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Ci teneva a dirlo, butta così.
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Sfida che ha meritato la veglia notturna. Sinner e Fonseca se le sono date di santa ragione ed alla fine ha prevalso quello che un po' più di mestiere ed esperienza. Carotone la porta a casa vincendo i due tiebreak, il primo risalendo addirittura da 3-6. Il brasiliano ha giocato un tennis solidissimo e brillante, soprattutto nei turni di servizio. Molto bene anche Jannik, a parte la flessione in dirittura d'arrivo, sul 5/2 nel secondo set: l'ha data per risolta un po' troppo precocemente, così Joao s'è esaltato e l'ha portato al secondo tiebreak. Dove però è emersa la solidità del numero due. Nei quarti, parte bassa: Zverev - Fils (gran partita contro Aliassime) Sinner - Tien (2 match-point annullati a Fokina).
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Si, molto interessante. In base alle aspettative generali può essere persino definita storica: di fatto, il primo affaccio di Joao sul pianerottolo occupato dai due fuori-categoria. Prima sfida assoluta contro Sinner, ancora nessuna con Alcaraz. Certo, non è il Fonseca dei giorni migliori, ma nemmeno quello che faticava persino a camminare, tormentato da problemi seri alla spina dorsale. Ad Indian Wells, il diciannovenne di Rio per la prima volta dopo mesi ha spinto con più decisione, anche se stanotte ha dovuto ugualmente chiamare un medical time-out. Forse solo a scopo precauzionale: di fatto Paul non ha toccato palla per tutto il match. Più equilibrata era stata la sfida del primo turno con Khachanov, ma Fonseca l'ha risolta al terzo, mostrando anche una discreta tenuta alla distanza. Cobolli ha francamente deluso. Se stesso in prima battuta: severissima l'autocritica in conferenza stampa. Deve imparare a convivere con la sua nuova classifica, il che significa che non ci si può adagiare anche dopo aver portato a casa un prestigioso trofeo. Lui poi deve ancora dimostrare di poter effettivamente essere competitivo ad alti livelli: per ora ha battuto una sola volta un Top10 (Rune, peraltro con ritiro dell'avversario), quindi la storia con la iniziale maiuscola è ancora tutta da scrivere. In un certo senso questo vale anche per Darderi, pur con la scusante (questa volta) di un problema fisico che l'ha condizionato contro un avversario che solitamente riusciva a contenere bene.
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Jasmine Paolini e Jannik Sinner vanno agli ottavi ad Indian Wells. Apecar soffre un po' di più contro la Tomljianovic, complicandosi la vita con un secondo set sottotono, ma con una brillante reazione nel terzo. Troverà per la prima volta la ventunenne australiana Talia Gibson, proveniente dalle qualificazioni e già capace di mandare a casa le teste di serie Alexandrova (11) e Tauson (17). Carotone stenta nelle primissime battute, perdendo a zero il turno d'apertura al servizio, poi inanella una serie di buoni game, elevando progressivamente la qualità del proprio gioco. Per contro Shapovalov gioca un match sottotono, restando parecchio al di sotto di uno standard che avrebbe potuto creare fastidi a Sinner: totalmente impresentabile il suo dritto, troppo discontinuo il servizio. Giornataccia per lui. Il numero 2 del tabellone attende la sfida dell'alba italiana fra Fonseca e Paul per conoscere il nome dell'avversario degli ottavi.Già sapendo, peraltro, che negli eventuali quarti non avrà a che fare né con Shelton (battuto da Tien), né con Mensik, freddato da Fokina. Dopo le 2 di notte la rivincita della finale di Acapulco, fra Cobolli e Tiafoe.
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Vince l'India a mani basse. New Zealand mai realmente in partita.
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Si, ha fatto pratica da noi che siamo bravi.
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Folle inizio dell'India, oltre 15 run rate dopo 6 over, nessun ticket. Difesa dei neri per ora inconsistente.
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Paolini non brillantissima contro la Potapova, che da quest'anno gareggia per l'Austria. Perde il primo set, nonostante fosse avanti 4-2, ed è costretta ad alzare ritmo e livello. È brava a cambiare passo ed a rimettere le cose a posto. Terzo turno con la Tomljanovic, domani. Sinner l'ho visto bene, ha rubato una sola ora di sonno a chi l'ha voluto seguire: Svrcina poca roba, certo, ma Carotone dà l'impressione di essere piuttosto carico, dice di aver lavorato come poche altre volte. Ora Shapovalov. Darderi - Hijikata attorno a mezzanotte.
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Cobolli va al terzo turno, Musetti invece si ferma subito. Coby ritrova un osso duro, Kecmanovic, appena battuto ad Acapulco, e deve andare corpo a corpo fino al decimo gioco del terzo set per spuntarla. Ora Brooksby o Tiafoe. Il Muso accusa invece una condizione così così, cede al tiebreak il primo set e molla la presa nel secondo: bravo comunque Fucsovics. Fuori anche Berrettini: serviva l'impresa contro Zverev, specie dopo essere rimasto a corto di energie dopo l'esordio con Mannarino. Non è arrivata, ma una prestazione dignitosa invece sì.
