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Tanto regà poche chiacchiere... No clinica, no stadio!

Chi decide so quelli che la maggioranza ha votato, pijatevela co loro (o co voi stessi) se non se dovesse fa nulla, non con potere al popolo che de potere ha meno che zero

 

Edited by tomasso
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1 ora fa, tomasso ha scritto:

Tanto regà poche chiacchiere... No clinica, no stadio!

Chi decide so quelli che la maggioranza ha votato, pijatevela co loro (o co voi stessi) se non se dovesse fa nulla, non con potere al popolo che de potere ha meno che zero

 

Quoto, ce sta da fa poca retorica!

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10 minuti fa, LoSballoContinua ha scritto:

A me la questione ospedale mi preoccupa di più. 

Ma non c'è paragone. Una storia del genere lega la sanità Ternana, per quanto concerne la mia persona, fino a quando starò con un piede nella fossa, se si parla di una concessione trentennale da quando apri il nuovo ospedale

E pure qui basta farsi un giretto in rete per vedere quanto è semplice per le Asl liberarsi da certi contratti capestro.

Edited by wild.duck

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4 ore fa, CrossdiSussi ha scritto:

Fatturi a fronte dell'erogazione di una prestazione.
E se crei una struttura ben fatta, ed iperspecializzata, in grado di lavorare in sinergia con il pubblico secondo me il territorio può guadagnarne.
Per me, ma questa è solo la mia opinione, se realizzato in un certo modo potrebbe avere sviluppi interessanti.

I mali che hai citato sono di lungo corso e non credo siano scaturiti dalla nascita delle convenzionate o risolvibili eliminandole.
Purtroppo c'è stata una classe dirigente che ha trattato un bene pubblico come fosse questione privata. E non mi riferisco solo ai famigerati gumbagni

se fosse così però non ci sarebbe tutto questo bisogno delle convenzioni. da quanto è stato detto, con le convenzioni ricevi soldi pubblici pure quando i posti non sono occupati, cosa che in fondo ci starebbe pure per un numero limitato di posti convenzionati. alla fine, un'operazione del genere dovrebbe essere in grado reggersi in piedi anche senza soldi pubblici, solo che a quanto pare non è così. senza posti convenzionati non se ne fa nulla.

 

torno a scrivere quanto ho già scritto in passato, in generale non sono contrario alla sanità privata. ma il privato dovrebbe essere un'alternativa e non sostituire o compromettere la sanità pubblica, che invece va migliorata e sostenuta. purtroppo invece la sanità pubblica va sempre peggio, e senza accesso alla sanità e alle cure per tutti non si può fare il discorso del "tanto peggio, tanto meglio" che invece si sta facendo ora.

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6 ore fa, LuTer ha scritto:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bei commenti, non c'e' che dire, costruttivi e ben argomentati. Ve siete scordati:

1) brutte zecchaccie communiste

2) annateve a magna' du bammbini giu' la coppe

3) lefoibelefoibelefoibe!!! 11!1!!

Vedo che mi hai tirato in ballo nonostante io in queste discussioni ci scriva poco o nulla,sono uno spettatore...perché la politica non mi piace,non mi è mai piaciuta,ascolto con interesse e rispetto i vostri interventi più pertinenti dei miei sicuramente in materia,ma non dire che io abbia scritto zeccacce o altro perché io ho solo detto che mi mette una tristezza.

Stop.

Se poi tu avessi avuto il tempo di seguire i vari topic del forum,sicuramente ti sarà sfuggito come io non solo mi mette tristezza questo comunicato,ma non ho firmato niente,con nessuno nemmeno al riguardo del progetto stadio/clinica(si).

È un argomento importante che tocca tanti punti e tanti settori,viviamo a terni e non in quella collina di merda...

A me da fastidio che questa città non possa crescere con le proprie gambe,non possa sviluppare un qualcosa senza l'ok di quelli lassu,mi da fastidio quando le cose vanno male,di merda,che sia dx,sx,centro...

Io voglio il meglio per Terni,sicuramente bandecchi ha smosso tanto con questo progetto...ora vediamo la merda che viene fuori....

Ti sarà sicuramente sfuggito il fatto che io abbia ritirato fuori il fatto che mi sarebbe piaciuto di più il progetto di una industria alimentare a terni,peccato il capannone...ahi...

Ripeto io sono solo spettatore....ma qualcuno che mette i bastoni tra le ruote c'è ci sarà e ne sarà responsabile,e ne pagherà le conseguenze alle prossime elezioni. 

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Sicuramente Bandecchi, o chi per lui (perché nelle varie pagine scorse del topic mi è parso di intuire che qualcuno sostenga che su questa questione agisca per conto terzi) ha scelto la strada più irta e difficile. 

 

Io mi domando, su questo punto, quanto sia disposto a trattare.

 

Lui ha parlato di clinica da 200 posti di cui il 50% convenzionabili (100 posti).

 

Mettiamo che la Regione gli dice: te ne posso concedere il 40% (80 posti) o il 35% (70 posti).

Che fa Bandecchi? 

 

Io non so come funziona, il mio è un esempio paradossale, quel che mi preme capire è se è un "prendere o lasciare alle mie condizioni" oppure, parto sparato ma sono disposto a negoziare pur di fare questo investimento. 

