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altoforno

RUGBY DI ALTO LIVELLO - TOPIC UNICO

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mi fa piacere che le nazionali giovanili ottengano buoni risultati, e il fatto che la Rai non la faccia vedere più è un grave segno di ignoranza sportiva.

fra l'altro è anche stupido: vedere una nazionale italiana, sia pure giovanile, che vince qualche partita importante dovrebbe solo far piacere ai telespettatori.

discreti risultati soprattutto del Benetton Treviso, così così le Zebre ma accontentiamoci, qualche anno fa era peggio.

ma secondo me non si può mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che il problema principale non esista: non è possibile partecipare a un Torneo in cui non vinci una partita da 4 anni.

il problema c'è ed è grosso.

due anni fa ero scettico su O'Shea non perché non lo considerassi un buon commissario tecnico....certo che è bravo, ci mancherebbe.

ma le stesse cose che diceva lui le avevo sentite da Brunel e dopo due anni la squadra era allo sbando.

E invece ancora oggi i migliori risultati nel Sei Nazioni li ha ottenuti proprio Brunel, che non mi piaceva neanche un po'....

Anche Mallett per esempio era un grandissimo allenatore ma fu massacrato dalla stampa e dai tifosi perché esordì con: "Italiani no buoni a rugby".

E quindi lui privilegiava la difesa, con un gioco orribile ma con lui abbiamo battuto la Francia per la prima volta nel Sei Nazioni, per dire.

Non possiamo negare la realtà: questa squadra deve vincere ALMENO qualche partita come faceva 5-6 anni fa, se no invece che migliorare sembra che peggioriamo.

Sembra?

Il fatto che giochiamo a un livello superiore a quello che ci possiamo permettere non è una scusante, per me almeno non lo è più dopo 20 anni di Sei Nazioni. 

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Vorrei chiedere se chi e’ del mestiere sa dirmi se la pratica di base e la qualita’ Da del percorso di sviluppo sia aumentata e se si di quanto rispetto a 15-20 anni fa....e se forse possiamo considerarci ad un punto di svolta perche’ - come detto -  i figli dei seguaci dei primi anni del 6 nazioni possano raccogliere il testimone e finalmente condurci verso “l’uguaglianza” coi grandi? 

La mia impressione da tempo e’ infatti quanto gia’ e’ stato detto qui piu’ Volte:

Mi pare che la cultura rugbistica in Italia non ci sia o almeno non ci sia stata in questi anni, cioe’ ho l’impressione che non si consideri molto o si sia molto considerato in passato l’idea di mandare il proprio figlio a fare rugby e assumere lo stile di vita che questo bellissimo ma estremo sport impone. Finche’ Non si sviluppa questo non competeremo mai per vincere coi mostri sacri.

Questa cosa sta cambiando?

Credo che questo sia un punto fondamentale.

Quanto accaduto a Terni, per dire, purtroppo lo dimostra. Ottimo inizio, poi ci si e’ arenati sull’assenza di giovani da iniziare alla pratica o portare avanti e così e’ stato, fatte le proporzioni, in questi 20 anni il movimento nazionale. Credo che la Federazione, come avvenuto in altri sport, abbia dormito sugli allori confidando in provvidenze divine o sculate (come avvenuto in altri sport, ma tant’e’, finché metteremo la gente inutile e incompetente a fare i dirigenti e gestire i soldi perche’ hanno i giusti agganci politici non cambiera’ mai nulla).

 

A tale proposito vorrei inoltre chiedere

- Dunque cosa ha (non) fatto la federazione in questi anni per aumentare il bacino di potenziali giocatori, praticanti e simpatizzanti?

- Dunque cosa (non)ha fatto la federazione per aumentare pratica, franchigie e club in territori dove il rugby e’ assente ? (Vedi grandi piazze e sud Italia)?

- Dunque cosa (non) ha fatto la federazione per aumentare il livello ed il seguito del campionato nazionale, coinvolgendo anche i Comuni, le province etc. o per attrarre giocatori?

 

 

 

 

Modificato da chetestraceki

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2 ore fa, chetestraceki ha scritto:

Vorrei chiedere se chi e’ del mestiere sa dirmi se la pratica di base e la qualita’ Da del percorso di sviluppo sia aumentata e se si di quanto rispetto a 15-20 anni fa....e se forse possiamo considerarci ad un punto di svolta perche’ - come detto -  i figli dei seguaci dei primi anni del 6 nazioni possano raccogliere il testimone e finalmente condurci verso “l’uguaglianza” coi grandi? 

