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Woodstock'73

Grazie PRESIDENTE

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26 minuti fa, 68rossoverde ha scritto:

Ho già risposto prima, effettivamente sono andato a risentire ed è esatto come spieghi,cioè ha acquistato il 40% della clinica a Roma ed ha a ggiunto che sta acquistandone due in Toscana.Ed ho sotolineato che non so se fossero o meno già convenzionate ma da quello che scrivi, quella di Roma non lo è. In merito al preambolo, non h odubbi che sia come dici.Quindi saprai anche che Per essere convenzionati con il SSN la struttura deve essere funzionante. Il convenzionalmente serve al pubblico ASL per acquisire sul mercato prestazioni che non riesce a garantire. È fuori dalla realtà un convenzionamento a priori. L'imprenditore e tale se rischia del suo.Le cliniche di PG hanno i letti accreditati ma la convenzione è un finanziamento che ha un tetto. Complessivamente le 5 cliniche hanno un budget complessivo di una ventina di mioni di euro. Con questo budget vanno avanti per circa 6 mesi. Il resto del fatturato lo fanno con utenti di altre regioni. 

4 delle 5 strutture di Perugia sono  mie clienti; in totale i posti letto accreditati sono circa 400 e potete vederlo autonomamente dal sito aiop.it. Con il budget  le strutture arrivano mediamente ad ottobre/novembre. E' logico che l'accreditamento  viene concesso solo dopo l'apertura, anche 1/2 anni dopo.

Bandecchi ha già detto che la clinica sarebbe specializzata in cardiologia e oncologia, specialistiche che hanno un forte potere attrattivo e quindi più facilmente potrebbe ottenere l'accreditamento dei 100 posti letto.  Definire l'accreditamento un finanziamento è errato, è un budget, un tetto.  Sarebbe quanto mai opportuno riequilibrare lo stato delle cose fra le due provincie, e non solo. Sarebbe quanto mai opportuno dare la possibilità  al cittadno ternano di scegliere dove operarsi e se nel caso si opti per un struttura convenzionata , non costringerlo ad andare addirittura fuore regione, come spesso accade con Toscana ed Emilia Romagna.

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6 minuti fa, Lou mine ha scritto:

4 delle 5 strutture di Perugia sono  mie clienti; in totale i posti letto accreditati sono circa 400 e potete vederlo autonomamente dal sito aiop.it. Con il budget  le strutture arrivano mediamente ad ottobre/novembre. E' logico che l'accreditamento  viene concesso solo dopo l'apertura, anche 1/2 anni dopo.

Bandecchi ha già detto che la clinica sarebbe specializzata in cardiologia e oncologia, specialistiche che hanno un forte potere attrattivo e quindi più facilmente potrebbe ottenere l'accreditamento dei 100 posti letto.  Definire l'accreditamento un finanziamento è errato, è un budget, un tetto.  Sarebbe quanto mai opportuno riequilibrare lo stato delle cose fra le due provincie, e non solo. Sarebbe quanto mai opportuno dare la possibilità  al cittadno ternano di scegliere dove operarsi e se nel caso si opti per un struttura convenzionata , non costringerlo ad andare addirittura fuore regione, come spesso accade con Toscana ed Emilia Romagna.

Credo di aver capito chi tu sia......detto ciò secondo te come può avvenire questo? Come  togli 100/150 posti a chi già li ha e li dirotti su Terni? Grazie

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2 minuti fa, L'ultimo dei Mohicani ha scritto:

Credo di aver capito chi tu sia......detto ciò secondo te come può avvenire questo? Come  togli 100/150 posti a chi già li ha e li dirotti su Terni? Grazie

Ciao Ste, è nfatti durissima. E qui entra in campo la politica, purtroppo

Il fatto che la regione sia tutta verde non è una garanzia, guarda cosa è accaduto per anni quando tutto era di un altro colore, rosso (tu sai come la penso poi).

Purtroppo l’unica speranza che abbiamo è che la giunta Latini pensi in primis al bene comune, cogliendo questa occasione non per vincere le prossime elezioni, ma per entrare nella storia.