 

 

 

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18 minuti fa, LoSballoContinua ha scritto:

a Regione gli dice: te ne posso concedere il 40% (80 posti) o il 35% (70 posti).

Che fa Bandecchi? 

Se non ho capito male la convenzione SSN avviene solo dopo la certificazione della Clinica, in un primo momento dovrà solo dare l’ok alla costruzione. 

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25 minuti fa, LoSballoContinua ha scritto:

Sicuramente Bandecchi, o chi per lui (perché nelle varie pagine scorse del topic mi è parso di intuire che qualcuno sostenga che su questa questione agisca per conto terzi) ha scelto la strada più irta e difficile. 

 

Io mi domando, su questo punto, quanto sia disposto a trattare.

 

Lui ha parlato di clinica da 200 posti di cui il 50% convenzionabili (100 posti).

 

Mettiamo che la Regione gli dice: te ne posso concedere il 40% (80 posti) o il 35% (70 posti).

Che fa Bandecchi? 

 

Io non so come funziona, il mio è un esempio paradossale, quel che mi preme capire è se è un "prendere o lasciare alle mie condizioni" oppure, parto sparato ma sono disposto a negoziare pur di fare questo investimento. 

 

 

 

A mio avviso 200 posti sono una sparata a bomba di Bandecchi, considerato che richiederebbe un investimento gigantesco in termini strutturali e di dotazioni, tecniche e organiche, oltre che improponibile quanto ai posti in convenzione (100).

Per me 100 posti complessivi (50 conv. + 50, ma anche 40 conv. + 60) li accetterebbe.

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Giusto per chiarire, queste ed altre battaglie da gumpagni mangiatori di bambini nella torre d'avorio parassiti col rolex le fanno ovunque. Sarei pronto a scommette che in una condizione simile le farebbero perfino a perugia.

Si può pensare che siano battaglie di retroguardia che non hanno più senso, ma se cercate ipocriti attaccati ai propri interessi forse guardate nel posto sbagliato. Per esempio io penso che per tutelare la salute pubblica bisogna avere la forza di gestire con attenzione il rapporto con la sanità privata, impedirla è ormai impossibile.

Per quanto riguarda lo stadio, c'è una legge, se rispetta la legge e ci mette i soldi Bandecchi fa quello che vuole. Non lo ferma certo PaP o la CGIL.

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Leonelli

Pincardini

Orsini

 

Gli astenuti. Ad imperitura memoria.

 

Ma non dimentico che hanno votato oggi alcuni che ai tempi di Agarini si opposero alla Città dello Sport, e che c'è anche chi oggi siede in Consiglio Regionale.

 

Edited by chetestraceki
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14 ore fa, longarinivattene! ha scritto:

A mio avviso 200 posti sono una sparata a bomba di Bandecchi, considerato che richiederebbe un investimento gigantesco in termini strutturali e di dotazioni, tecniche e organiche, oltre che improponibile quanto ai posti in convenzione (100).

Per me 100 posti complessivi (50 conv. + 50, ma anche 40 conv. + 60) li accetterebbe.

Grazie per il tuo punto di vista, hai capito quello che intendevo chiedere col mio esempio paradossale.

 

Scorrendo indietro nel topic ho effettivamente notato dal parere di utenti che sembrano molto più ferrati in materia che, con i 50 milioni sparati da Bandecchi, ci si farebbe poco più dello stadio, figurarsi una clinica che, numeri alla mano, sembra un piccolo ospedale. E cmq anche io penso che 100 posti in convenzione (su poco più di 300 totali) non li otterrebbe mai (considerando le cliniche già esistenti), un numero più circoscritto, percorsi tutti gli iter, invece si. Non penso che la Regione osteggerebbe aprioristicamente per un fatto di bandiera, chiaro che ad oggi parliamo di qualcosa che ancora non esiste, di dichiarazioni di intenti da verificare, non si sa nemmeno questa clinica di "cosa" si dovrebbe occupare.

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14 ore fa, Woodstock'73 ha scritto:

Se non ho capito male la convenzione SSN avviene solo dopo la certificazione della Clinica, in un primo momento dovrà solo dare l’ok alla costruzione. 

Si, è quello che ho capito più o meno anche io.

Da quanto ho letto, ogni tre anni la Regione "rivede" i posti in convenzione, vagliando il possesso dei requisiti delle singole strutture che ne fanno richiesta.

 

Diciamo che col mio esempio, forzatamente paradossale, volevo capire, discutere con voi, le reali intenzioni del nostro patron sull'investimento in sé.

 

Io non sono di quelli  che si sente di fare battaglie di retroguardia sulla sanità, sono per la tutela di quella pubblica, ma se esiste anche una privata, se esistono delle convenzioni, se la ns. regione assegna alcuni posti, penso sia giusto che anche il ns. territorio possa beneficiarne ed eventuali imprenditori che intendano farlo, investirci. Sarà poi compito degli organi preposti vigilare affinché questo avvenga a modo e nel rispetto dei termini. Poi sui mali e sui disinvestimenti nei confronti della sanità pubblica, argomento scottante e di lunga gittata, avete già abbondantemente scritto voi.

