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28 minuti fa, Dado ha scritto:

Come ci siamo detti tante volte, questo é il vero tratto comune che unisce tutte le iniziative di Bandecchi: la totale assenza di capitale di rischio da parte sua. Se ci mettesse un capitale di rischio suo, le strategie di implementazione sarebbero le piú linerari, fattibili, pratiche. Qua invece il gioco é strillare tanto, ma realizzare meno possibile, perché realizzare costa.

 

Non é un investitore, é uno che cerca visibilitá a basso prezzo, per poi monetizzare questa visibilitá su altri tavoli. Se non avesse le magliette sbagliate nel guardaroba, adesso probabilmente sarebbe in parlamento ma stai pure sicuro che ce lo ritroveremo presto candidato da qualche altra parte, e pure facilmente eletto al grido di "paladino dei ternani" quello a cui gli etruschi impedirono di farci lo stadio nuovo.

Sul tema della visibilità credo che con gli almeno 60 milioni di euro (ma forse di più) che ha speso fino ad oggi di visibilità con altri strumenti di pubblicità e marketing ne avrebbe avuta molta di più. Questo anche se un 40% lo avesse scalato dalle imposte sugli utili di Unicusano (proprietaria al 100% della Ternana). Tutto si può dire, meno che non abbia speso e tanto sulle fere e ciò che ruota intorno.

Edited by paolo65

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1 ora fa, L'ultimo dei Mohicani ha scritto:

Ripeto per l'ennesima volta......non sono del settore ma l'unica cosa che mi sembrava chiara è che uno potesse chiedere certi accreditamenti solo dopo aver costruito la clinica. Ed allora mi chiedo dove si volesse sbattere la testa e soprattutto con quali obiettivi? O si sperava in qualcosa di non ottenibile o forse una strategia che ad oggi mi sfugge .

Possibile questa superficialità? Possibile nessuno avesse capito neanche i tecnici ?

Bha

La penso allo stesso modo. Ci sono troppi punti poco chiari, mi sembra che, almeno apparentemente, manchi una strategia e si sia andato avanti un po' improvvisando su leggi, accreditamenti e tempistiche. Non riesco a capire cosa voleva sentirsi dire dalla regione in questa fase. Insomma: apparentemente un Bandecchi prima maniera che voleva andare in serie A con Pochesci, Tiscione & C e che non ha trovato il capannone per la fabbrica alimentare.

Se invece sta mirando ad altro allora il discorso è diverso.

Edited by Palmiro

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2 ore fa, chetestraceki ha scritto:

 

 

@Odoacre Chierico ha detto in una frase tutto quanto c'è da dire

 

la burocrazia è l’arte di tradurre in atti legittimi le volontà politiche, non viceversa.


Esattamente.

A a Terni manca la forza politica che non viene rappresentata dal “front man” di turno ma dai Poteri “consolidati”.

 

La mia impressione ( ma mi pare che sia più di un’impressione) è che questi personaggi alla fine “tengono famiglia” e invece di infastidire Perugia ( e i suoi derivati visto che PG oramai è molto RC )preferiscono prendere il pacco piuttosto che andare avanti.

Poi però lì senti parlare e sembra di essere tutti sulla stessa barricata. Ma dove? Ma quando?

 

Stefano Benni spiegherebbe benissimo il concetto 😅😂🤡

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15 minuti fa, fogueres ha scritto:


Esattamente.

A a Terni manca la forza politica che non viene rappresentata dal “front man” di turno ma dai Poteri “consolidati”.

 

La mia impressione ( ma mi pare che sia più di un’impressione) è che questi personaggi alla fine “tengono famiglia” e invece di infastidire Perugia ( e i suoi derivati visto che PG oramai è molto RC )preferiscono prendere il pacco piuttosto che andare avanti.

Poi però lì senti parlare e sembra di essere tutti sulla stessa barricata. Ma dove? Ma quando?

 

Stefano Benni spiegherebbe benissimo il concetto 😅😂🤡

Esatto.

Mi sembra quando vai a parlare di affari e il tuo interlocutore che si spaccia x direttore commerciale etc etc ma non c'ha lu portafoglio e deve chiedere il permesso al vero padrone prima di prendere qualsiasi decisione.

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3 ore fa, fogueres ha scritto:


Esattamente.

A a Terni manca la forza politica che non viene rappresentata dal “front man” di turno ma dai Poteri “consolidati”.

 

La mia impressione ( ma mi pare che sia più di un’impressione) è che questi personaggi alla fine “tengono famiglia” e invece di infastidire Perugia ( e i suoi derivati visto che PG oramai è molto RC )preferiscono prendere il pacco piuttosto che andare avanti.

Poi però lì senti parlare e sembra di essere tutti sulla stessa barricata. Ma dove? Ma quando?

 

Stefano Benni spiegherebbe benissimo il concetto 😅😂🤡

E' esattamente così. Si nascondono poi dietro il politchese, il burocratese, i tecnicismi. Nullità assolute, appena meno di quegli altri lassù, ben rappresentati da mediocri come Coletto o la Tesei.