Lo stesso l’opposizione, in primis Paparelli;  qui lo sforzo deve essere ancora maggiore.

Sostenere questa iniziativa sarebbe per l’appunto, un spinta alla rielezione di Latini, ma , lungi da me sostenerlo, oggi questa città non può non cogliere questa opportunità.

E tornando alla tua domanda, la speranza è quella che tutti remino dalla stessa parte.

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1 minuto fa, Lou mine ha scritto:

Ciao Ste, è nfatti durissima. E qui entra in campo la politica, purtroppo

Il fatto che la regione sia tutta verde non è una garanzia, guarda cosa è accaduto per anni quando tutto era di un altro colore, rosso (tu sai come la penso poi).

Purtroppo l’unica speranza che abbiamo è che la giunta Latini pensi in primis al bene comune, cogliendo questa occasione non per vincere le prossime elezioni, ma per entrare nella storia.

Lo stesso l’opposizione, in primis Paparelli;  qui lo sforzo deve essere ancora maggiore.

Sostenere questa iniziativa sarebbe per l’appunto, un spinta alla rielezione di Latini, ma , lungi da me sostenerlo, oggi questa città non può non cogliere questa opportunità.

E tornando alla tua domanda, la speranza è quella che tutti remino dalla stessa parte.

Oncologia non rientra da quello che ha affermato il dirigente Giovannini, fra quelle convenzionabili. In merito all'essere tutti da una parte,la dichiarazione espressa è favorevole da parte della minoranza sia in regione che in comune Quindi se fosse solo questo il nodo, non ci sarebbe un nodo o sbaglio? E ripeto, comunque prima, devi costruirla e per farlo, nella fattispecie, devi attendere lo svincolo dell'area che attualmente risulta a rischio esondazione. Chiudo dicendo che i tempi sono quelli che sono, non capisco quindi la fretta messa in campo. Inoltre nessuno può prima garantire posti in convenzione se non crei la struttura, ne hai requisiti specifici che autorizza il resto non ricordo la legge, ma si trova. Se puoi correggere ciò che dico fai pure è uitle a capire.

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2 ore fa, Porcino ha scritto:

A Terni va bene solo se il progetto preveda ma ciminiera.

😃Tu ce scherzi, Porcì...☹️😁

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2 minuti fa, Lu Generale ha scritto:

😃Tu ce scherzi, Porcì...☹️😁

anche questa cosa va un pò sfatat: Agarini fece l'ex Terni Ena su autorizzazione del Comune di Terni Giunta Ciaurro sentito il parere tecnico del Ministero Ambiente allora Ministro Ronchi governo Prodi. 

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1 minuto fa, 68rossoverde ha scritto:

anche questa cosa va un pò sfatat: Agarini fece l'ex Terni Ena su autorizzazione del Comune di Terni Giunta Ciaurro sentito il parere tecnico del Ministero Ambiente allora Ministro Ronchi governo Prodi. 

Scusa, che dobbiamo sfatare? 

I camini a Terni li hanno accesi, o no? 

E tutti felici e contenti... ☹️

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Adesso, Lu Generale ha scritto:

Scusa, che dobbiamo sfatare? 

I camini a Terni li hanno accesi, o no? 

E tutti felici e contenti... ☹️

Che c'entra: quello di Terni Ena era collegato al progetto di teleriscaldamento e non è fonte di problemi. Non c'entra nulla con ASM cioè quello chiuso questo sfatavo. Caso mai per la Ternana in A c'entra altro e cioè Raffaelli e Agarini in ogni dove : cellule staminali, Ast,Centro Multimediale ...ecc. ecc. 

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2 minuti fa, 68rossoverde ha scritto:

Che c'entra: quello di Terni Ena era collegato al progetto di teleriscaldamento e non è fonte di problemi. Non c'entra nulla con ASM cioè quello chiuso questo sfatavo. Caso mai per la Ternana in A c'entra altro e cioè Raffaelli e Agarini in ogni dove : cellule staminali, Ast,Centro Multimediale ...ecc. ecc. 