 

Quindi non mi sento di consigliare a Bandecchi  di investire in questo o in quell'altro (chi sono io per farlo); certo, se il Presidente si avvia in un campo minato, deve anche però essere consapevole di quanto siano stretti certi passaggi. 

 

Se i posti convenzionabili sono 340, esistono già 5 cliniche attualmente che li occupano, se quelle cliniche diventano 6, mi pare inverosimile che 100 finiscano tutti nelle mani di una. La Regione valuterà sul possesso dei requisiti, penso del tipo di specializzazioni, e poi presumo che farà una distribuzione dei posti sulla base di questi elementi, indipendentemente dalla provenienza delle cliniche. Io non penso che la Regione dica no a Bandecchi apriositicamente perché la clinica sta a Terni ed  è presidente della Ternana Calcio, semplicemente però non darà nemmeno un terzo dei posti a Bandecchi solo perché tutte le altre cliniche stanno nel perugino, per un criterio di presunta equità territoriale. Per questo volevo discutere della portata delle reali intenzioni del patron,  al di là delle dichiarazioni di facciata, delle parti che ognuno poi anche in politica recita.    

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23 hours ago, LUCACIARA85 said:

Semplicemente metto la politica a parte, tant’è che non mi ritengo un conservatore o di destra, mai stato.

Nel tuo caso diciamo che l'ho anche buttata a caciara 😁 citando anche commenti, in effetti non propriamente politici come il tuo ma che si limitavano ad insultare i promotori del comunicato, senza entrare nel merito delle questioni evidenziate nello stesso.

 

A me questa impostazione non piace perche' chiedere chiarezza, rispetto delle norme e soprattutto tutela della salute pubblica non significa essere contro il Progetto ed in particolare si va a legittimare la scusa aprioristica per cui qualora Il Progetto non dovesse passare la colpa sarebbe di quelli "contro". 

 

Poi se sei di destra o meno non ne devi di certo rendere conto a me (o a nessun'atro per quel che mi riguarda) - le tue scelte politiche religiose sessuali gastronomiche e via dicendo, sono appunto.... tue personali. 😉

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13 ore fa, polentaccio ha scritto:

Giusto per chiarire, queste ed altre battaglie da gumpagni mangiatori di bambini nella torre d'avorio parassiti col rolex le fanno ovunque. Sarei pronto a scommette che in una condizione simile le farebbero perfino a perugia.

Si può pensare che siano battaglie di retroguardia che non hanno più senso, ma se cercate ipocriti attaccati ai propri interessi forse guardate nel posto sbagliato. Per esempio io penso che per tutelare la salute pubblica bisogna avere la forza di gestire con attenzione il rapporto con la sanità privata, impedirla è ormai impossibile.

Per quanto riguarda lo stadio, c'è una legge, se rispetta la legge e ci mette i soldi Bandecchi fa quello che vuole. Non lo ferma certo PaP o la CGIL.

in merito al neretto, non so se a Perugia le abbiano fatte quando c'era da approvare le 5 cliniche convenzionate. Non è un'affermazione ma una domanda se tu o chiunque altro, dovesse esserne a conoscenza

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Se guardassero un attimo intorno, non è impedendo la costruzione di una clinica privata a Terni che vincono la battaglia. È pieno in tutta Italia de cliniche private e private in convenzione. Come sempre stanno più indietro de li cojoni de un cane. 

Sti 4 annoiati, che magari ce credono pure in quello che fanno, so solo la bassa manovalanza de qualcuno più in alto magna a 4 ganasse, come succede con molte associazioni religiose e di volontariato.

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in merito al neretto, non so se a Perugia le abbiano fatte quando c'era da approvare le 5 cliniche convenzionate. Non è un'affermazione ma una domanda se tu o chiunque altro, dovesse esserne a conoscenza
Probabilmente quando hanno fatto le convenzioni PaP neanche esisteva.
Di sicuro i nonni di quelli di PaP (come tutti quelli che si sentono di sinistra) a perugia come ovunque sono contrari alla privatizzazione della sanità.
Se domani la giunta regionale decide di mettere in convenzione altri 200 posti di cui 100 a pg vedrai che PaP manifesterà ma visto che contano zero alla fine i prodi difensori della libera impresa in convenzione le nuove cliniche le farebbero lo stesso (se qualcuno investe, ovviamente).
Sta storia che le cose non si fanno perché ci stanno i comunisti brutti e cattivi funziona in Cina o in Corea. Qui da noi è ridicola.
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4 ore fa, Crikke ha scritto:

in merito al neretto, non so se a Perugia le abbiano fatte quando c'era da approvare le 5 cliniche convenzionate. Non è un'affermazione ma una domanda se tu o chiunque altro, dovesse esserne a conoscenza

Le cliniche private a Perugia ci sono sempre state, e sono preesistenti al SSN e alla nascita delle Regioni. Sono le eredi delle vecchie mutue private, e sono sempre state assai a cuore agli ambienti laici e religiosi che più o meno in contrapposizione governano davvero e da sempre quella città. Poi cliniche private ce ne erano anche a Terni, anch'esse figlie del sistema delle mutue private preesistente al servizio sanitario nazionale. Ma prima o dopo hanno tutte chiuso, poiché a Terni di spazio - economico molto più che politico - affinché sopravvivessero all'avvento del ssn ce ne è sempre stato davvero poco, vuoi per la qualità almeno un tempo assicurata dal servizio pubblico, vuoi per la qualità delle alternative private facilmente accessibili nelle cliniche della capitale.

