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unoffiC1Bl esposito

Ancora un capolavoro di articolo

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'SIAMO ULTRAS, MA PER AMORE' UN PRETE VUOLE METTERE PACE TRA GLI ESTRE

Repubblica — 13 luglio 1985 pagina 25 sezione: SPORT

 

FUSCALDO (Cosenza) - "Non fate casino, se no vi prendo a spranghe": il frate cappuccino ha le sue brave ragioni, anche se sta scherzando. C' è la televisione, fa caldo, con lui ci sono molti ultras, sì, i supertifosi del calcio che la domenica mettono i brividi agli spettatori "normali". I ragazzi scherzano un po' troppo vivacemente. C' è Lino "la jena" dei feddayn di Napoli, il colossale Nunzio che gli amici dei "nuclei sconvolti" di Cosenza chiamano "Toro scatenato", e poi due bravi studenti romani dei Cucs, ossia Commando ultra curva sud che non hanno rinunciato ad un tocco trucido, la maglietta con la scritta "fegati spappolati". E ancora, Adolfo il "chant leader" delle Falangi d' assalto Cavese, un tipo che ama Bach e Mozart, è iscritto all' azione cattolica della città campana ma che la domenica non può fare a meno di gridare (e qualche volta menare) se alla squadra del cuore viene fatto uno sgarbo. Intanto il barbuto frate cappuccino spiega che questi ragazzi, come quasi tutti i giovani che vanno allo stadio inquadrati in truppe d' assalto, in gruppi compatti, con tamburi, drappi, bandiere, fumogeni, passamontagna, "sono bravi, intelligenti e rispettosi. I veri violenti non solo loro, sono quelli che installano i missili, sono gli scienziati che progettano armi, sono i politici che promettono e non mantengono". Gli ultras degli stadi sono stufi di sentirsi appiccicare addosso l' etichetta di criminali e violenti. Sono stufi di sentirsi trattare come tanti "animali" da ricerche antropologiche. "Tutti hanno parlato di noi, adesso siamo noi che vogliamo dire qualcosa" afferma Piero, un ragioniere disoccupato di 24 anni, che vive a Cosenza. Padre Fedele Bisceglia, 48 anni, segretario provinciale delle Missioni estere dei cappuccini, un tempo compagno universitario di Mario Capanna, ex centravanti di una squadretta che militava in seconda categoria, allo stadio ci va sempre intruppato nei nuclei sconvolti col saio del suo ordine francescano ma anche col cappellino e la sciarpa rossoblù del Cosenza. E proprio con loro ha organizzato il primo convegno nazionale diciamo così di categoria, invitando i responsabili delle tifoserie calcistiche più scatenate. Nomi minacciosi, che talvolta le cronache nere ci hanno reso più familiari: Settembre rossonero, Brigate rossonere, Fossa dei leoni, Ultras e Granata korps, Fighter indian, Brigate bianconere, Hell' s Angels sampdoriani. Sei milioni il costo dell' iniziativa, coperti in parte dai soldi della provincia di Cosenza (due milioni) un altro milione dal Comune, mezzo milione ancora dalla Cassa di Risparmio locale, altre cinquecentomila lire da un privato. Il resto? "Faremo una colletta, come sempre siamo abituati a fare". Ma come, le società di calcio non vi finanziano? "Calunnie: noi siamo benvoluti quando serviamo - risponde un po' per tutti Adolfo Caldarisi, di Cava dei Tirreni - poi però si dimenticano di noi. Una volta ci hanno dato venti milioni per poter essere presenti in massa a Como e a Pistoia, c' era in ballo la serie B...". Gli ultras dunque strumenti delle società. Si sa, non ci sorprende. Sorprende invece questa voglia di trovarsi assieme, amichevolmente, faccia a faccia magari coi tifosi che in altre circostanze si vorrebbe "sistemare" per le feste. "Lo stadio è per noi un momento di aggregazione". E' sugli spalti che molti giovani "violentati dalla società" trovano solidarietà, amicizia, organizzazione. Marcello di Terni riferisce le sue esperienze: "Io sono ultrà da dodici anni. Vivo in una città dove ci sono ventimila disoccupati, dove 7 ragazzi si sono suicidati negli ultimi anni e 5 sono crepati di ero. Grazie al calcio abbiamo creato nuovi interessi, abbiamo organizzato un concerto e non è successo nulla". Sentiamo Paride Leporace, 23 anni, orfano, iscritto al quarto anno dell' Università di Arcavacata (quella stile college Usa dove insegnava Franco Piperno), un giovane ex collettivi autonomi, capelli punk e idee chiare, uno dei quattro ragazzi che hanno messo in piedi il convegno assieme a frate Fedele: "Esiste una vera e propria economia di gruppo, ci facciamo sponsorizzare, tifiamo pure per altre squadre, per il basket se occorre ed è già successo. A Cosenza non c' è nulla, la realtà è squallida. Chi siamo noi? C' è il disoccupato e c' è il figlio del giudice". In più, hanno una grande voglia di "fare, vivere, conoscersi". Non a caso il tema del convegno organizzato a Cosenza (comincerà oggi pomeriggio alle 18 al cinema Italia) è "uscire dal ghetto per creare una controcultura ultrà". Non a caso questi ragazzi che all' occorrenza sanno picchiare per difendere, dietro gli stendardi del tifo, la loro identità di gruppo omogeneo, vorrebbero scrivere un libro. Titolo: "Vivere ultrà", sottotitolo "Aspettando ogni giorno quel maledetto pomeriggio da cani". La violenza, gli incidenti, i coltelli, le spranghe, le auto e i pullman distrutti? Se succedono, sono situazioni "create dagli altri...". I morti di Bruxelles hanno turbato anche questi feddayn domenicali. O, almeno, quelli che hanno accettato l' invito al convegno di Cosenza. Arriveranno quelli delle brigate atalantine che non hanno fama di essere signorine, da Milano è attesa una lettera aperta, da Firenze scenderà qualcuno del collettivo viola. Da Torino nessuno, perchè juventini e torinisti hanno da lavorare o pensano che non sarebbe del tutto opportuno farsi vedere e sentire dopo quel che è successo a Bruxelles. Su tutti vigila il frate tifoso, che ha trovato la sua chiesa in mezzo ai fanatici delle curve; "L' amore non ha confini, Cristo ci ha insegnato ad andare tra la gente, e questi ragazzi sono la mia gente" dice padre Fedele. - dal nostro inviato LEONARDO COEN