Tutto in medicine 

Edited by chetestraceki

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1 ora fa, mdmterni ha scritto:

Intanto Bandecchi su Instagram la ritocca piano,quasi che la sfiora 😁

Puoi mettere il link?

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34 minuti fa, longarinivattene! ha scritto:

Preannuncio comunicato molto pesante del Cctc che verrà diffuso a breve.

che dicono????...annamo su a faje un culo come un babbuino?......io me libero e vengo non c'ho niente da perde, a na certa eta fra poco manco in galera me mettono!!!

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Volevo dire la mia riguardo alla vicenda.
In questi giorni mi sono documentato, leggendo un pò di testi e soprattutto chiedendo ad amici che conoscono molto bene la procedura (non sono politici perchè altrimenti sarebbe fatica sprecata).
Mi scuso per eventuali termini giuridici utilizzati ad minchiam, casomai mi corigerete @longarinivattene!

Innanzitutto va sgombrato il campo da un equivoco che da più parti si è cercato di avvalorare, in parte per mancanza di conoscenza dell'argomento, in parte per malafede. La scelta fatta dalla CdS e conseguentemente dalla Regione è una scelta che poggia le basi su elementi tecnici (CdS e Balduzzi) ma è all'80% politica. 
In sostanza la tesi dei filoregionalisti ad oltranza, dice che la colpa è di Bandecchi (e di chi lo ha consigliato) perchè ha chiesto il convenzionamento dei posti ma non poteva chiederlo. Non è vero. Bandecchi non ha chiesto il convenzionamento di una struttura che non esiste (vabbè che è pacio però gli avvocati ce li ha pure lui eh). Il progetto chiedeva un pronunciamento che aprisse le porte al successivo convenzionamento e all'inserimento nel PSR della struttura. E qui si innesta la scelta politica che la Regione con in testa Coletto non ha voluto fare (la Tesei è più possibilista ma non ha le palle per imporsi, secondo me).

Quello che segue in corsivo non è farina del mio sacco:
"L’accreditamento e prima ancora l’autorizzazione che danno poi diritto al convenzionamento sono basati oltre che sulla verifica dei requisiti minimi tecnici, sul fabbisogno sanitario stabilito nel piano sanitario. Al momento, anche qualora questo fosse
soddisfatto, non c’è spazio per altri accreditamenti, vedi art 8 quater del dlgs 502/92, (nd rvr: vedi interviste di Coletto che astutamente ha rimarcato la totale impossibilità di convenzionare una clinica a Terni).

Il problema della Ternana è arrivare all’ accreditamento se non viene cambiato il piano sanitario, perché al momento non c’è il fabbisogno, dato che il sistema assorbe tra pubblico e privato tutto quanto previsto nel piano (vedi art 8 quater del dlgs 502/92). Da indiscrezioni di stampa, credo che questo sia anche evidenziato nel famoso parere. Da una rivista di diritto che chiarisce sul punto: “L’accreditamento, dunque, oggi costituisce non più un atto dovuto ma, al contrario, un atto che passa per la verifica rigorosa della discrezionalità della P.A.; discrezionalità che trova il proprio fondamento non più solo nelle qualità delle strutture e delle prestazioni rese, ma anche nell’effettivo fabbisogno assistenziale quale risulta in concreto dal disposto del Piano Sanitario Regionale. Tant’è che, qualora la capacità produttiva risulti essere superiore a quella del fabbisogno effettivo, il Legislatore ha previsto espressamente, all’art. 8-quater, ult. com., del D. Lgs. n. 502/92, così come modificato da ultimo dal D. Lgs. n. 229/99, la revoca dell’accreditamento.” Quindi la Ternana ammesso che sia autorizzata a costruirla, non potrebbe essere accreditata se non viene modificato il piano, in quanto non funzionale alla programmazione regionale."

Da questo consegue che la scelta politica è stata a monte di tutto.
L'iter poteva essere solo questo:

1) la Regione inserisce nel PSR la clinica della Ternana. E qui si capisce che la scelta è politica, infatti se la Regione avesse voluto, seguendo il principio di prossimità, avrebbe potuto farlo mentre il progetto era ancora in CdS. Se il progetto fosse stato presentato a Perugia lo avrebbero fatto in fretta e furia e a Novembre la clinica avrebbe potuto ricevere l'autorizzazione alla costruzione.
2) Una volta inserita la clinica nel PSR, Bandecchi può andare in Comune presentare il progetto, arrivare al PdC e realizzare la struttura.
3) Una volta realizzata può chiedere l'accreditamento.
4) una volta ricevuto l'accreditamento può andare al convenzionamento (con la quasi certezza di ottenerlo perchè essendoci 5 cliniche a Perugia e nessuna a Terni, neanche un perugino avrebbe l'ardire di non concederlo).


A questo punto? Secondo me e non solo secondo me, il punto 1 può essere ripercorso da capo. La Regione per bocca della Tesei che a questo punto conta quanto lu due de briscola, ha rassicurato sulla volontà di voler dare seguito al principio di prossimità inserendo la clinica nel PSR, Coletto ovviamente ha detto in politichese che non se ne parla perchè le 5 cliniche devono essere tutelate (come se fossero 5 ospedali pubblici), quindi per l'eternità e forse anche oltre a Terni non ci sarà mai una clinica convenzionata.
Se si muove anche la popolazione e la smette di dividersi in dx e sx coltivando solo il misero orticello di chi vuole ottenere benefici politici personali, secondo me qualcosa si può ancora fare.