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13 ore fa, LoSballoContinua ha scritto:

Grazie per il tuo punto di vista, hai capito quello che intendevo chiedere col mio esempio paradossale.

 

Scorrendo indietro nel topic ho effettivamente notato dal parere di utenti che sembrano molto più ferrati in materia che, con i 50 milioni sparati da Bandecchi, ci si farebbe poco più dello stadio, figurarsi una clinica che, numeri alla mano, sembra un piccolo ospedale. E cmq anche io penso che 100 posti in convenzione (su poco più di 300 totali) non li otterrebbe mai (considerando le cliniche già esistenti), un numero più circoscritto, percorsi tutti gli iter, invece si. Non penso che la Regione osteggerebbe aprioristicamente per un fatto di bandiera, chiaro che ad oggi parliamo di qualcosa che ancora non esiste, di dichiarazioni di intenti da verificare, non si sa nemmeno questa clinica di "cosa" si dovrebbe occupare.

 

12 ore fa, LoSballoContinua ha scritto:

Si, è quello che ho capito più o meno anche io.

Da quanto ho letto, ogni tre anni la Regione "rivede" i posti in convenzione, vagliando il possesso dei requisiti delle singole strutture che ne fanno richiesta.

 

Diciamo che col mio esempio, forzatamente paradossale, volevo capire, discutere con voi, le reali intenzioni del nostro patron sull'investimento in sé.

 

Io non sono di quelli  che si sente di fare battaglie di retroguardia sulla sanità, sono per la tutela di quella pubblica, ma se esiste anche una privata, se esistono delle convenzioni, se la ns. regione assegna alcuni posti, penso sia giusto che anche il ns. territorio possa beneficiarne ed eventuali imprenditori che intendano farlo, investirci. Sarà poi compito degli organi preposti vigilare affinché questo avvenga a modo e nel rispetto dei termini. Poi sui mali e sui disinvestimenti nei confronti della sanità pubblica, argomento scottante e di lunga gittata, avete già abbondantemente scritto voi.

 

Quindi non mi sento di consigliare a Bandecchi  di investire in questo o in quell'altro (chi sono io per farlo); certo, se il Presidente si avvia in un campo minato, deve anche però essere consapevole di quanto siano stretti certi passaggi. 

 

Se i posti convenzionabili sono 340, esistono già 5 cliniche attualmente che li occupano, se quelle cliniche diventano 6, mi pare inverosimile che 100 finiscano tutti nelle mani di una. La Regione valuterà sul possesso dei requisiti, penso del tipo di specializzazioni, e poi presumo che farà una distribuzione dei posti sulla base di questi elementi, indipendentemente dalla provenienza delle cliniche. Io non penso che la Regione dica no a Bandecchi apriositicamente perché la clinica sta a Terni ed  è presidente della Ternana Calcio, semplicemente però non darà nemmeno un terzo dei posti a Bandecchi solo perché tutte le altre cliniche stanno nel perugino, per un criterio di presunta equità territoriale. Per questo volevo discutere della portata delle reali intenzioni del patron,  al di là delle dichiarazioni di facciata, delle parti che ognuno poi anche in politica recita.    

Condivido quanto affermi e le tue perplessità. 
Finalmente qualcuno con cui poter ragionare in maniera costruttiva. 

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Il 14/5/2021 Alle 00:02, chetestraceki ha scritto:

Leonelli

Pincardini

Orsini

 

Gli astenuti. Ad imperitura memoria.

 

Ma non dimentico che hanno votato oggi alcuni che ai tempi di Agarini si opposero alla Città dello Sport, e che c'è anche chi oggi siede in Consiglio Regionale.

 

Futura memoria: il motivo è questo e per me hanno fatto male dovevano votare contro non astenersi
il pre-requisito presente nello studio di fattibilità a proposito del "non assoggettamento delle imposte" per 33 anni per tutte le opere realizzate nell'area dello stadio, comprese le aree commerciali. "Perchè il Comune deve esonerare la società dal pagamento dell'Imu e delle tasse comunali? Si può comprendere questa cosa per lo stadio, ma non è accettabile sulle aree commerciali.

E allo stesso modo perchè il Comune "deve" riconoscere il diritto di superficie gratuito anche per aree che non riguardano lo stadio?

