Com’è noto, la Famiglia ha rilevato le quote del club, perché rassicurata dalla parte venditrice e dal Comune circa la sicura fattibilità del progetto stadio-clinica e, meglio, sulla certa legittimità dell’iter amministrativo di supporto alla iniziativa industriale: iter contestato solo di recente dalla Regione, dopo un lunghissimo silenzio che appariva rivelatore di ben altro convincimento.
Per dovuta chiarezza nei confronti di tutti, tifoseria in primis, deve essere aggiunto che la denunciata situazione di stallo si riflette in modo oltremodo negativo sulla stessa sopravvivenza della società Ternana Calcio, già trovata, all’ insaputa della Famiglia Rizzo, in condizioni di estrema criticità per effetto delle precedenti gestioni.
Per la inscindibile connessione che lega la realizzazione del progetto stadio-clinica alla sopravvivenza della società Ternana Calcio,
Sui primi due neretti, mi vengono in mente solo due ipotesi: 1) ci prendono palesemente per il culo (a cominciare da tutta la manfrina fatta sulla due diligence) e su questa vicenda ci mettono solo le firme e la faccia (non i soldi) 2) fingono di essere sprovveduti per prenderci meglio per il culo. Alla terza ipotesi, quella che siano sprovveduti sul serio, non riesco a credere.
Se avessero veramente preso la Ternana, seguiti come sono da fior di professionisti come quelli messi in campo in questi giorni, sulla base non di un approfondito esame del progetto e dei suoi rischi, ma dello "state tranquilli" di D'Alessandro e Comune, e senza guardare i conti veri (dopo che per settimane si è parlato dei debiti della Ternana ovunque) ci sarebbe da internarli.
Sul terzo, si certifica anche per iscritto e per voce diretta della proprietà quanto paventato da tutti noi