Ma non mi parlate di scelta tecnica per favore.
 

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31 minuti fa, ruber-viridis draco ha scritto:

Volevo dire la mia riguardo alla vicenda.
In questi giorni mi sono documentato, leggendo un pò di testi e soprattutto chiedendo ad amici che conoscono molto bene la procedura (non sono politici perchè altrimenti sarebbe fatica sprecata).
Mi scuso per eventuali termini giuridici utilizzati ad minchiam, casomai mi corigerete @longarinivattene!

Innanzitutto va sgombrato il campo da un equivoco che da più parti si è cercato di avvalorare, in parte per mancanza di conoscenza dell'argomento, in parte per malafede. La scelta fatta dalla CdS e conseguentemente dalla Regione è una scelta che poggia le basi su elementi tecnici (CdS e Balduzzi) ma è all'80% politica. 
In sostanza la tesi dei filoregionalisti ad oltranza, dice che la colpa è di Bandecchi (e di chi lo ha consigliato) perchè ha chiesto il convenzionamento dei posti ma non poteva chiederlo. Non è vero. Bandecchi non ha chiesto il convenzionamento di una struttura che non esiste (vabbè che è pacio però gli avvocati ce li ha pure lui eh). Il progetto chiedeva un pronunciamento che aprisse le porte al successivo convenzionamento e all'inserimento nel PSR della struttura. E qui si innesta la scelta politica che la Regione con in testa Coletto non ha voluto fare (la Tesei è più possibilista ma non ha le palle per imporsi, secondo me).

Quello che segue in corsivo non è farina del mio sacco:
"L’accreditamento e prima ancora l’autorizzazione che danno poi diritto al convenzionamento sono basati oltre che sulla verifica dei requisiti minimi tecnici, sul fabbisogno sanitario stabilito nel piano sanitario. Al momento, anche qualora questo fosse
soddisfatto, non c’è spazio per altri accreditamenti, vedi art 8 quater del dlgs 502/92, (nd rvr: vedi interviste di Coletto che astutamente ha rimarcato la totale impossibilità di convenzionare una clinica a Terni).

Il problema della Ternana è arrivare all’ accreditamento se non viene cambiato il piano sanitario, perché al momento non c’è il fabbisogno, dato che il sistema assorbe tra pubblico e privato tutto quanto previsto nel piano (vedi art 8 quater del dlgs 502/92). Da indiscrezioni di stampa, credo che questo sia anche evidenziato nel famoso parere. Da una rivista di diritto che chiarisce sul punto: “L’accreditamento, dunque, oggi costituisce non più un atto dovuto ma, al contrario, un atto che passa per la verifica rigorosa della discrezionalità della P.A.; discrezionalità che trova il proprio fondamento non più solo nelle qualità delle strutture e delle prestazioni rese, ma anche nell’effettivo fabbisogno assistenziale quale risulta in concreto dal disposto del Piano Sanitario Regionale. Tant’è che, qualora la capacità produttiva risulti essere superiore a quella del fabbisogno effettivo, il Legislatore ha previsto espressamente, all’art. 8-quater, ult. com., del D. Lgs. n. 502/92, così come modificato da ultimo dal D. Lgs. n. 229/99, la revoca dell’accreditamento.” Quindi la Ternana ammesso che sia autorizzata a costruirla, non potrebbe essere accreditata se non viene modificato il piano, in quanto non funzionale alla programmazione regionale."

Da questo consegue che la scelta politica è stata a monte di tutto.
L'iter poteva essere solo questo:

1) la Regione inserisce nel PSR la clinica della Ternana. E qui si capisce che la scelta è politica, infatti se la Regione avesse voluto, seguendo il principio di prossimità, avrebbe potuto farlo mentre il progetto era ancora in CdS. Se il progetto fosse stato presentato a Perugia lo avrebbero fatto in fretta e furia e a Novembre la clinica avrebbe potuto ricevere l'autorizzazione alla costruzione.
2) Una volta inserita la clinica nel PSR, Bandecchi può andare in Comune presentare il progetto, arrivare al PdC e realizzare la struttura.
3) Una volta realizzata può chiedere l'accreditamento.
4) una volta ricevuto l'accreditamento può andare al convenzionamento (con la quasi certezza di ottenerlo perchè essendoci 5 cliniche a Perugia e nessuna a Terni, neanche un perugino avrebbe l'ardire di non concederlo).


A questo punto? Secondo me e non solo secondo me, il punto 1 può essere ripercorso da capo. La Regione per bocca della Tesei che a questo punto conta quanto lu due de briscola, ha rassicurato sulla volontà di voler dare seguito al principio di prossimità inserendo la clinica nel PSR, Coletto ovviamente ha detto in politichese che non se ne parla perchè le 5 cliniche devono essere tutelate (come se fossero 5 ospedali pubblici), quindi per l'eternità e forse anche oltre a Terni non ci sarà mai una clinica convenzionata.
Se si muove anche la popolazione e la smette di dividersi in dx e sx coltivando solo il misero orticello di chi vuole ottenere benefici politici personali, secondo me qualcosa si può ancora fare.