La mia impressione da tempo e’ infatti quanto gia’ e’ stato detto qui piu’ Volte:

Mi pare che la cultura rugbistica in Italia non ci sia o almeno non ci sia stata in questi anni, cioe’ ho l’impressione che non si consideri molto o si sia molto considerato in passato l’idea di mandare il proprio figlio a fare rugby e assumere lo stile di vita che questo bellissimo ma estremo sport impone. Finche’ Non si sviluppa questo non competeremo mai per vincere coi mostri sacri.

Questa cosa sta cambiando?

Credo che questo sia un punto fondamentale.

Quanto accaduto a Terni, per dire, purtroppo lo dimostra. Ottimo inizio, poi ci si e’ arenati sull’assenza di giovani da iniziare alla pratica o portare avanti e così e’ stato, fatte le proporzioni, in questi 20 anni il movimento nazionale. Credo che la Federazione, come avvenuto in altri sport, abbia dormito sugli allori confidando in provvidenze divine o sculate (come avvenuto in altri sport, ma tant’e’, finché metteremo la gente inutile e incompetente a fare i dirigenti e gestire i soldi perche’ hanno i giusti agganci politici non cambiera’ mai nulla).

 

A tale proposito vorrei inoltre chiedere

- Dunque cosa ha (non) fatto la federazione in questi anni per aumentare il bacino di potenziali giocatori, praticanti e simpatizzanti?

- Dunque cosa (non)ha fatto la federazione per aumentare pratica, franchigie e club in territori dove il rugby e’ assente ? (Vedi grandi piazze e sud Italia)?

- Dunque cosa (non) ha fatto la federazione per aumentare il livello ed il seguito del campionato nazionale, coinvolgendo anche i Comuni, le province etc. o per attrarre giocatori?

 

 

 

 

Non sono del mestiere ma ho seguito un po' di siti rugbystici, soprattutto qualche anno fa al momento dell'ingresso delle italiane in quella che allora era la Celtic League, oggi Pro14. Sulla terza domanda che fai ho una risposta: NIENTE. Almeno questo è il mio parere, se qualcuno ha dati o informazioni diverse le dica, mi farà piacere saperle. Sulla seconda domanda: a mio parere quasi niente o comunque molto poco. Giusto qualche RARISSIMA partita al sud, forse se non sbaglio è stato giocato un test match a Catania, forse Italia-Fiji l'anno scorso. Ma poi Catania negli anni Ottanta aveva una squadra di rugby in serie A quindi non era proprio un territorio vergine per il rugby. Poi diversi anni fa Italia-Samoa ad Ascoli Piceno, che effettivamente è un posto nuovo per  rugby. Firenze è stata sede di diversi test-match ma è già una città grande. A Milano a parte un grandissimo Italia-Nuova Zelanda con il Meazza strapieno non è stato fatto più niente, così come a Torino. Poi c'è Roma dove non c'è una squadra, doveva esserci la franchigia dei Pretoriani, molto appoggiata dalla politica simil-Aniene, quando si entrò in CL, ma poi Treviso fece ricorso e giustamente la spuntò. Del resto Benetton è l'unico grande imprenditore italiano che punta sul rugby e non sul calcio.  Ma Roma è la sede del Sei Nazioni ormai stabilmente situato all'Olimpico. Altro errore secondo me, il Flaminio con le sue ridotte dimensioni assicurava un altro calore. Infine sulla prima domanda: ha creato le Accademie federali, molto criticate da alcuni ma forse sono state l'unica scelta giusta perché vedo che molti giocatori nuovi o esordienti in Nazionale provengono da lì e ci sono un po' meno equiparati stranieri rispetto a prima. Ma i risultati sono anche peggiori, quindi sospendo il giudizio anche su questo. Io ho una sola convinzione: il tempo sta scadendo, non possono andare avanti ancora a lungo con la retorica dello sport diverso e della mentalità. Tutto bello, ci mancherebbe e a me piace moltissimo lo spirito rugbystico, ma alla fine ci vogliono i risultati.