Edited by 68rossoverde

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Quali risultati producono le strutture sanitarie private in Umbria? E i residenti nel territorio della Usl 2, che ne ha meno rispetto alla Usl 1, risultano penalizzati? E come funziona l’ospedale pubblico di Terni?
C’è uno studio che monitora gli esiti dei ricoveri. Il funzionamento e i dati ce li siamo fatti spiegare da Carlo Romagnoli, per anni direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Umbria
di Fabrizio Marcucci
La presentazione del progetto per la realizzazione di una clinica privata da parte del presidente della Ternana, Stefano Bandecchi, ha aperto un dibattito a livello cittadino e regionale. Della questione Cronache Umbre si è già occupata. Riassumendo brevemente: Bandecchi, sulle ali della straordinaria stagione della Ternana, ha manifestato l’intenzione di realizzare il nuovo stadio che, con le strutture che vi sarebbero annesse, consentirebbe entrate che verrebbero investite sulla squadra di calcio, la quale si gioverebbe quindi della nuova struttura. Connessa al nuovo stadio, vi sarebbe la costruzione di una clinica privata che Bandecchi vuole convenzionata con il sistema sanitario regionale. Tradotto, significa che la Regione dovrebbe garantire alla clinica un flusso di entrate di diverse centinaia di migliaia di euro l’anno. La connessione “nuovo stadio – clinica” è stata stabilita dallo stesso presidente, che di fatto ha così collegato (e sottoposto) le eventuali fortune della Ternana alla condizione che gli si permetta di costruire la clinica e di ricevere i finanziamenti.
Come si può capire, la commistione tra un elemento di programmazione sanitaria e un altro in cui entrano in ballo le questioni identitarie solleticate da una squadra di calcio, non aiuta ad affrontare l’argomento con la razionalità che sarebbe necessaria. I favorevoli al progetto di Bandecchi argomentano la loro posizione sostenendo la sperequazione che ci sarebbe in Umbria tra il territorio della Usl 1 (Perugia, Media e Alta Valle del Tevere, Alto Chiascio e Trasimeno) e quello della Usl 2 (Terni, Spoleto, Foligno e Valnerina).
Nell’Umbria del nord vi sono quattro cliniche convenzionate, mentre a sud se ne conta solo una, per cui un riequilibrio sarebbe doveroso, si sostiene. Il sottinteso di questo ragionare è che la gestione privata della sanità porterebbe benefici alla popolazione.
Quella appena riportata è però una opinione che non poggia sulla realtà, o almeno i suoi propugnatori non la corredano di dati e misurazioni che possano aiutare a orientarsi sui costi/benefici di una operazione come quella prospettata da Bandecchi. In definitiva, occorre rispondere alle seguenti domande sulla base di dati: è lecito aspettarsi benefici sulla popolazione dalla realizzazione di una clinica privata? Gli umbri che vivono nel territorio coperto dalla Usl 1 sono davvero privilegiati grazie alla presenza di quattro case di cura private convenzionate col pubblico? Sono domande cruciali, dal momento che coinvolgono la salute dei cittadini e un discreto dispendio di risorse pubbliche. Per questo ci è parso opportuno rivolgerci a Carlo Romagnoli, medico che si è occupato a lungo di valutazione dei servizi sanitari in qualità di direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Umbria, ruolo che ha ricoperto dal 2000 al 2007.
Romagnoli, è possibile misurare l’impatto sulla popolazione delle strutture sanitarie pubbliche e private?
«Sì, ci si può avvalere del Programma nazionale esiti (Pne), che è in grado di fornire valutazioni sulle attività, i risultati e i tempi di attesa di tutte le strutture ospedaliere attive in Italia. I dati vengono anche aggregati sulla base dei residenti nelle diverse Unità sanitarie locali».
Di cosa si tratta? E soprattutto, il Pne è attendibile?
«Il Pne è sviluppato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) per conto del ministero della Salute e fornisce a livello nazionale valutazioni comparative di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure prodotte nell’ambito del servizio sanitario. Gli indicatori utilizzati sono documentati da protocolli scientifici basati sulla letteratura disponibile, con una chiara definizione dell’esito misurabile di salute in studio».
Nello specifico, che cosa misura il Pne?
«Misura i risultati dei ricoveri ospedalieri di una data struttura, sia pubblica che privata, o su una fascia di popolazione, come appunto avviene con l’aggregazione dei dati per singola Usl. Quanti ricoveri per patologia, quante complicanze in seguito ai ricoveri, quanti nuovi interventi si sono resi necessari successivamente a quello eseguito, quante complicanze sono sopravvenute in un determinato periodo di tempo dopo una operazione. Tutto questo viene messo in relazione con la media nazionale e con quanto è avvenuto negli anni precedenti nella stessa struttura, cosicché è possibile avere una misurazione dell’efficiacia degli interventi e agire sulle eventuali criticità che vengono registrate».
Venendo a noi. I ternani possono fidarsi della sanità pubblica? E nelle aree della regione in cui sono presenti più cliniche private, i cittadini sono curati meglio?
«I residenti in Umbria assistiti dalla Usl 2, quella che serve la città di Terni, sono circa 381 mila. Il Pne ci consente in prima battuta di verificare la quantità di ricoveri prodotta in questo territorio per 75 cause di ricovero; poi ci fornisce un confronto degli esiti a cui hanno dato luogo quei ricoveri rispetto al resto d’Italia e rispetto all’anno precedente nella stessa Usl. Infine, sono resi disponibili i tempi di attesa che sono stati necessari per accedere alla prestazione (qui ad esempio, ci sono quelli relativi alla mediana dei giorni di attesa per ricovero in seguito a frattura di tibia e perone e per operarsi alla colecisti)».
Lei quei dati li ha studiati. Che cosa emerge?
«Secondo i dati relativi al 2019 la popolazione residente nel territorio della Usl 2 ha potuto usufruire di risultati non peggiori rispetto alla media italiana. Se si fa un confronto con l’anno precedente, vi sarebbero stati miglioramenti nella assistenza a scompenso cardiaco (meno riammissioni a 30 giorni), nelle operazioni alla colecisti (meno reiterventi) e in quelle per le protesi d’anca (meno revisioni entro due anni dall’intervento), mentre peggioramenti vi sarebbero stati per le embolie polmonari (maggiore mortalità a 30 giorni), per alcune tecniche di ricostruzione della mammella dopo intervento demolitivo, e per la percentuale di infartuati trattati trattati in emodinamica entro due giorni. Il condizionale è d’obbligo in quanto questi esiti vanno confermati attraverso approfondite analisi delle specifiche casistiche che servono soprattutto per individuare cosa migliorare».
E per quanto riguarda più specificamente l’ospedale di Terni?
«I dati sui volumi di attività del “Santa Maria” sono relativi a 71 delle 75 cause di ricovero, e un primo dato che emerge è che la struttura è stata in grado di prendere in carico il 94,6 per cento della casistica prodotta dalla popolazione ricadente sotto il territorio di copertura. Se guardiamo i dati aggregati riguardanti le diverse aree cliniche resi disponibili dalla Treemap, notiamo che siamo in presenza di esiti classificati “buoni” o “nella media” e che non non si evidenziano aree con livelli di qualità “bassi” o “molto bassi”. Se andiamo a vedere gli esiti prodotto per specifico tipo di intervento ospedaliero, si registrano risultati migliori della media per i parti naturali, per alcune tecniche di ricostruzione della mammella dopo intervento demolitivo e per l’infarto del miocardio; mentre ci sono criticità nella gestione delle fratture del collo del femore entro due giorni».
E le cliniche private che operano in Umbria, che risultati danno?
«Un’analoga analisi dei dati il Pne la fa anche per le strutture private, che in Umbria sono cinque: le quattro ricadenti nel territorio della Usl 1 (Porta Sole, Liotti, Lami e Villa Fiorita, tutte a Perugia) e quella nella Usl 2 (Villa Aurora, a Foligno). In due casi, Porta Sole e Liotti, si registra un’adesione di qualità bassa agli standard. Va notato anche che per quanto riguarda Porta Sole i volumi di attività sono relativi a 31 cause di ricovero rispetto alle 75 valutate per la popolazione residente nella Usl 1, e di queste solo tre hanno fatto registrare una numerosità sufficiente a far scattare la rilevazione. Per la clinica Liotti invece, i volumi riguardano 25 cause e solo per sei di esse è stato possibile procedere a misurazione. Nei restanti tre casi, sia per la Lami, che per Villa Fiorita che per Villa Aurora non è possibile visualizzare le rispettive treemap a causa della scarsità del numero di interventi. Nel caso della Lami e di Villa Fiorita peraltro, il rischio di dover essere sottoposti a nuovo intervento nei casi di artroscopia al ginocchio è rispettivamente doppio e quintuplo».
Che quadro generale se ne ricava?
«Con i dati esposti ognuno può farsi una sua idea. Io ritengo che l’assistenza ospedaliera garantita dalla Usl 2 sia complessivamente di buona qualità se confrontata alla media italiana, e un giudizio del tutto analogo si può trarre per quanto riguarda l’ospedale di Terni. Le case di cura private e convenzionate di Perugia e Foligno non producono risultati di qualità e non garantiscono neanche l’emergenza-urgenza, la terapia intensiva e la rianimazione. Questi dati ci dicono che i guadagni in salute derivanti dalla realizzazione di nuove cliniche private a Terni e altrove potrebbero essere inferiori alle aspettative».