Ma non mi parlate di scelta tecnica per favore.
 

L'ultima parte su Terni la condivido,la prima non ci capisco un cazzo quindi me fido.

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34 minuti fa, ruber-viridis draco ha scritto:

 Tant’è che, qualora la capacità produttiva risulti essere superiore a quella del fabbisogno effettivo, il Legislatore ha previsto espressamente, all’art. 8-quater, ult. com., del D. Lgs. n. 502/92, così come modificato da ultimo dal D. Lgs. n. 229/99, la revoca dell’accreditamento.”
 

Esattamente su questo punto si innesta la carta segreta della Ternana che ancora non é uscita e che rappresenta, FIN DALL’INIZIO, l’unica possibilità di portare a casa tutto il progetto.

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41 minuti fa, ruber-viridis draco ha scritto:

Volevo dire la mia riguardo alla vicenda.
In questi giorni mi sono documentato, leggendo un pò di testi e soprattutto chiedendo ad amici che conoscono molto bene la procedura (non sono politici perchè altrimenti sarebbe fatica sprecata).
Mi scuso per eventuali termini giuridici utilizzati ad minchiam, casomai mi corigerete @longarinivattene!

Innanzitutto va sgombrato il campo da un equivoco che da più parti si è cercato di avvalorare, in parte per mancanza di conoscenza dell'argomento, in parte per malafede. La scelta fatta dalla CdS e conseguentemente dalla Regione è una scelta che poggia le basi su elementi tecnici (CdS e Balduzzi) ma è all'80% politica. 
In sostanza la tesi dei filoregionalisti ad oltranza, dice che la colpa è di Bandecchi (e di chi lo ha consigliato) perchè ha chiesto il convenzionamento dei posti ma non poteva chiederlo. Non è vero. Bandecchi non ha chiesto il convenzionamento di una struttura che non esiste (vabbè che è pacio però gli avvocati ce li ha pure lui eh). Il progetto chiedeva un pronunciamento che aprisse le porte al successivo convenzionamento e all'inserimento nel PSR della struttura. E qui si innesta la scelta politica che la Regione con in testa Coletto non ha voluto fare (la Tesei è più possibilista ma non ha le palle per imporsi, secondo me).

Quello che segue in corsivo non è farina del mio sacco:
"L’accreditamento e prima ancora l’autorizzazione che danno poi diritto al convenzionamento sono basati oltre che sulla verifica dei requisiti minimi tecnici, sul fabbisogno sanitario stabilito nel piano sanitario. Al momento, anche qualora questo fosse
soddisfatto, non c’è spazio per altri accreditamenti, vedi art 8 quater del dlgs 502/92, (nd rvr: vedi interviste di Coletto che astutamente ha rimarcato la totale impossibilità di convenzionare una clinica a Terni).

Il problema della Ternana è arrivare all’ accreditamento se non viene cambiato il piano sanitario, perché al momento non c’è il fabbisogno, dato che il sistema assorbe tra pubblico e privato tutto quanto previsto nel piano (vedi art 8 quater del dlgs 502/92). Da indiscrezioni di stampa, credo che questo sia anche evidenziato nel famoso parere. Da una rivista di diritto che chiarisce sul punto: “L’accreditamento, dunque, oggi costituisce non più un atto dovuto ma, al contrario, un atto che passa per la verifica rigorosa della discrezionalità della P.A.; discrezionalità che trova il proprio fondamento non più solo nelle qualità delle strutture e delle prestazioni rese, ma anche nell’effettivo fabbisogno assistenziale quale risulta in concreto dal disposto del Piano Sanitario Regionale. Tant’è che, qualora la capacità produttiva risulti essere superiore a quella del fabbisogno effettivo, il Legislatore ha previsto espressamente, all’art. 8-quater, ult. com., del D. Lgs. n. 502/92, così come modificato da ultimo dal D. Lgs. n. 229/99, la revoca dell’accreditamento.” Quindi la Ternana ammesso che sia autorizzata a costruirla, non potrebbe essere accreditata se non viene modificato il piano, in quanto non funzionale alla programmazione regionale."

Da questo consegue che la scelta politica è stata a monte di tutto.
L'iter poteva essere solo questo:

1) la Regione inserisce nel PSR la clinica della Ternana. E qui si capisce che la scelta è politica, infatti se la Regione avesse voluto, seguendo il principio di prossimità, avrebbe potuto farlo mentre il progetto era ancora in CdS. Se il progetto fosse stato presentato a Perugia lo avrebbero fatto in fretta e furia e a Novembre la clinica avrebbe potuto ricevere l'autorizzazione alla costruzione.
2) Una volta inserita la clinica nel PSR, Bandecchi può andare in Comune presentare il progetto, arrivare al PdC e realizzare la struttura.
3) Una volta realizzata può chiedere l'accreditamento.
4) una volta ricevuto l'accreditamento può andare al convenzionamento (con la quasi certezza di ottenerlo perchè essendoci 5 cliniche a Perugia e nessuna a Terni, neanche un perugino avrebbe l'ardire di non concederlo).


