record e del gioco abbiamo visto le "Fere", giocatori che sbranavano il campo e l'avversaio.

Io cerco quella fame nel rosso-verde. Perché è solo con quella fame che in una realtà di provincia come la nostra, senza grandi sponsor e poteri dietro, che si può sperare di fare qualcosa di importante, o quantomeno di dignitoso sicuro.

 

Il resto so chiacchiere, quelle su internet, sulle curve, anche nelle conferenze stampe. 

 

    


 

daje lla 😅

 

per arriva alla fine ho fatto il tapis roulant 

Edited by Razzotico

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Io me auguro per voi che lo abbiate scritto da computer, perché se lo avete fatto da cellulare il tunnel carpale ve lo siete giocati...😂

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Sono sorpreso da quanti non c'abbiamo un cazzo da fare. 😂

Io per scrivere un testo come il vostro ci impiegherei ore...

P.S.

Scherzo eh, condivido quanto avete scritto e una delle freccette verdi è la mia 😅

Chi ha messo i meno invece sarà un perugino o qualche frustrato...

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