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5 minuti fa, 68rossoverde ha scritto:
Quali risultati producono le strutture sanitarie private in Umbria? E i residenti nel territorio della Usl 2, che ne ha meno rispetto alla Usl 1, risultano penalizzati? E come funziona l’ospedale pubblico di Terni?
C’è uno studio che monitora gli esiti dei ricoveri. Il funzionamento e i dati ce li siamo fatti spiegare da Carlo Romagnoli, per anni direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Umbria
di Fabrizio Marcucci
La presentazione del progetto per la realizzazione di una clinica privata da parte del presidente della Ternana, Stefano Bandecchi, ha aperto un dibattito a livello cittadino e regionale. Della questione Cronache Umbre si è già occupata. Riassumendo brevemente: Bandecchi, sulle ali della straordinaria stagione della Ternana, ha manifestato l’intenzione di realizzare il nuovo stadio che, con le strutture che vi sarebbero annesse, consentirebbe entrate che verrebbero investite sulla squadra di calcio, la quale si gioverebbe quindi della nuova struttura. Connessa al nuovo stadio, vi sarebbe la costruzione di una clinica privata che Bandecchi vuole convenzionata con il sistema sanitario regionale. Tradotto, significa che la Regione dovrebbe garantire alla clinica un flusso di entrate di diverse centinaia di migliaia di euro l’anno. La connessione “nuovo stadio – clinica” è stata stabilita dallo stesso presidente, che di fatto ha così collegato (e sottoposto) le eventuali fortune della Ternana alla condizione che gli si permetta di costruire la clinica e di ricevere i finanziamenti.
Come si può capire, la commistione tra un elemento di programmazione sanitaria e un altro in cui entrano in ballo le questioni identitarie solleticate da una squadra di calcio, non aiuta ad affrontare l’argomento con la razionalità che sarebbe necessaria. I favorevoli al progetto di Bandecchi argomentano la loro posizione sostenendo la sperequazione che ci sarebbe in Umbria tra il territorio della Usl 1 (Perugia, Media e Alta Valle del Tevere, Alto Chiascio e Trasimeno) e quello della Usl 2 (Terni, Spoleto, Foligno e Valnerina).
Nell’Umbria del nord vi sono quattro cliniche convenzionate, mentre a sud se ne conta solo una, per cui un riequilibrio sarebbe doveroso, si sostiene. Il sottinteso di questo ragionare è che la gestione privata della sanità porterebbe benefici alla popolazione.
Quella appena riportata è però una opinione che non poggia sulla realtà, o almeno i suoi propugnatori non la corredano di dati e misurazioni che possano aiutare a orientarsi sui costi/benefici di una operazione come quella prospettata da Bandecchi. In definitiva, occorre rispondere alle seguenti domande sulla base di dati: è lecito aspettarsi benefici sulla popolazione dalla realizzazione di una clinica privata? Gli umbri che vivono nel territorio coperto dalla Usl 1 sono davvero privilegiati grazie alla presenza di quattro case di cura private convenzionate col pubblico? Sono domande cruciali, dal momento che coinvolgono la salute dei cittadini e un discreto dispendio di risorse pubbliche. Per questo ci è parso opportuno rivolgerci a Carlo Romagnoli, medico che si è occupato a lungo di valutazione dei servizi sanitari in qualità di direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Umbria, ruolo che ha ricoperto dal 2000 al 2007.
Romagnoli, è possibile misurare l’impatto sulla popolazione delle strutture sanitarie pubbliche e private?
«Sì, ci si può avvalere del Programma nazionale esiti (Pne), che è in grado di fornire valutazioni sulle attività, i risultati e i tempi di attesa di tutte le strutture ospedaliere attive in Italia. I dati vengono anche aggregati sulla base dei residenti nelle diverse Unità sanitarie locali».
Di cosa si tratta? E soprattutto, il Pne è attendibile?
«Il Pne è sviluppato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) per conto del ministero della Salute e fornisce a livello nazionale valutazioni comparative di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure prodotte nell’ambito del servizio sanitario. Gli indicatori utilizzati sono documentati da protocolli scientifici basati sulla letteratura disponibile, con una chiara definizione dell’esito misurabile di salute in studio».
Nello specifico, che cosa misura il Pne?
«Misura i risultati dei ricoveri ospedalieri di una data struttura, sia pubblica che privata, o su una fascia di popolazione, come appunto avviene con l’aggregazione dei dati per singola Usl. Quanti ricoveri per patologia, quante complicanze in seguito ai ricoveri, quanti nuovi interventi si sono resi necessari successivamente a quello eseguito, quante complicanze sono sopravvenute in un determinato periodo di tempo dopo una operazione. Tutto questo viene messo in relazione con la media nazionale e con quanto è avvenuto negli anni precedenti nella stessa struttura, cosicché è possibile avere una misurazione dell’efficiacia degli interventi e agire sulle eventuali criticità che vengono registrate».