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Darderi è nella parte alta del tabellone e giocherà con Hijikata, ma nella sessione di domani: non si sa ancora se nella serata o nella nottata italiana. Idem Alcaraz, opposto a Dimitrov.
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Non dà segni di ripresa Arnaldi, che deve ancora convivere con dolori lancinanti al piede ed al rientro rimedia un solo gioco contro McDonald. Un po' meglio va a Maestrelli, che quantomeno va in lotta contro Hijikata, cedendo 7/6 6/4. In compenso vincono la prima Errani/Paolini vs. Cristian/Tauson. Esaurito il primo turno, tocca finalmente alle teste di serie. Questo il programma per i nostri: 20:00: Cobolli - Kecmanovic 20:00: Berrettini - Zverev 21:10: Musetti - Fucsovics 22:20: Potapova - Paolini 03:00: Svrcina - Sinner
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Berretto s'è speso parecchio stanotte contro Mannarino. Ha perso il servizio al primissimo gioco e non è stato in grado di rimediare. Nel secondo s'è portato sul 3-0, ma s'è fatto rimontare, riuscendo però a girarla a proprio favore. Set decisivo altrettanto duro, tanto è vero che sul match-point, un lungolinea di dritto, Matteo è stramazzato a terra per crampi. Bellucci invece è sempre alle prese con la confusione mentale che gli impedisce di buttare giù piani gara semplici ma funzionali: ha i numeri per gestire la velocità di palla di Diallo, ma sbaglia ogni maledetta palla che potrebbe girare la partita a proprio favore e così perde anche questa in due set. Stanotte, in contemporanea alle 1:10, Maestrelli - Hijikata e Arnaldi - McDonald.
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Anche Francesco Maestrelli in tabellone ad Indian Wells. Dopo aver battuto Jarry, salvando 5 (cinque!) match-point, stasera ha vinto in due set contro l'altro argentino, Tirante. Inizio di stagione superbo per il 23enne pisano. Niente da fare invece per Stefanini e Trevisan: il tabellone femminile per noi sarà presidiato dalla sola Paolini. Il che, oltre ad essere particolarmente desolante, preoccupa pure molto. La partita di Lucrezia contro Kasintseva è balzata ai disonori delle cronache per la storiaccia delle minacce subìte dalla tennista toscana da parte di scommettitori che stanno progressivamente innalzando il livello delinquenziale delle loro interferenze in questo gioco.
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C'è il tabellone di Indian Wells, con 7 italiani già tra i 96, più uno (Maistrelli, che dovrà superare Tirante) che potrebbe entrare dalle qualificazioni. Rientra Arnaldi, che ha saltato tutto il primo spicchio di stagione, inclusa la sua Australia: in classifica è precipitato alla posizione 84, ma nella live è già 96. Sto problema alla pianta del piede l'ha proprio tolto di mezzo, ed è un peccato perché lui fra i 30 ed i 40 ci potrebbe stare comodamente. I potenziali quarti di finale sono questi: Alcaraz - de Minaur Djokovic - Fritz Zverev - Musetti Sinner - Shelton Darderi e Arnaldi sono nel quarto di Alcaraz, assieme a Bublik, Ruud e Vacherot. Bello il quarto di Nole, con Draper, Medvedev, Cerundolone e Lehecka. Quello di Musetti è però il più densamente abitato da gente pericolosa: a parte i nostri Cobolli, Berrettini e Bellucci, ecco anche Aliassime, Rublev, Fils e Tiafoe. Oltre ovviamente a Zverev. Nella parte più bassa, Sinner dovrebbe guardarsi presumibilmente da Shapovalov (o Etcheverry, o Tsitsipas), poi Paul o Khachanov, prima del quarto con Shelton (o Mensik, non è detto). Dopo le inattese ed in gran parte deludenti eliminazioni a Melbourne e Doha, Carotone punta comunque a migliorare il miglior risultato conquistato in California. Pare che da inizio stagione stia lavorando piuttosto intensamente sul dritto, in particolare sulla traiettoria, che vuole portare un po' più alta rispetto alla rete (e conseguentemente anche sulla rotazione): quello in dotazione è ritenuto sì potente, ma prevedibile e meglio gestibile dai giocatori che sanno reggere il ritmo del roscio. Sostanzialmente è questo il senso delle paraculate di fine stagione (stiamo modificando delle cose, non sorprendetevi se qualche volta arriverà una sconfitta). Che il dritto avesse perso un po' di peso lo si era notato, e non era però associabile ad un generale depotenziamento fisico, vista l'efficacia del servizio. Ad ogni modo, vedremo: l'obiettivo dichiarato è quello di portare l'affondo decisivo sulla terra, in particolare a Parigi, e l'idea è quella di costruire scambi con traiettorie alte più simili a quelle di Alcaraz. Dall'anno scorso la superficie di Indian Wells è la stessa di Miami. Cosa che l'Infante allora non gradì, difatti uscì prima del previsto. La sua condizione però rende il numero uno il logico favorito, a prescindere, almeno fino a che Sinner non rimetterà ordine alle proprie cose.