A questo punto? Secondo me e non solo secondo me, il punto 1 può essere ripercorso da capo. La Regione per bocca della Tesei che a questo punto conta quanto lu due de briscola, ha rassicurato sulla volontà di voler dare seguito al principio di prossimità inserendo la clinica nel PSR, Coletto ovviamente ha detto in politichese che non se ne parla perchè le 5 cliniche devono essere tutelate (come se fossero 5 ospedali pubblici), quindi per l'eternità e forse anche oltre a Terni non ci sarà mai una clinica convenzionata.
Se si muove anche la popolazione e la smette di dividersi in dx e sx coltivando solo il misero orticello di chi vuole ottenere benefici politici personali, secondo me qualcosa si può ancora fare.

Ma non mi parlate di scelta tecnica per favore.
 

Tutto perfetto! 
Bravi tu e il tuo amico! 
È esattamente così 👏

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Quindi, la nostra unica speranza sarebbe che la regione dicesse: "a Terni c'è un buco di prestazioni sanitarie xyz a cui prima provvedeva l'ospedale pubblico ma che ora non può più fare (e noi non intendiamo fare in modo che torni ad essere in grado di fare) e per questo ci sarebbe spazio per accreditare ulteriori posti in una nuova struttura privata". A quel punto Bandux dovrebbe sbrigarsi a costruire la clinica e coprire il buco che si è creato in questi anni.

Insomma dovremmo sperare che il crollo della qualità del SSN a Terni continui e si consolidi.

Se fosse così, credo che Bandux dovrebbe pensare di intitolare una curva del nuovo stadio a Coletto and co.

Spero sinceramente di aver capito male.

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21 minuti fa, polentaccio ha scritto:

Quindi, la nostra unica speranza sarebbe che la regione dicesse: "a Terni c'è un buco di prestazioni sanitarie xyz a cui prima provvedeva l'ospedale pubblico ma che ora non può più fare (e noi non intendiamo fare in modo che torni ad essere in grado di fare) e per questo ci sarebbe spazio per accreditare ulteriori posti in una nuova struttura privata". A quel punto Bandux dovrebbe sbrigarsi a costruire la clinica e coprire il buco che si è creato in questi anni.

Insomma dovremmo sperare che il crollo della qualità del SSN a Terni continui e si consolidi.

Se fosse così, credo che Bandux dovrebbe pensare di intitolare una curva del nuovo stadio a Coletto and co.

Spero sinceramente di aver capito male.

Se ti riferisci a quello che ho scritto io hai capito male. Ci sono regioni, diciamo (cit. Calboni),  che, diciamo (ancora Calboni), hanno posti letto accreditati in eccesso…regioni diciamo limitrofe..è molto più semplice di quanto si possa pensare..

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28 minuti fa, polentaccio ha scritto:

Quindi, la nostra unica speranza sarebbe che la regione dicesse: "a Terni c'è un buco di prestazioni sanitarie xyz a cui prima provvedeva l'ospedale pubblico ma che ora non può più fare (e noi non intendiamo fare in modo che torni ad essere in grado di fare) e per questo ci sarebbe spazio per accreditare ulteriori posti in una nuova struttura privata". A quel punto Bandux dovrebbe sbrigarsi a costruire la clinica e coprire il buco che si è creato in questi anni.

Insomma dovremmo sperare che il crollo della qualità del SSN a Terni continui e si consolidi.

Se fosse così, credo che Bandux dovrebbe pensare di intitolare una curva del nuovo stadio a Coletto and co.

Spero sinceramente di aver capito male.

hai capito male

La Regione individua sulla base delle scelte operate in campo sanitario quali sono le prestazioni che, o per eccessivo costo, o per mancanza di strutture e/o personale, devono essere convenzionate con strutture private ad un costo ovviamente inferiore a quello che il SSN sosterrebbe se le facesse in proprio (se no è tutto un cazzo).
Ad oggi le uniche strutture private che si sono convenzionate sono 5 e sono tutte a Perugia.
Di nuovo c'è, che sia il TAR che la Commissione Regionale, hanno espresso il parere che nella scelta della struttura privata da convenzionare si debba tenere conto del principio di prossimità (credo che sia chiaro cosa significhi).
Questo parere ha fatto drizzare i peli sulla schiena alle 5 cliniche perugine che fatturano 30 milioni di € all'anno di cui una parte arriva da Terni.
Ne consegue il tentativo massone di bloccare tutto, servendosi ovviamente di politici sia stranieri che perugini che anche ternani.

La tesi che la clinica di Terni andrebbe a togliere prestazioni e letti all'ospedale, capisci che non si regge, perchè nel PSR ci sono già le prestazioni che andranno ai privati.
Quello che cambia è solamente se i Ternani per averle potranno rimanere a Terni o dovranno recarsi a Perugia.

Edited by ruber-viridis draco
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4 minuti fa, longarinivattene! ha scritto:

Lettera aperta alla Regione Umbria, alla città di Terni e alle loro rappresentanze.