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ma sti giorni che c'hai?

stai rispolverando tutto l'amore per le fere? non lavori? :D:P

1362967[/snapback]

Tu manco eri nato..

Beccate st'articolo

 

' COLLEGHI MIEI, VERGOGNATEVI'

Repubblica — 23 maggio 1989 pagina 38 sezione: SPORT

 

TERNI E' proprio una vergogna! Tacconi è furibondo: tranne lui tutti i big italiani convocati hanno snobbato l' amichevole di beneficenza di Terni fra Italia e Argentina, finita 7-2 per gli ospiti. Meno furioso ma ugualmente duro Maradona: I nostri colleghi italiani hanno dimostrato di non avere cuore. Erano stanchi? Anche noi lo siamo, eppure siamo qui. Anche Caniggia è polemico: Proprio non capisco questo comportamento. Dovevano esserci tanti bei nomi del nostro campionato, invitati personalmente dal portiere juventino. Tutti avevano accettato: ma ieri erano troppo stanchi per giocare. Così, di fronte ad una formazione vera l' Italia è riuscita a mettere in campo solo i giocatori della Ternana. Il 7-2 è frutto di due gol di Maradona, tre di Caniggia, uno di Ruggeri, uno di Pasculli. Anche la gente aveva creduto alla bontà dell' iniziativa. Sulle tribune c' erano dodicimila spettatori paganti per un incasso di 130 milioni: un piccolo contributo per gli handicappati dell' Umbria e l' Ospedale pediatrico di Buenos Aires. Fra gli assenti spiccano i nomi di Carnevale, De Napoli, Bergomi, Tricella, Francini, Buso che pure in un primo momento avevano dato la loro adesione. I giocatori del Pisa tramite Anconetani hanno mandato a dire: Non possiamo. Meglio lasciar perdere è sbottato dopo la partita Tacconi. Ho passato la mattina al telefono e ho capito solo alla fine quello che stava succedendo, i no fioccavano uno dietro l' altro. Maradona, con cui pure mi sono spesso beccato, e che doveva andare a conoscere la figlia, ha trovato il tempo per venire: non i miei colleghi. La categoria ci fa una magra figura, meglio stendere un velo pietoso e vergognarsi con i bambini argentini.