Guarda, te la prendi troppo sul serio! 😃

Porcino ha fatto una battuta, e io un'altra battuta appresso. 

Che Terni abbia un certo "brutto feticismo" per le ciminiere è vero dal 1884...anzi, a dirla tutta dalla ferriera pontificia di fine 700.

E poi arriviamo fino agli inceneritori...

Tutto qua! 😃

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Adesso, Lu Generale ha scritto:

Guarda, te la prendi troppo sul serio! 😃

Porcino ha fatto una battuta, e io un'altra battuta appresso. 

Che Terni abbia un certo "brutto feticismo" per le ciminiere è vero dal 1884...anzi, a dirla tutta dalla ferriera pontificia di fine 700.

E poi arriviamo fino agli inceneritori...

Tutto qua! 😃

Ma io non me la prendo sul serio, solo che non credo che Raffaele dica esattamenete una battuta.Fosse per lui al posto dell'AST doveva esserci un parco stile New York ,sicuramente meglio,solo che magnavano stocazzo :D 

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Comunque tornando a prima questi sono gli ITER.
 

stante agli articoli 41 e 43 della Costituzione bisogna trattare il soggetto pubblico e privato in egual modo, permettendo così di esperire una collaborazione tra i due soggetti. Sulla scorta di quanto, un soggetto privato che lavora con il Sistema Sanitario Nazionale avrà dei diritti e degli obblighi da rispettare affinché gli venga assicurato un buon livello di prestazioni alla clientela. Il tutto attorniato da ottima qualità simile a quella delle strutture sanitarie pubbliche.
L’iter dunque che le cliniche sanitarie private possono seguire per godere della collaborazione con l’SSN, è detto comunemente sistema delle tre A (Autorizzazione – Accreditamento - Accordi contrattuali). Esso si divide in tre fasi che permettono alla clinica di passare sulla stessa lunghezza d’onda di quelle pubbliche.
La fase dell’Autorizzazione
Il primo momento di richiesta accreditamento è dato dall'autorizzazione. Si tratta di quel mezzo atto a consentire che possa essere esercitata l’attività sanitaria. Pertanto tutti coloro che (sia soggetto pubblico che soggetto privato) lavorano all’interno del SSN deve ottenere l’autorizzazione ai sensi dell’ex d.lgs. 502/92.
Essa potrà essere richiesta alla Regione nel cui territorio si intende avviare l’attività. Il procedimento può essere esperito sia da tutte strutture pubbliche sia da quelle private. Tale regola vale soprattutto se nell’obiettivo di esercizio dell’attività venga richiesto l’esercizio delle prestazioni in regime di ricovero, nonché per le prestazioni in regime ambulatoriale. La medesima regola vale se la clinica ha l’intenzione di erogare prestazioni in regime residenziale e per gli studi odontoiatrici/medici/altre professioni sanitarie, inclusi quelli infermieristici.
Per tutti i principi contenuti nel D.Lgs succitato, ogni singolo requisito va esaminato nel dettaglio dai funzionari della regione. Sarà l’amministrazione a decidere infatti se sussistono i criteri di inclusione, e se la struttura possiede tutti i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi richiesti per legge.
In questo step, come ultima cosa, l’autorizzazione da parte della Regione può essere rilasciata se il Comune di appartenenza ha eseguito una regolare verificadella struttura all’interno della quale verrà ospitata la clinica privata. In merito a questa verifica ispettiva, l’imprenditore dovrà disporre di tutta la documentazione prevista dalla D.G.R. 3586/2004.
Qualora il controllo dovesse avere un esito positivo, la Regione darà il via libero a passare allo step successivo: in caso contrario comunica all’imprenditore potenziale quali sono le mancanze affinché lo stesso possa adeguarsi ai requisiti mancanti. Se il richiedente ottempera alle modifiche, avviene una nuova ispezione, al termine della quale (se a norma) l'ufficio predispone l'atto autorizzativo.
La domanda alla segreteria dell’ufficio sanitario
Prima di passare alla fase di accreditamento c’è ancora uno step appartenente al processo autorizzativo. Ovvero, nel rispetto della Deliberazione della Giunta Regionale n.3586 del 30/12/2004, dopo che il richiedente ha ottenuto il via libera all'autorizzazione per l’apertura dell’attività e dopo essere entrato in possesso del certificato di agibilità, ha l’obbligo di consegnare una domanda alla segreteria dell'Ufficio strutture sanitarie. Questo step è necessario ai fini dell’apertura, ma anche in caso di trasferimento, ampliamento o modifiche della struttura.