 

Neppure il parere da 40.000 euro, che alla fine si è ritorto contro gli stessi richiedenti risultando tutto fuorché tranciante, consiglia l’assessore Coletto dal persistere dai suoi pervicaci e ormai chiarissimi intenti ostativi verso il progetto stadio/clinica, culminati nelle ultime esilaranti dichiarazioni rilasciate a margine della conferenza dei servizi “decisoria”.
Stendendo un velo pietoso sul resto, ci limitiamo a sottolineare la pretestuosita’ dell’aver affermato che la clinica sarebbe “il diciottesimo ospedale” umbro. 
Se nelle sue intenzioni c’era un tentativo (peraltro maldestro) di richiamare un generico, per quanto condivisibile, principio di semplificazione ed efficientazione del sistema sanitario di una regione di 800.000 abitanti, allora l’assessore Coletto inizi da subito a semplificare ed efficientare partendo da Perugia e la sua provincia, non certo da Terni e provincia che scontano DA SEMPRE ritardi e disparità che non sono più tollerabili! 
Inizino, lui e la Giunta, e pure di corsa e con un cronoprogramma chiaro  e stringente, il riequilibrio del Piano Sanitario Regionale che tenga conto del principio di prossimità, della regola dei 60 posti minimi previsti per le cliniche, del principio della specializzazione unica per ciascuna di esse e del rispetto - nelle cliniche ad oggi convenzionate - dei requisiti minimi previsti dalla Legge nazionale! 
Nella conferenza dei servizi l’unico parere contrario è risultato il suo mentre quelli di tutti gli altri compartimenti e uffici regionali e statali  sono stati tutti positivi.
Se a tutto ciò poi aggiungiamo che la realizzazione degli unici ospedali vecchi, obsoleti e insicuri quali il Santa Maria e quello Narni/Amelia sembrasi essersi persa nel porto delle nebbie, la misura non può essere che colma! 
Tali insopportabili atteggiamenti o sono frutto di inadeguatezza al ruolo ricoperto e a lui pagato anche dai Ternani o, ancor peggio, derivano da una ostilità per Terni e provincia e per le proprie sacrosante e legittime aspettative di cure e sviluppo, ancor più frustrate nella sanità pubblica che è giunta alla deriva nel corso del suo pessimo mandato politico in cui ha brillato di certo per il suo essere spessissimo impegnato fuori dall’Umbria dai molteplici incarichi assommati dal geometra veneto.
In ogni caso i 18.000 firmatari della petizione rivolta alla Presidente Tesei, pretendono le dimissioni dell’assessore Coletto o, in mancanza di questo gesto minimo di opportunità, la Presidente avochi  a se le deleghe alla Sanità nell’interesse collettivo, suo e della sua azione amministrativa, considerato che troppo spesso si è trovata in dissenso col suo assessore ma anch’ella senza mai discostarsene. 
Sollecitiamo anche il Presidente del Consiglio Regionale Marco Squarta, che già si è espresso sulle problematiche della Sanità umbra, alla costituzione di una commissione d’inchiesta che analizzi la situazione della Sanità nella nostra regione alla fine del 2019 confrontandola con l’attuale.
Parimenti, siamo altrettanto nauseati dalla completa latitanza di chi a livello locale, al posto nostro e a pieno titolo, doveva e dovrebbe rappresentare, tutelare, salvaguardare e promuovere gli interessi del territorio.
Ricordiamo agli smemorati che la Conferenza dei Servizi in regione è durata sei mesi, ben 180 giorni nel corso dei quali a Terni si è assistito al “festival del nulla” delle istituzioni e delle rappresentanze locali, una sorta di gioco a nascondino in cui tutti sono rimasti ben nascosti senza MAI mettere fuori la testa! 
Dove erano il Sindaco e la sua maggioranza quando c’era da rappresentare la rabbia e l’indignazione dei cittadini?
Dove erano le opposizioni - che adesso speculano sulle disgrazie di Terni quasi non vedessero l’ora di poterlo fare - quando c’era da compattarsi in un unico blocco nell’interesse della città, ivi compreso ed a maggior ragione oggi, adesso? 
Dove erano le (autoreferenziali) associazioni di categoria, Confindustria, Confartigianato, Confcommercio che non hanno mai preso posizione sull’argomento?
Dove erano gli Ordini professionali sanitari quando si dibatteva di Sanità e di futuri assetti?
Dove erano i sindacati dei lavoratori? 
Dove era il settore bancario e la Fondazione Carit in testa, visto che si tratta di un progetto di pubblico interesse?
Forse la Fondazione era troppo indaffarata (del tutto legittimamente sia chiaro) a finanziare il corso di ottica per una manciata di iscritti, a revocare il contributo per il nuovo palazzetto, ad acquistare l’ex circolo Drago dalla famiglia Morelli che poi, insieme ad altra famiglia (anche in tal caso legittimamente) hanno promosso ricorso al TAR contro il nuovo centro sportivo della Ternana a Villa Palma, così venendo bloccata anche questa ulteriore iniziativa! 
Tre progetti utili e fondamentali per lo sviluppo della città che ne determinerebbero nuovi e virtuosi assetti socio-economici, uniti tra loro dal forte legame identitario dei ternani con la propria squadra di calcio, prima espressione sportiva cittadina, che per un motivo o per un altro vengono colpiti al cuore sia a Perugia che a Terni, anziché essere accolti con favore, semplificati, agevolati e difesi da tutte le componenti del tessuto sociale (repetita iuvant: sempre nel rispetto della legge e della legalità). 
La misura è davvero colma! 
La città e il suo sentire comune è ormai stanca di logiche corporative che in questi anni non hanno promosso lo sviluppo e l'interesse della comunità ma solo dei suoi ristretti gruppi di potere. 
Appare evidente la dicotomia tra chi persegue ancora queste asfittiche logiche di personale tornaconto e chi, maggioranza silenziosa per quanto ormai ben consapevole, vuole il bene e la promozione dell'intero territorio, dei servizi, delle opportunità di sviluppo e lavoro per le generazioni future, che da anni sono costrette ad emigrare altrove proprio a causa di tale triste contesto. 
Il progetto stadio/clinica è solo la punta di un iceberg e la Ternana la sua bandiera identitaria che dimostra in maniera incontrovertibile che i bisogni di questa città sono quelli che inseguono una visione di rinascita, di unità su progetti che possano accendere una speranza di futuro. 
Il dado è tratto e non basta ostacolarli nel tentativo di piegare le teste e rendere inermi i Ternani come per decenni è stato fatto in questa regione! 
IL VENTO ORMAI È ALTO, SOFFIA FORTE E NOI CI SIAMO E NON MOLLIAMO! 
Questo sentono nel cuore e nella testa i Ternani al contrario delle loro  rappresentanze dalle quali sono sempre più scollati, perché forse piegate e legate ai propri interessi corporativi e bloccate dalla paura del cambiamento, del nuovo, del forestiero, col risultato che tutto resta immutato sulla strada del declino da tempo intrapresa dalla città. 
O una volta per tutte escono dalla palude di quella visione provinciale e autoreferenziale che fino ad oggi li ha contraddistinti oppure per quanto ci riguarda possono pure loro, TUTTI INDISTINTAMENTE, togliere il disturbo dagli scranni che occupano in uno con l’assessore geometra paracadutato dal Veneto nel cuore (rosso)verde d’Italia. 
Terni non vi rimpiangerà.