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Espò guarda un po' se ce la fai a ritrovare anche l'articolo di fine maggio/inizi di giugno del 1990 (ammesso che l'abbiano mai fatto) rigurdante la partita amichevole fra la nazionale del Brasile e la Rappresentativa Umbra in cui dovevano partecipare sia i giocatori della Ternana e sia quelli del perugia, mentre andò a finire che da perugia partecipò il solo porteire Vinti.

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avevo 13 anni e giocai la partita dei giovanissimi contro la narnese prima del match con tutta quella gente sugli spalti...che brividi...e appena finito subito in curva..........che ricordi

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Espò guarda un po' se ce la fai a ritrovare anche l'articolo di fine maggio/inizi di giugno del 1990 (ammesso che l'abbiano mai fatto) rigurdante la partita amichevole fra la nazionale del Brasile e la Rappresentativa Umbra in cui dovevano partecipare sia i giocatori della Ternana e sia quelli del perugia, mentre andò a finire che da perugia partecipò il solo porteire Vinti.

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non era il Brasile era la Russia.

Partita a Perugia.

aperta solo la Tribuna.

eravamo una decina di Terni...

Io c'ero

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Espò guarda un po' se ce la fai a ritrovare anche l'articolo di fine maggio/inizi di giugno del 1990 (ammesso che l'abbiano mai fatto) rigurdante la partita amichevole fra la nazionale del Brasile e la Rappresentativa Umbra in cui dovevano partecipare sia i giocatori della Ternana e sia quelli del perugia, mentre andò a finire che da perugia partecipò il solo porteire Vinti.

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non era il Brasile era la Russia.

Partita a Perugia.

aperta solo la Tribuna.

eravamo una decina di Terni...

Io c'ero

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Il Brasile giocò al Liberati in preparazione per il mondiale del 1990 contro la squadra che doveva essere di rappresentanza di tutta l'Umbria. Sono sicuro, visto che c'ero ai distinti B :lol:

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non era il Brasile era la Russia.

Partita a Perugia.

aperta solo la Tribuna.

eravamo una decina di Terni...

Io c'ero

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Il Brasile giocò al Liberati in preparazione per il mondiale del 1990 contro la squadra che doveva essere di rappresentanza di tutta l'Umbria. Sono sicuro, visto che c'ero ai distinti B :lol:

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allora sbaglio partita.

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'SIAMO ULTRAS, MA PER AMORE' UN PRETE VUOLE METTERE PACE TRA GLI ESTRE

Repubblica — 13 luglio 1985  pagina 25  sezione: SPORT

 