Per poter presentare la suddetta domanda non c’è obbligo di effettuare una prenotazione. Essa può essere sia presentata amezzo posta, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, sia di persona recandosi presso l'ufficio strutture sanitarie private.
Questa domanda è soggetta al pagamento di una tassa, che varia a seconda del tariffario della regione di appartenenza: di norma l’importo cambia a seconda della classificazione della struttura e in base al numero dei locali. La domanda va accompagnata da tutti i documenti richiesti dal D.G.R. 3586/2004 con potenziali integrazioni richieste dall'ufficio. Possono presentare la domanda tutte le persone o/e i professionisti che vogliono avviare una struttura clinica privata.
La fase di accreditamento
La seconda fase dell’iter consiste dell’accreditamento. Quest’ultima è obbligatoria soltanto per quelle cliniche private che però vogliono conservarsi una percentuale di guadagnò operando in convenzione con la sanità pubblica. Viceversa se si intende lavorare in totale autonomia l’unico step da seguire sarà quello della richiesta autorizzativa.
L’accreditamento viene elargito sia in base alla rispondenza con la programmazione sanitaria regionale sia tenendo conto di altri requisiti di qualificazione indicati dalla Regione ai sensi del d.lgs 59/97.
Sfruttando il vantaggio dell’accreditamento la clinica (che è comunque privata) può operare in nome e per conto del SSN. Può adottare le medesime tariffe e ogni mese percepisce quindi una quota attinta dal finanziamento sanitario regionale. Dopo aver fatto richiesta di accreditamento, l’imprenditore dovrà firmare un contratto, al cui interno verrà indicata la programmazione obiettiva che verrà periodicamente controllata dai funzionali regionali per stabilire la genuinità delle prestazioni erogate.
Il che significa correre anche il rischio di vedersi revocare l’accreditamento, qualora da verifiche effettuate siano venuti a mancare i requisiti qualitativi che hanno permesso di godere della concessione.
Gli accordi contrattuali
Dal momento che l’accreditamento rende al richiedente il possesso di una qualifica di gestore del servizio pubblico, sono due le parti coinvolte per cui occorre stabilire dei reciproci vantaggiosi accordi contrattuali.
Questi ultimi servono ad equilibrare il rapporto lavorativo tra i due soggetti (pubblico e privato). L’accordo contrattuale pertanto è un contratto di disciplina pubblicistica che mette in relazione la struttura privata con la pubblica amministrazione. Esso viene stipulato solo dopo il via libera dato dall'SSN all’accreditamento e di norma si compone di due tipi di atti: il primo unilaterale è quello elargito dalla pubblica amministrazione che mette la clinica privata sul suo stesso livello, e il secondo che permette l’operatività della struttura privata, attraverso un vero e proprio accordo tra le parti.
Le Regioni hanno l’obbligo di stabilire il regime applicativo degli accordi. Inoltre vanno individuati i soggetti interessati, per stabilire l’eventuale responsabilità della Regione e della Asl all’interno dell’accordo. Sarà infatti la struttura pubblica sia a stabilire la formulazione dei programmi di attività, che a decidere le morali di remunerazione.
La questione della Remunerazione
L’apertura di una clinica privata sulla base della collaborazione con il SSN è molto vantaggiosa soprattutto sul piano remunerativo. Questo in particolarese i servizierogati concernono l'assistenza ospedaliera e ambulatoriale. Ambedue i servizi risultano infatti a carico del SSN, il quale finanzia la struttura privata in base ad un ammontare globale predefinito, chiamato tetto di spesa. Quest’ultimo viene previamente stabilito e scritto negli accordi contrattuali stipulati.
Per quanto concerne le modalità di remunerazione esse avvengono in modo omogeneo ed equo su tutto il territorio nazionale. Stesso criterio viene usato per stabilire le tariffe massime remunerabili che si calcolano su un campione rappresentativo di strutture accreditate, senza mai tralasciare i costi standard e i tariffari regionali.
Infine una volta ottemperati tutti i passaggi obbligatori sarà necessario dedicare tempo e soprattutto denaro a strategie di marketing e web marketing utilizzando campagne pubblicitarie su tv locali, quotidiani locali e mettendo online un sito web professionale vetrina dell'attività.
Edited by 68rossoverde
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Adesso, 68rossoverde ha scritto:

Ma io non me la prendo sul serio, solo che non credo che Raffaele dica esattamenete una battuta.Fosse per lui al posto dell'AST doveva esserci un parco stile New York ,sicuramente meglio,solo che magnavano stocazzo :D 

Ah, ok, ora ho capito cosa intendevi 😁

 

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1 ora fa, 68rossoverde ha scritto:

anche questa cosa va un pò sfatat: Agarini fece l'ex Terni Ena su autorizzazione del Comune di Terni Giunta Ciaurro sentito il parere tecnico del Ministero Ambiente allora Ministro Ronchi governo Prodi. 

Infatti è vero, va sfatata di sana pianta, è un falso che a Terni ci siano stati 3 inceneritori. 

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6 minuti fa, FURIOUS ha scritto:

Infatti è vero, va sfatata di sana pianta, è un falso che a Terni ci siano stati 3 inceneritori. 

impegnati che hai capito bene che volevo dì, anche perchè mesà che so parecchio più vecchio de te e me ricordo molto meglio di te non solo di inceneritori ma pure di papigno .. comunque che c'erano è ovvio, che siano legati a uno invece che a un'altro è falso ..

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3 ore fa, Lou mine ha scritto:

4 delle 5 strutture di Perugia sono  mie clienti; in totale i posti letto accreditati sono circa 400 e potete vederlo autonomamente dal sito aiop.it. Con il budget  le strutture arrivano mediamente ad ottobre/novembre. E' logico che l'accreditamento  viene concesso solo dopo l'apertura, anche 1/2 anni dopo.

Bandecchi ha già detto che la clinica sarebbe specializzata in cardiologia e oncologia, specialistiche che hanno un forte potere attrattivo e quindi più facilmente potrebbe ottenere l'accreditamento dei 100 posti letto.  Definire l'accreditamento un finanziamento è errato, è un budget, un tetto.  Sarebbe quanto mai opportuno riequilibrare lo stato delle cose fra le due provincie, e non solo. Sarebbe quanto mai opportuno dare la possibilità  al cittadno ternano di scegliere dove operarsi e se nel caso si opti per un struttura convenzionata , non costringerlo ad andare addirittura fuore regione, come spesso accade con Toscana ed Emilia Romagna.

Oh... bravo.

Quoto @Semprerossoverde... almeno legge sopra.

PS Aggiungo anche @Palmiro che e' una lettura utile anche per lui.

Edited by il professore

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4 ore fa, 68rossoverde ha scritto:

anche questa cosa va un pò sfatat: Agarini fece l'ex Terni Ena su autorizzazione del Comune di Terni Giunta Ciaurro sentito il parere tecnico del Ministero Ambiente allora Ministro Ronchi governo Prodi. 

E l'inceneritore

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Fresco fresco da Facebook

 