Venendo a noi. I ternani possono fidarsi della sanità pubblica? E nelle aree della regione in cui sono presenti più cliniche private, i cittadini sono curati meglio?
«I residenti in Umbria assistiti dalla Usl 2, quella che serve la città di Terni, sono circa 381 mila. Il Pne ci consente in prima battuta di verificare la quantità di ricoveri prodotta in questo territorio per 75 cause di ricovero; poi ci fornisce un confronto degli esiti a cui hanno dato luogo quei ricoveri rispetto al resto d’Italia e rispetto all’anno precedente nella stessa Usl. Infine, sono resi disponibili i tempi di attesa che sono stati necessari per accedere alla prestazione (qui ad esempio, ci sono quelli relativi alla mediana dei giorni di attesa per ricovero in seguito a frattura di tibia e perone e per operarsi alla colecisti)».
Lei quei dati li ha studiati. Che cosa emerge?
«Secondo i dati relativi al 2019 la popolazione residente nel territorio della Usl 2 ha potuto usufruire di risultati non peggiori rispetto alla media italiana. Se si fa un confronto con l’anno precedente, vi sarebbero stati miglioramenti nella assistenza a scompenso cardiaco (meno riammissioni a 30 giorni), nelle operazioni alla colecisti (meno reiterventi) e in quelle per le protesi d’anca (meno revisioni entro due anni dall’intervento), mentre peggioramenti vi sarebbero stati per le embolie polmonari (maggiore mortalità a 30 giorni), per alcune tecniche di ricostruzione della mammella dopo intervento demolitivo, e per la percentuale di infartuati trattati trattati in emodinamica entro due giorni. Il condizionale è d’obbligo in quanto questi esiti vanno confermati attraverso approfondite analisi delle specifiche casistiche che servono soprattutto per individuare cosa migliorare».
E per quanto riguarda più specificamente l’ospedale di Terni?
«I dati sui volumi di attività del “Santa Maria” sono relativi a 71 delle 75 cause di ricovero, e un primo dato che emerge è che la struttura è stata in grado di prendere in carico il 94,6 per cento della casistica prodotta dalla popolazione ricadente sotto il territorio di copertura. Se guardiamo i dati aggregati riguardanti le diverse aree cliniche resi disponibili dalla Treemap, notiamo che siamo in presenza di esiti classificati “buoni” o “nella media” e che non non si evidenziano aree con livelli di qualità “bassi” o “molto bassi”. Se andiamo a vedere gli esiti prodotto per specifico tipo di intervento ospedaliero, si registrano risultati migliori della media per i parti naturali, per alcune tecniche di ricostruzione della mammella dopo intervento demolitivo e per l’infarto del miocardio; mentre ci sono criticità nella gestione delle fratture del collo del femore entro due giorni».
E le cliniche private che operano in Umbria, che risultati danno?
«Un’analoga analisi dei dati il Pne la fa anche per le strutture private, che in Umbria sono cinque: le quattro ricadenti nel territorio della Usl 1 (Porta Sole, Liotti, Lami e Villa Fiorita, tutte a Perugia) e quella nella Usl 2 (Villa Aurora, a Foligno). In due casi, Porta Sole e Liotti, si registra un’adesione di qualità bassa agli standard. Va notato anche che per quanto riguarda Porta Sole i volumi di attività sono relativi a 31 cause di ricovero rispetto alle 75 valutate per la popolazione residente nella Usl 1, e di queste solo tre hanno fatto registrare una numerosità sufficiente a far scattare la rilevazione. Per la clinica Liotti invece, i volumi riguardano 25 cause e solo per sei di esse è stato possibile procedere a misurazione. Nei restanti tre casi, sia per la Lami, che per Villa Fiorita che per Villa Aurora non è possibile visualizzare le rispettive treemap a causa della scarsità del numero di interventi. Nel caso della Lami e di Villa Fiorita peraltro, il rischio di dover essere sottoposti a nuovo intervento nei casi di artroscopia al ginocchio è rispettivamente doppio e quintuplo».
Che quadro generale se ne ricava?
«Con i dati esposti ognuno può farsi una sua idea. Io ritengo che l’assistenza ospedaliera garantita dalla Usl 2 sia complessivamente di buona qualità se confrontata alla media italiana, e un giudizio del tutto analogo si può trarre per quanto riguarda l’ospedale di Terni. Le case di cura private e convenzionate di Perugia e Foligno non producono risultati di qualità e non garantiscono neanche l’emergenza-urgenza, la terapia intensiva e la rianimazione. Questi dati ci dicono che i guadagni in salute derivanti dalla realizzazione di nuove cliniche private a Terni e altrove potrebbero essere inferiori alle aspettative».

