Jump to content

Recommended Posts

Posted

non ho più trovato la discussione dedicata e ne apro una nuova, anche in virtù di quanto si scriveva nella discussione sulla sud circa le influenze del romano. e lo faccio riprendendo un messaggio che avevo scritto di la:

 

 

preso da una tesi di laurea con tanto di poesia ternana a pagina 44. credo comunque che tanto "potto", quanto "fo", quanto altre parole del dialetto ternano stiano soccombendo al romano. parecchi ragazzi di terni che bazzicano roma per studio o per altro me sa che se fanno prende dal complesso del burino, e quando sono a terni diffondono le romanate fra i coetanei. è una cosa della quale mi rendo sempre più conto ogni volta che torno... me pare da esse più ternano a me che non ci sto mai che chi a terni ce vive :D

 

un altro cambiamento che notavo nel ternano parlato/scritto è l'uso di "non roppe" o "non roppete" anziché "non rombe" o "non rombede"

Posted (edited)

Il grosso danno lo fanno i genitori ternani che tradizionalmente sgridano i figli quando parlano in dialetto ternano.

È una pratica condannabile perché il dialetto è cultura e uccidere il dialetto significa impoverirsi culturalmente.

 

E non essendoci un orgoglio del proprio dialetto al punto da nasconderlo come una vergogna è normale che poi prendono il sopravvento le parlate di altre località.

Edited by callea
Posted

il ternano non esiste più da lungo tempo.

Era parlato fino ai primi del '900, poi con le acciaierie la città è stata popolata da marchigiani, romagnoli e umbri di altre zone.

Se volete sentire uno sprazzo di ternano vero sentitevi la canzone "san franciscu", è su youtube.

Posted

varia molto da zona in zona. noi veniamo dalle part I do maniago spilimbergo

Ah ok. Io ho amici in Carnia e vado spesso da loro. Tolmezzo, Paularo e Prato Carnico sono i posti.

Posted

Resistenza dialetti...io a mio figlio lo parlo....non riesco davvero a capire come sia possibile che nel 2014 la gente ha ancora certi pregiudizi verso il dialetto, e soprattutto non riesco a capire perché in tutto il resto d'Europa vengono sostenuti e l'uso ne è incoraggiato dalle autorità locali mentre in Italia è osteggiato...stiamo commettendo un genocidio culturale.

Posted

comunque il termine "potto" si usa nel circondario. A terni solo bardascio.

None so du termini diversi e non intercambiabili, pottu è per i bambini e i neonati, massimo li ragazzini....bardascio per i ragazzi...

Posted (edited)

Poche sere fà ho visto un documentario dove intervistavano gente del sud emigrata al nord negli anni '50, si trattava di operai che parlavano un italiano comprensibile ( ve giuro ce so rimastro male)e probabilmente molti a scuola neanche c'erano mai passati davanti e molti firmavano con la X.

oggi basta che arrivi ad Acquavogliera o a San Rocco e non capisci più un caxxo!!!....pe non parla se intervistano un napoletano/calabrese/abruzzese

 

...eppure il mondo dovrebbe andà avanti e non indietro!!!! :lol:

Edited by Batm4n
Posted

Resistenza dialetti...io a mio figlio lo parlo....non riesco davvero a capire come sia possibile che nel 2014 la gente ha ancora certi pregiudizi verso il dialetto, e soprattutto non riesco a capire perché in tutto il resto d'Europa vengono sostenuti e l'uso ne è incoraggiato dalle autorità locali mentre in Italia è osteggiato...stiamo commettendo un genocidio culturale.

assolutamente si.

credo che in tanti siano restii perché vedono intorno a sé parecchia gente che fatica con l'italiano! :D

scherzi a parte, penso davvero che una delle ragioni sia proprio questa, d'altra parte viviamo in un paese dove oltre il 60% non legge nemmeno un libro all'anno, l'80 % si informa soltanto attraverso la tv e l'analfabetismo di ritorno fa grandi progressi molto più che negli altri paesi sviluppati, come denuncia da tempo tullio de mauro.

sempre per queste ragioni, molto spesso l'uso del dialetto è associato a forme di ignoranza o scarsa istruzione, non propriamente qualità che aumentano l'appeal sociale!

sarebbe utile una piccola battaglia culturale per rendere più socialmente accettato l'uso del dialetto nella nostra conca.

ma voi sapete di associazioni che promuovono poesie, dialoghi, canzoni, stornelli o altri testi letterari in dialetto ternano?

personalmente ho a casa il dizionario italiano/ternano-ternano/italiano. è magnifico! :D

Posted

ah, ora che ci ripenso, da bambino , alle elementari, le maestre organizzarono una piccola recita nella quale ciascuno di noi avrebbe dovuto recitare una parte in dialetto ternano o leggere poesie o dialoghi in ternano, non ricordo bene.

secondo me, fu un'iniziativa splendida, ma ricordo bene come qualche genitore di alcuni compagni di scuola, da perfetti borghesucci piccoli-piccoli, storsero il naso perché i loro pargoli non potevano parlare in quel modo, quasi che il semplice contatto con quei versi indicibili li avrebbe ammorbati per il resto della loro vita!

scena da film di bunuel!

rispetto al mio intervento precedente, ripensare a questo piccolo episodio mi fa credere che l'avversione per il dialetto di qualche anno fa rispetto a quella attuale possa avere qualche motivazione differente. d'altra parte anche la nostra società è cambiata rispetto a 20-25 anni fa.

Posted

 

sarebbe utile una piccola battaglia culturale per rendere più socialmente accettato l'uso del dialetto nella nostra conca.

ma voi sapete di associazioni che promuovono poesie, dialoghi, canzoni, stornelli o altri testi letterari in dialetto ternano?

l'ente cantamaggio, vicino al duomo. M'hanno registrato le cassette del cantamaggio.

Posted

Il grosso danno lo fanno i genitori ternani che tradizionalmente sgridano i figli quando parlano in dialetto ternano.

È una pratica condannabile perché il dialetto è cultura e uccidere il dialetto significa impoverirsi culturalmente.

 

E non essendoci un orgoglio del proprio dialetto al punto da nasconderlo come una vergogna è normale che poi prendono il sopravvento le parlate di altre località.

Ops... Me sento un pò colpevole in questo. Ma sai cosa? non è che io non so orgogliosa del mio dialetto, o me ne vergogno. è che non mi appartiene molto, non lo sento mio. Non è facile da spiegà... Non me viene proprio de parlà napoletano, me scappa giusto qualche parolina, pochissime volte. Preferisco semplicemente parlare in italiano, e a volte mi diverto come una matta quando conosco delle persone di Napoli che mi dicono "ma sei di qua tu? cioè, sei di Napoli?" e io sìsì, nata e cresciuta a Napoli, e loro "è che non si sente molto". Poi vabè una persona di fuori, tipo un ternano, anche se il mio accento napoletano è lieve, lo coglie subito perchè non ci è abituato.

Ma anche il modo in cui scrivo... Me esce il romano, il ternano, ma il napoletano proprio zero. E poi oh, il dialetto ternano me piace troppo.

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use. This site uses cookies to enhance the users' browsing experience and collect infomation about the site utilization. We use both technical cookies and third party cookies. If you continue browsing the site you accept the use of cookies; otherwise you can just leave the site.