Il Direttivo del CCTC

 

 

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Applausi 

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4 ore fa, ruber-viridis draco ha scritto:

Volevo dire la mia riguardo alla vicenda.
In questi giorni mi sono documentato, leggendo un pò di testi e soprattutto chiedendo ad amici che conoscono molto bene la procedura (non sono politici perchè altrimenti sarebbe fatica sprecata).
Mi scuso per eventuali termini giuridici utilizzati ad minchiam, casomai mi corigerete @longarinivattene!

Innanzitutto va sgombrato il campo da un equivoco che da più parti si è cercato di avvalorare, in parte per mancanza di conoscenza dell'argomento, in parte per malafede. La scelta fatta dalla CdS e conseguentemente dalla Regione è una scelta che poggia le basi su elementi tecnici (CdS e Balduzzi) ma è all'80% politica. 
In sostanza la tesi dei filoregionalisti ad oltranza, dice che la colpa è di Bandecchi (e di chi lo ha consigliato) perchè ha chiesto il convenzionamento dei posti ma non poteva chiederlo. Non è vero. Bandecchi non ha chiesto il convenzionamento di una struttura che non esiste (vabbè che è pacio però gli avvocati ce li ha pure lui eh). Il progetto chiedeva un pronunciamento che aprisse le porte al successivo convenzionamento e all'inserimento nel PSR della struttura. E qui si innesta la scelta politica che la Regione con in testa Coletto non ha voluto fare (la Tesei è più possibilista ma non ha le palle per imporsi, secondo me).

Quello che segue in corsivo non è farina del mio sacco:
"L’accreditamento e prima ancora l’autorizzazione che danno poi diritto al convenzionamento sono basati oltre che sulla verifica dei requisiti minimi tecnici, sul fabbisogno sanitario stabilito nel piano sanitario. Al momento, anche qualora questo fosse
soddisfatto, non c’è spazio per altri accreditamenti, vedi art 8 quater del dlgs 502/92, (nd rvr: vedi interviste di Coletto che astutamente ha rimarcato la totale impossibilità di convenzionare una clinica a Terni).

Il problema della Ternana è arrivare all’ accreditamento se non viene cambiato il piano sanitario, perché al momento non c’è il fabbisogno, dato che il sistema assorbe tra pubblico e privato tutto quanto previsto nel piano (vedi art 8 quater del dlgs 502/92). Da indiscrezioni di stampa, credo che questo sia anche evidenziato nel famoso parere. Da una rivista di diritto che chiarisce sul punto: “L’accreditamento, dunque, oggi costituisce non più un atto dovuto ma, al contrario, un atto che passa per la verifica rigorosa della discrezionalità della P.A.; discrezionalità che trova il proprio fondamento non più solo nelle qualità delle strutture e delle prestazioni rese, ma anche nell’effettivo fabbisogno assistenziale quale risulta in concreto dal disposto del Piano Sanitario Regionale. Tant’è che, qualora la capacità produttiva risulti essere superiore a quella del fabbisogno effettivo, il Legislatore ha previsto espressamente, all’art. 8-quater, ult. com., del D. Lgs. n. 502/92, così come modificato da ultimo dal D. Lgs. n. 229/99, la revoca dell’accreditamento.” Quindi la Ternana ammesso che sia autorizzata a costruirla, non potrebbe essere accreditata se non viene modificato il piano, in quanto non funzionale alla programmazione regionale."