Vabbe', ma il discorso per certe cose è sempre quello, il banale "chi ca**o te lo fa fare di farti operare, o di partorire, in un posto che non ha la rianimazione" o che fa pochi interventi, come delle cliniche che cita qui. Io quando vedevo gente che cacciava 7-8000 euro per farsi qualche giorno in clinica (le classiche cliniche a due piani di condominio) a partorire più che altro per motivi di servizio alberghiero ci andavo in estasi.

Ma fintanto che la clinica per Terni diventa una cosa ulteriore rispetto all'ospedale, e uno è libero di scegliere, sono posti di lavoro.

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19 ore fa, Porcino ha scritto:

Se guardassero un attimo intorno, non è impedendo la costruzione di una clinica privata a Terni che vincono la battaglia. È pieno in tutta Italia de cliniche private e private in convenzione. Come sempre stanno più indietro de li cojoni de un cane. 

Sti 4 annoiati, che magari ce credono pure in quello che fanno, so solo la bassa manovalanza de qualcuno più in alto magna a 4 ganasse, come succede con molte associazioni religiose e di volontariato.

Ho fatto un esperimento: ho provato a leggere l'intervento come se stessi parlando contro i politici..... Poi l'ho riletto di nuovo come se stessi parlando contro Bandecchi!!! ...E HO NOTATO CHE IL SUCCO DEL DISCORSO NON E' CAMBIATO!!! 😅😅

 

P. S. Niente di personale contro il tuo intervento ovviamente!! 😉

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25 minuti fa, Batm4n ha scritto:

Ho fatto un esperimento: ho provato a leggere l'intervento come se stessi parlando contro i politici..... Poi l'ho riletto di nuovo come se stessi parlando contro Bandecchi!!! ...E HO NOTATO CHE IL SUCCO DEL DISCORSO NON E' CAMBIATO!!! 😅😅

 

P. S. Niente di personale contro il tuo intervento ovviamente!! 😉

Con una sottile differenza, da una parte c'è chi guarda avanti; dall'altra che sta ancora in bianco e nero.

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2 minuti fa, Porcino ha scritto:

Con una sottile differenza, da una parte c'è chi guarda avanti; dall'altra che sta ancora in bianco e nero.

"avanti", quando si parla di ospedali, non esiste.

Puoi avere sistemi più spostati sul privato. E i sistemi più spostati sul privato sono quelli che, se non hai un'ottima assicurazione e stai male o ti lasciano in morire o ti lasciano in mutande.

Non sono sistemi che stanno più avanti. Sono sistemi filosoficamente diversi. E, dato che non si parla di chi produce le patate fritte, sono necessariamente discorsi un po' da bianco e nero.

Sempre se arriviamo ai massimi sistemi.

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