Modificato da altoforno

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Grazie altoforno, speriamo anche altri rispondano, mi piacerebbe approfondire il tema, soprattutto anche sulle opinioni riguardo la possibilita' che la nuova generazione cresciuta col 6 nazioni possa darci un punto di svolta

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Il 16/1/2019 Alle 17:23, altoforno ha scritto:

https://www.onrugby.it/2019/01/16/sei-nazioni-2019-italia-dean-budd-e-giulio-bisegni-non-ci-saranno-al-loro-posto-arrivano-fuser-e-zanon/

 

i convocati per il Sei Nazioni.

c'è una cosa che non capisco: nel rugby ogni tanto i giocatori "spariscono"....fanno un anno o due da fenomeni, o almeno da grandi promesse, e poi si volatilizzano per non sentirne parlare mai più.

l'ultimo caso è il mediano di mischia Edoardo "Ugo" Gori....non è stato nemmeno convocato e non risulta neppure infortunato.

fra l'altro lui è uno che gioca da diversi anni in nazionale e non è certo vecchio.

boh?

al contrario l'altro mediano di mischia Tito Tebaldi è tornato da qualche mese (c'era anche a Novembre) dopo anni di sparizione dal giro della nazionale, così come il centro Tommaso Benvenuti, sbocciato a 19 anni fortissimo con mete a ripetizione e poi letteralmente scomparso.

Anche lui da un po' è tornato, meglio così...

 

 

Il 16/1/2019 Alle 20:29, chetestraceki ha scritto:

Si anche io sta cosa non la capisco bene, chissa’ se nelle altre nazionali funziona cosi....a me Gori non dispiaceva affatto, ma non essendo tecnico, magari non colgo delle cose, ecco...

Pare che torni Gori causa carenza mediani di mischia per infortunio. Quindi era proprio stato escluso per scelta tecnica. Ma com'è che siamo tanto scarsi ma possiamo anche fare i sofisticati nelle scelte?

Modificato da altoforno

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Il ‎04‎/‎02‎/‎2019 Alle 20:08, chetestraceki ha scritto:

Vorrei chiedere se chi e’ del mestiere sa dirmi se la pratica di base e la qualita’ Da del percorso di sviluppo sia aumentata e se si di quanto rispetto a 15-20 anni fa....e se forse possiamo considerarci ad un punto di svolta perche’ - come detto -  i figli dei seguaci dei primi anni del 6 nazioni possano raccogliere il testimone e finalmente condurci verso “l’uguaglianza” coi grandi? 

La mia impressione da tempo e’ infatti quanto gia’ e’ stato detto qui piu’ Volte:

Mi pare che la cultura rugbistica in Italia non ci sia o almeno non ci sia stata in questi anni, cioe’ ho l’impressione che non si consideri molto o si sia molto considerato in passato l’idea di mandare il proprio figlio a fare rugby e assumere lo stile di vita che questo bellissimo ma estremo sport impone. Finche’ Non si sviluppa questo non competeremo mai per vincere coi mostri sacri.

Questa cosa sta cambiando?

Credo che questo sia un punto fondamentale.

Quanto accaduto a Terni, per dire, purtroppo lo dimostra. Ottimo inizio, poi ci si e’ arenati sull’assenza di giovani da iniziare alla pratica o portare avanti e così e’ stato, fatte le proporzioni, in questi 20 anni il movimento nazionale. Credo che la Federazione, come avvenuto in altri sport, abbia dormito sugli allori confidando in provvidenze divine o sculate (come avvenuto in altri sport, ma tant’e’, finché metteremo la gente inutile e incompetente a fare i dirigenti e gestire i soldi perche’ hanno i giusti agganci politici non cambiera’ mai nulla).

 

A tale proposito vorrei inoltre chiedere

- Dunque cosa ha (non) fatto la federazione in questi anni per aumentare il bacino di potenziali giocatori, praticanti e simpatizzanti?

- Dunque cosa (non)ha fatto la federazione per aumentare pratica, franchigie e club in territori dove il rugby e’ assente ? (Vedi grandi piazze e sud Italia)?

- Dunque cosa (non) ha fatto la federazione per aumentare il livello ed il seguito del campionato nazionale, coinvolgendo anche i Comuni, le province etc. o per attrarre giocatori?

 

 

 

 

Basta che guardi il nume ro di tesserati FIR e quello della FFR (Francia) e ti rendi conto che la base ampia consente di trovare e far crescere talenti a getto continuo. Altro discorso per Inghilterra, Galles, Scozia ed Irlanda, dove il Rugby è insegnato e praticato anche nelle scuole, oltre ad essere gli anglosassoni i creatori di questo sport.

 

E ci metto anche un altro discorso, in Italia, la realtà economica è quella che è, supportare una squadra di primissimo livello costa qualche milione di €, con un ritorno praticamente zero, se consideri che la Rai trasmette eventi - per me risibili - tipo il super bowl e non dedica che una pagina sul televideo all'eccellenza Italiana di rugby.

 

Con i numeri del primo punto e tutto quello scritto nel secondo punto, la FIR più di quello che fa - mantenendo una squadra giovanile (l'accademia Ivan Francescato) nel campionato di serie A e la squadra delle Zebre in Guinness - non credo possa fare.