Da questo consegue che la scelta politica è stata a monte di tutto.
L'iter poteva essere solo questo:

1) la Regione inserisce nel PSR la clinica della Ternana. E qui si capisce che la scelta è politica, infatti se la Regione avesse voluto, seguendo il principio di prossimità, avrebbe potuto farlo mentre il progetto era ancora in CdS. Se il progetto fosse stato presentato a Perugia lo avrebbero fatto in fretta e furia e a Novembre la clinica avrebbe potuto ricevere l'autorizzazione alla costruzione.
2) Una volta inserita la clinica nel PSR, Bandecchi può andare in Comune presentare il progetto, arrivare al PdC e realizzare la struttura.
3) Una volta realizzata può chiedere l'accreditamento.
4) una volta ricevuto l'accreditamento può andare al convenzionamento (con la quasi certezza di ottenerlo perchè essendoci 5 cliniche a Perugia e nessuna a Terni, neanche un perugino avrebbe l'ardire di non concederlo).


A questo punto? Secondo me e non solo secondo me, il punto 1 può essere ripercorso da capo. La Regione per bocca della Tesei che a questo punto conta quanto lu due de briscola, ha rassicurato sulla volontà di voler dare seguito al principio di prossimità inserendo la clinica nel PSR, Coletto ovviamente ha detto in politichese che non se ne parla perchè le 5 cliniche devono essere tutelate (come se fossero 5 ospedali pubblici), quindi per l'eternità e forse anche oltre a Terni non ci sarà mai una clinica convenzionata.
Se si muove anche la popolazione e la smette di dividersi in dx e sx coltivando solo il misero orticello di chi vuole ottenere benefici politici personali, secondo me qualcosa si può ancora fare.

Ma non mi parlate di scelta tecnica per favore.
 

Ottimo Ruber!!

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Bene, ottimo....il cctc ha in programma iniziative?

Ora serve passare dalle parole ai fatti, tutti.

Altrimenti rimarrà solo un giusto post,qualche like o condivisone

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21 minuti fa, longarinivattene! ha scritto:

Si, coinvolgeranno TUTTI, giusto il tempo di organizzare. 
L’attenzione non va fatta scemare, tutti siamo parti attive e dobbiamo metterci del nostro. 

Grandissimi

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29 minuti fa, longarinivattene! ha scritto:

Si, coinvolgeranno TUTTI, giusto il tempo di organizzare. 
L’attenzione non va fatta scemare, tutti siamo parti attive e dobbiamo metterci del nostro. 

Sarebbe importante fare manifestazioni a difesa del nostro territorio, a 360°!!! Deve esserci una sollevazione popolare ogni qualvolta c'è un sopruso e una ingistizia.

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35 minuti fa, longarinivattene! ha scritto:

Si, coinvolgeranno TUTTI, giusto il tempo di organizzare. 
L’attenzione non va fatta scemare, tutti siamo parti attive e dobbiamo metterci del nostro. 

👏👏👏👏👏

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35 minuti fa, longarinivattene! ha scritto:

Si, coinvolgeranno TUTTI, giusto il tempo di organizzare. 
L’attenzione non va fatta scemare, tutti siamo parti attive e dobbiamo metterci del nostro. 

ecco....questo volevo sapere perchè la lettera è stupenda ma......se non ce cominciamo a move co li cazzi su le mano come se dice....so solo belle parole...tutti a Perugia a caccia di Coletto e Tesei (la seconda lasciatela a me)

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Il 5/11/2022 Alle 12:23, Dado ha scritto:

Come ci siamo detti tante volte, questo é il vero tratto comune che unisce tutte le iniziative di Bandecchi: la totale assenza di capitale di rischio da parte sua. Se ci mettesse un capitale di rischio suo, le strategie di implementazione sarebbero le piú linerari, fattibili, pratiche. Qua invece il gioco é strillare tanto, ma realizzare meno possibile, perché realizzare costa.

 

Non é un investitore, é uno che cerca visibilitá a basso prezzo, per poi monetizzare questa visibilitá su altri tavoli. Se non avesse le magliette sbagliate nel guardaroba, adesso probabilmente sarebbe in parlamento ma stai pure sicuro che ce lo ritroveremo presto candidato da qualche altra parte, e pure facilmente eletto al grido di "paladino dei ternani" quello a cui gli etruschi impedirono di farci lo stadio nuovo.

Mi risulta che l'investimento di 60 mln sarebbe totalmente privato mentre le fonti di rimborso si basano sia sui flussi dello stadio e della zona commerciale annessa che sulla clinica convenzionata. 

Quindi mi sembra che di rischio il gruppo unicusano se ne prenderebbe parecchio perché la clinica da sola non basta comunque a ripagare l'investimento. 

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