FUSCALDO (Cosenza) - "Non fate casino, se no vi prendo a spranghe": il frate cappuccino ha le sue brave ragioni, anche se sta scherzando. C' è la televisione, fa caldo, con lui ci sono molti ultras, sì, i supertifosi del calcio che la domenica mettono i brividi agli spettatori "normali". I ragazzi scherzano un po' troppo vivacemente. C' è Lino "la jena" dei feddayn di Napoli, il colossale Nunzio che gli amici dei "nuclei sconvolti" di Cosenza chiamano "Toro scatenato", e poi due bravi studenti romani dei Cucs, ossia Commando ultra curva sud che non hanno rinunciato ad un tocco trucido, la maglietta con la scritta "fegati spappolati". E ancora, Adolfo il "chant leader" delle Falangi d' assalto Cavese, un tipo che ama Bach e Mozart, è iscritto all' azione cattolica della città campana ma che la domenica non può fare a meno di gridare (e qualche volta menare) se alla squadra del cuore viene fatto uno sgarbo. Intanto il barbuto frate cappuccino spiega che questi ragazzi, come quasi tutti i giovani che vanno allo stadio inquadrati in truppe d' assalto, in gruppi compatti, con tamburi, drappi, bandiere, fumogeni, passamontagna, "sono bravi, intelligenti e rispettosi. I veri violenti non solo loro, sono quelli che installano i missili, sono gli scienziati che progettano armi, sono i politici che promettono e non mantengono". Gli ultras degli stadi sono stufi di sentirsi appiccicare addosso l' etichetta di criminali e violenti. Sono stufi di sentirsi trattare come tanti "animali" da ricerche antropologiche. "Tutti hanno parlato di noi, adesso siamo noi che vogliamo dire qualcosa" afferma Piero, un ragioniere disoccupato di 24 anni, che vive a Cosenza. Padre Fedele Bisceglia, 48 anni, segretario provinciale delle Missioni estere dei cappuccini, un tempo compagno universitario di Mario Capanna, ex centravanti di una squadretta che militava in seconda categoria, allo stadio ci va sempre intruppato nei nuclei sconvolti col saio del suo ordine francescano ma anche col cappellino e la sciarpa rossoblù del Cosenza. E proprio con loro ha organizzato il primo convegno nazionale diciamo così di categoria, invitando i responsabili delle tifoserie calcistiche più scatenate. Nomi minacciosi, che talvolta le cronache nere ci hanno reso più familiari: Settembre rossonero, Brigate rossonere, Fossa dei leoni, Ultras e Granata korps, Fighter indian, Brigate bianconere, Hell' s Angels sampdoriani. Sei milioni il costo dell' iniziativa, coperti in parte dai soldi della provincia di Cosenza (due milioni) un altro milione dal Comune, mezzo milione ancora dalla Cassa di Risparmio locale, altre cinquecentomila lire da un privato. Il resto? "Faremo una colletta, come sempre siamo abituati a fare". Ma come, le società di calcio non vi finanziano? "Calunnie: noi siamo benvoluti quando serviamo - risponde un po' per tutti Adolfo Caldarisi, di Cava dei Tirreni - poi però si dimenticano di noi. Una volta ci hanno dato venti milioni per poter essere presenti in massa a Como e a Pistoia, c' era in ballo la serie B...". Gli ultras dunque strumenti delle società. Si sa, non ci sorprende. Sorprende invece questa voglia di trovarsi assieme, amichevolmente, faccia a faccia magari coi tifosi che in altre circostanze si vorrebbe "sistemare" per le feste. "Lo stadio è per noi un momento di aggregazione". E' sugli spalti che molti giovani "violentati dalla società" trovano solidarietà, amicizia, organizzazione. Marcello di Terni riferisce le sue esperienze: "Io sono ultrà da dodici anni. Vivo in una città dove ci sono ventimila disoccupati, dove 7 ragazzi si sono suicidati negli ultimi anni e 5 sono crepati di ero. Grazie al calcio abbiamo creato nuovi interessi, abbiamo organizzato un concerto e non è successo nulla". Sentiamo Paride Leporace, 23 anni, orfano, iscritto al quarto anno dell' Università di Arcavacata (quella stile college Usa dove insegnava Franco Piperno), un giovane ex collettivi autonomi, capelli punk e idee chiare, uno dei quattro ragazzi che hanno messo in piedi il convegno assieme a frate Fedele: "Esiste una vera e propria economia di gruppo, ci facciamo sponsorizzare, tifiamo pure per altre squadre, per il basket se occorre ed è già successo. A Cosenza non c' è nulla, la realtà è squallida. Chi siamo noi? C' è il disoccupato e c' è il figlio del giudice". In più, hanno una grande voglia di "fare, vivere, conoscersi". Non a caso il tema del convegno organizzato a Cosenza (comincerà oggi pomeriggio alle 18 al cinema Italia) è "uscire dal ghetto per creare una controcultura ultrà". Non a caso questi ragazzi che all' occorrenza sanno picchiare per difendere, dietro gli stendardi del tifo, la loro identità di gruppo omogeneo, vorrebbero scrivere un libro. Titolo: "Vivere ultrà", sottotitolo "Aspettando ogni giorno quel maledetto pomeriggio da cani". La violenza, gli incidenti, i coltelli, le spranghe, le auto e i pullman distrutti? Se succedono, sono situazioni "create dagli altri...". I morti di Bruxelles hanno turbato anche questi feddayn domenicali. O, almeno, quelli che hanno accettato l' invito al convegno di Cosenza. Arriveranno quelli delle brigate atalantine che non hanno fama di essere signorine, da Milano è attesa una lettera aperta, da Firenze scenderà qualcuno del collettivo viola. Da Torino nessuno, perchè juventini e torinisti hanno da lavorare o pensano che non sarebbe del tutto opportuno farsi vedere e sentire dopo quel che è successo a Bruxelles. Su tutti vigila il frate tifoso, che ha trovato la sua chiesa in mezzo ai fanatici delle curve; "L' amore non ha confini, Cristo ci ha insegnato ad andare tra la gente, e questi ragazzi sono la mia gente" dice padre Fedele. - dal nostro inviato LEONARDO COEN