 

Ma la cosa che è più vergognosa è la RAI, che dedica ore a sport come il pattinaggio artistico su ghiaccio e ZERO ore al Rugby ed altri sport di squadra. Senza visibilità ma do cavolo vogliamo andare, tocca strigne le chiappe e pedalare.

 

Però c'è un lato positivo, le nostre due squadre si stanno facendo piano piano strada, ed ora arrivano da noi anche giocatori stranieri di livello medio alto non logori, e questo per tutti è un bene.

 

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Il ‎03‎/‎02‎/‎2019 Alle 21:56, cesenticerqua ha scritto:

Per quanto la situazione delle Fere sia tragica non mi sembra un paragone calzante.

il paragone giusto sarebbe se la Ternana in qualche modo si fosse fatta ammettere in serie A con il diritto di non retrocedere , perdendo regolarmente tutte le partite e falsando in qualche modo il campionato.

Ho letto che pure ieri, unica partita in cui avevamo possibilità di vittoria, siamo stati surclassasti dalla Scozia al di là di quanto dica il risultato finale.

Io la penso cosi, ma guardando l’olimpico com’era e com’è ora a livello di presenze, credo che siano in parecchi a pensarla come me

(e te lo dice uno che i primi 6 nazioni si è fatto pure trasferte in Galles e Scozia)

Non è per noi, bisogna solo avere il coraggio di prenderne atto

So almeno tre anni che falsiamo dei campionati più o meno scientemente.

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Inghilterra che oggi demolisce sotto ogni punto di vista la Francia. Anche il punteggio e’ rotondo (e gli ultimi 15’ gli inglesi si sono seduti, altrimenti...) 44-8. 

E’ vero che noi stentiamo, ma e’ pur vero che al momento ci sono alcune squadre stratosferiche come credo non mai....All blacks, Inghilterra, Irlanda su tutti...secondo me ai gradini piu’ alti del ranking il livello del gioco e’ stato alzato ulteriormente....persino i francesi prendono scoppole importanti, la dice lunga...

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Il rugby francese da circa 4 anni è in crisi a livello di nazionale. Per me l'ultima partita del Sei Nazioni contro la Francia possiamo vincerla.

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Domanda: ma se l'Italia perdesse (o nobilmente abbandonasse) il suo posto al sei nazioni, subentrerebbe una "sesta migliore compagine d'europa"? 

 

Non avrebbe senso mettere questo sesto posto in palio in una sorta di preliminare? Una sorta di serie B del rugby dove lavare l'onta del cucchiaio e decidere se siamo o non siamo la sesta d'europa. 

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3 ore fa, Dado ha scritto:

Domanda: ma se l'Italia perdesse (o nobilmente abbandonasse) il suo posto al sei nazioni, subentrerebbe una "sesta migliore compagine d'europa"? 

 

Non avrebbe senso mettere questo sesto posto in palio in una sorta di preliminare? Una sorta di serie B del rugby dove lavare l'onta del cucchiaio e decidere se siamo o non siamo la sesta d'europa. 

Gia’ Fatto il test match con la Georgia a novembre, ed abbiamo vinto noi, e bene anche.

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3 ore fa, Dado ha scritto:

Domanda: ma se l'Italia perdesse (o nobilmente abbandonasse) il suo posto al sei nazioni, subentrerebbe una "sesta migliore compagine d'europa"? 

 

Non avrebbe senso mettere questo sesto posto in palio in una sorta di preliminare? Una sorta di serie B del rugby dove lavare l'onta del cucchiaio e decidere se siamo o non siamo la sesta d'europa. 

Economicamente, turisticamente etc. non avrebbe senso, i georgiani sono comunque più scarsi di noi e sostituiresti Roma con Tbilisi (che, insomma...). Poi hanno pure perso con noi in quello "spareggio" mediatico, per qualche anno non se ne parla di sicuro. 

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1 ora fa, chetestraceki ha scritto:

Gia’ Fatto il test match con la Georgia a novembre, ed abbiamo vinto noi, e bene anche.

Lo so, ero pure a Firenze (colpa di @altoforno). Ma non è una cosa codificata, non varrebbe la pena di regolare la cosa?

 

Non saremmo dentro per grazia ricevuta, ma per o per aver evitato il cucchiaio l'anno prima, o per aver regolato il manipolo delle pretendenti di fascia B. Invece di fare test match nei quali farci rompere il culo dalle grandi del rugby mondiale, avremmo (in caso di cucchiaio l'anno prima) due o tre gare ufficiali con avversari agguerriti ma non di categorie follemente superiori. 

 

Così sembriamo l'ospite (scarso) autoinvitato.

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1 ora fa, wild.duck ha scritto:

Economicamente, turisticamente etc. non avrebbe senso, i georgiani sono comunque più scarsi di noi e sostituiresti Roma con Tbilisi (che, insomma...). Poi hanno pure perso con noi in quello "spareggio" mediatico, per qualche anno non se ne parla di sicuro. 

praticamente ci tengono dentro perchè Roma è una bella trasferta, e si mangia meglio che a Tblisi?:)

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2 minuti fa, Dado ha scritto:

praticamente ci tengono dentro perchè Roma è una bella trasferta, e si mangia meglio che a Tblisi?:)

eh, la cosa penso non abbia un peso indifferente

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13 minuti fa, Dado ha scritto:

praticamente ci tengono dentro perchè Roma è una bella trasferta, e si mangia meglio che a Tblisi?:)

 

7 minuti fa, wild.duck ha scritto:

eh, la cosa penso non abbia un peso indifferente

ci manca solo la picchia e siamo a posto

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3 ore fa, altoforno ha scritto:

ci manca solo la picchia e siamo a posto

su quella mi sa che pure Tblisi non scherza

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14 ore fa, wild.duck ha scritto:

mi dispiace dirlo ma concordo con il giornalista inglese.

Dissento solo sulla sua certezza assoluta che non vinceremo nessuna partita quest'anno: per me con la Francia in casa possiamo giocarcela.

Se vincessimo quella partita il discorso andrebbe parzialmente rivisto, anche perché se fanno entrare la Georgia non farebbe meglio di noi.

L'unica cosa che ha più di noi al momento la Georgia è l'entusiasmo, come si è visto in termini di tifo a Firenze.

Se andiamo a giocarci lo spareggio a Tblisi rischiamo, finché giochiamo in casa dovremmo farcela a tenerla sotto.

In generale comunque non è che siano meglio di noi.

O rifanno il Torneo a 5 oppure il problema della Sesta squadra gli si porrà sempre perché meglio di noi in Europa al momento non c'è.

Comunque o vinciamo (ALMENO) con la Francia oppure la nostra partecipazione al Sei Nazioni rischia di diventare veramente ridicola.

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50 minuti fa, altoforno ha scritto:

Comunque o vinciamo (ALMENO) con la Francia oppure la nostra partecipazione al Sei Nazioni rischia di diventare veramente ridicola.

Io non ne faccio una questione di anno più anno meno, però penso che 

A) prima o poi se continui così la cosa diventerà ridicola per forza, non puoi andare in giro con un record tipo 35 a zero o 34 a 1 che sia, tanto per dire (che poi può essere 49 a 1, ma per capirci, prima o poi la formula la cambiano anche perché finisci a giocare al campo della lodigiani ,se ancora esiste, perché il Flaminio ti starà largo);

B) devi far vedere che hai una mezza idea su come migliorare la situazione, sviluppare i vivai etc.etc.etc. Perché poi non necessariamente devi avere pacchi di soldi per avere miriadi di squadroni internazionali in casa, puoi anche averne due come ora o magari tre e per il resto fare da fucina di giocatori di primo livello per l'estero (come in parte già accade), ma anche in questo ci vuole metodo.

Leggevo l'altro giorno un articolo in cui paragonava molto del rugby giovanile che si gioca in Italia, anche nelle scuole, con la pallamano. In Italia si giocava a pallamano nelle scuole e poi nei club a un livello di formazione, parametrato sull'estero , basso. E infatti producevi pochi giocatori internazionali, e per il resto producevi giocatori con lacune importanti, perché rispetto all'estero la formazione media era troppo "artigianale".

Da quello che ho capito anche lì abbiamo tanto da lavorare. Io non ci capiro' niente ma per me il fatto che dopo Dominguez non hai praticamente avuto più un calciatore veramente affidabile è un problema di scuola (jonah lomu o uno che calcia da più lontano di tutti gli altri è una benedizione dal cielo, ma un calciatore affidabile - non dico neanche uno da 90% - devi essere in grado di selezionarlo e formarlo in tanti anni). E immagino che si possano fare valutazioni simili su altri aspetti del gioco meno visibili per un profano.

Cioè, in Islanda sono quattro gatti , come hanno fatto con il calcio? Un campo fruibile in ogni paesello del cavolo (che tanto li sono tutti paeselli del cavolo) e formazione stramirata e di livello assoluto dei giocatori.

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