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a voi indovinà lu vero MARCELLO chi è ???????? :fischia::fischia::fischia:

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ma sti giorni che c'hai?

stai rispolverando tutto l'amore per le fere? non lavori? :D:P

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Tu manco eri nato..

Beccate st'articolo

 

' COLLEGHI MIEI, VERGOGNATEVI'

Repubblica — 23 maggio 1989 pagina 38 sezione: SPORT

 

TERNI E' proprio una vergogna! Tacconi è furibondo: tranne lui tutti i big italiani convocati hanno snobbato l' amichevole di beneficenza di Terni fra Italia e Argentina, finita 7-2 per gli ospiti. Meno furioso ma ugualmente duro Maradona: I nostri colleghi italiani hanno dimostrato di non avere cuore. Erano stanchi? Anche noi lo siamo, eppure siamo qui. Anche Caniggia è polemico: Proprio non capisco questo comportamento. Dovevano esserci tanti bei nomi del nostro campionato, invitati personalmente dal portiere juventino. Tutti avevano accettato: ma ieri erano troppo stanchi per giocare. Così, di fronte ad una formazione vera l' Italia è riuscita a mettere in campo solo i giocatori della Ternana. Il 7-2 è frutto di due gol di Maradona, tre di Caniggia, uno di Ruggeri, uno di Pasculli. Anche la gente aveva creduto alla bontà dell' iniziativa. Sulle tribune c' erano dodicimila spettatori paganti per un incasso di 130 milioni: un piccolo contributo per gli handicappati dell' Umbria e l' Ospedale pediatrico di Buenos Aires. Fra gli assenti spiccano i nomi di Carnevale, De Napoli, Bergomi, Tricella, Francini, Buso che pure in un primo momento avevano dato la loro adesione. I giocatori del Pisa tramite Anconetani hanno mandato a dire: Non possiamo. Meglio lasciar perdere è sbottato dopo la partita Tacconi. Ho passato la mattina al telefono e ho capito solo alla fine quello che stava succedendo, i no fioccavano uno dietro l' altro. Maradona, con cui pure mi sono spesso beccato, e che doveva andare a conoscere la figlia, ha trovato il tempo per venire: non i miei colleghi. La categoria ci fa una magra figura, meglio stendere un velo pietoso e vergognarsi con i bambini argentini.

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ce stavo...che sola quel giorno

 

oddio a ripensacce...sola...maradona l'avemo visto, te lo ricordi espò quando rimase senza una scarpetta e mentre se la stava a infilà j'arriva il pallone, lui che fa? colpo de tacco col piede scalzo, ovvio

 

come se fosse ieri

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non era il Brasile era la Russia.

Partita a Perugia.

aperta solo la Tribuna.

eravamo una decina di Terni...

Io c'ero

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Il Brasile giocò al Liberati in preparazione per il mondiale del 1990 contro la squadra che doveva essere di rappresentanza di tutta l'Umbria. Sono sicuro, visto che c'ero ai distinti B :lol:

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vincemmo 1-0 con gol di ??? non me lo ricordo, il brasile prese tipo 4 pali

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e Artistico ,che segnò.

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ma sti giorni che c'hai?

stai rispolverando tutto l'amore per le fere? non lavori? :D:P

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Tu manco eri nato..

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' COLLEGHI MIEI, VERGOGNATEVI'

Repubblica — 23 maggio 1989 pagina 38 sezione: SPORT

 

TERNI E' proprio una vergogna! Tacconi è furibondo: tranne lui tutti i big italiani convocati hanno snobbato l' amichevole di beneficenza di Terni fra Italia e Argentina, finita 7-2 per gli ospiti. Meno furioso ma ugualmente duro Maradona: I nostri colleghi italiani hanno dimostrato di non avere cuore. Erano stanchi? Anche noi lo siamo, eppure siamo qui. Anche Caniggia è polemico: Proprio non capisco questo comportamento. Dovevano esserci tanti bei nomi del nostro campionato, invitati personalmente dal portiere juventino. Tutti avevano accettato: ma ieri erano troppo stanchi per giocare. Così, di fronte ad una formazione vera l' Italia è riuscita a mettere in campo solo i giocatori della Ternana. Il 7-2 è frutto di due gol di Maradona, tre di Caniggia, uno di Ruggeri, uno di Pasculli. Anche la gente aveva creduto alla bontà dell' iniziativa. Sulle tribune c' erano dodicimila spettatori paganti per un incasso di 130 milioni: un piccolo contributo per gli handicappati dell' Umbria e l' Ospedale pediatrico di Buenos Aires. Fra gli assenti spiccano i nomi di Carnevale, De Napoli, Bergomi, Tricella, Francini, Buso che pure in un primo momento avevano dato la loro adesione. I giocatori del Pisa tramite Anconetani hanno mandato a dire: Non possiamo. Meglio lasciar perdere è sbottato dopo la partita Tacconi. Ho passato la mattina al telefono e ho capito solo alla fine quello che stava succedendo, i no fioccavano uno dietro l' altro. Maradona, con cui pure mi sono spesso beccato, e che doveva andare a conoscere la figlia, ha trovato il tempo per venire: non i miei colleghi. La categoria ci fa una magra figura, meglio stendere un velo pietoso e vergognarsi con i bambini argentini.

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Presente anche qui!!! :lol:

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a voi indovinà lu vero MARCELLO chi è ???????? :fischia::fischia::fischia:

1363062[/snapback]

 

 

O cafò , un tuo amico , mio compagno di squadra , mi ha detto che stai per diventare arbitro.... è vero ? :lol::lol:

Edited by lumoro

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a voi indovinà lu vero MARCELLO chi è ???????? :fischia::fischia::fischia:

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O cafò , un tuo amico , mio compagno di squadra , mi ha detto che stai per diventare arbitro.... è vero ? :lol::lol:

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nun è che stò pè diventacce.................HO PASSATU L'ESAMI E SONO DIVENTATO ARBITRO...........daltronde con un maestru come lu FERON, che pretenni !!!!!................e mò sò cazzi vostri...............VE BUTTO FORI A TUTTI QUILLI CHE FANNO LU CAMPIONATU UISP !!!!!!!!!!!!!!......................e se volete ve arbitro pure lu torneo de l'ultras !!!!!!!!! :lol::lol::lol: .............tanto nun posso gioca più che c'ho la vecchiaia precoce :lol::lol::lol:

Edited by lu cafone

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CHE RICORDI LA PARTITA DELL'ARGENTINA!!!

 

la cosa buffa è che praticamente a un certo punto lo speaker infitò dall'altoparlante i giocatori delle fere che erano in tribuna ad andare negli spogliatoi... (per giocare!!!)

 

grande Maradona, quel giorno!!

 

Mentre della gara contro il Brasile ricordo le gran parate di Vinti e gli applausi che il portiere si prese da tutto lo stadio -est compresa... e qualcuno del brasile che tirava certe castagne... chi era? possibile Dunga? o Eder?

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