      💥Una Ternana "sprocerata" ! Ma...💥

Mi sono andato a documentare nella storia più recente della Ternana Calcio e, per quanto mi sia sforzato, non ho trovato una sola partita nella quale le Fere abbiano segnato 7 gol.
Semmai i rossoverdi ne presero 7 in una disgraziata partita che venne disputata a Napoli, in Serie A, nell'ormai lontanissimo campionato 1974-75.
Ma una tal messe di reti tutte insieme le Fere non le avevano mai realizzate, perlomeno nei campionati professionistici.
Questo ad ulteriore conferma dello straordinario, incredibile campionato che i ragazzi di Cristiano Lucarelli stanno trionfalmente portando a compimento.
Certo, l'avversaria non era delle migliori, anzi diciamo che la malcapitata Cavese è apparsa del tutto degna della penultima poltrona della graduatoria attualmente occupata.
Ma è anche vero che, quando si potrebbe supporre che vengano a mancare gli stimoli, certe partite, sulla carta facili facili, potrebbero anche prendere una piega storta.
Però anche in questa circostanza i rossoverdi non hanno voluto confermare la loro indiscussa, inarrestabile leadership, ancorché schierati con una formazione ricca di presunti "rincalzi" e addirittura con un paio di esordienti, quasi tre.
Che poi, a ben guardare, i presunti rincalzi altro non sono che titolari a tutti gli effetti e, soprattutto, dello stesso livello degli altri giocatori a disposizione del tecnico rossoverde.
Come dire che la rosa della Ternana è effettivamente formidabile!
Al punto che verrebbe la voglia di vederli tutti confermati anche per la prossima stagione in serie B; la qualcosa però, purtroppo, appare di difficile concretizzazione.
Sarà duro, dunque, per il Direttore Sportivo Leone il vedersi costretto a tagliare quei giocatori che, esclusivamente per motivi di età, non potranno più far parte della rosa.
Ma questo è un discorso che andremo ad affrontare in un secondo momento.
Come avete visto sul titolo di questo editoriale c'è un "ma" di troppo...
Perché, al di la della bellissima e trionfale premiazione sul campo, dell'ennesima (tollerata) festa dei tifosi della Ternana al passaggio del pullman, dei numeri strabordanti, del gioco spettacolare e di tutte queste belle cose, rimane però il dubbio, di per sé piuttosto preoccupante, relativo alla permanenza o meno di Stefano Bandecchi sulla poltrona presidenziale della Ternana Calcio.
Un dubbio confermato in diretta dallo stesso Presidente nel corso dell' ultima puntata di "Al bar delle Fere", in onda martedì scorso su Umbria + TRT.
"Deciderò il da farsi entro la data del 15 maggio".
Queste le testuali parole di Bandecchi in risposta alla domanda se sarebbe rimasto o meno alla guida della Ternana, postagli direttamente dal sottoscritto.
Sono parole che, in fondo, guastano in qualche maniera la gioia dei tifosi della Ternana per l'avvenuta promozione in serie B.
E soprattutto destano preoccupazione per il futuro della società.
Perché, parliamoci chiaro: se il Presidente dovesse mollare, nubi assai nere si addenserebbero sul cielo di Terni.
E non a caso parlo di Terni intesa come città e non solo come squadra di calcio o tifoseria.
Perché la nostra città perderebbe un imprenditore che, oltre ad aver mantenuto l'impegno di riportare la squadra nella Cadetteria, si era dichiarato disposto, a proprio spese, a rivitalizzare un territorio semplicemente depresso, attraverso la realizzazione di strutture che, oltre a rivalutare a 360° Terni stessa, avrebbero garantito un qualcosa che dalle nostre parti sta diventando merce sempre più rara: l' occupazione!
Purtroppo però sembra che tali progetti non incontrino il favore della "politica".
Tra bastoni messi in mezzo alle ruote da soggetti che in realtà dovrebbero avere a cuore il benessere dei ternani e il silenzio assordante proveniente dalla stessa Casa Comunale, parrebbe proprio che il progetto "bandecchiano" debba essere destinato al naufragio o, perlomeno, che stia incontrando troppi ostacoli insormontabili.
Che sia solo questo il motivo per cui il Presidente abbia messo in discussione la sua permanenza a Terni, non mi è dato di sapere.
Ma resta il fatto che la risposta data dalla cosiddetta "cosa pubblica" alle iniziative di un imprenditore, che, oltre a voler promuovere la rinascita del territorio ternano, tanto si adopera anche nel sociale (vedi le lodevoli iniziative assunte dall' "Associazione Terni col cuore"), rimane veramente deprimente...
E questo anche alla faccia delle migliaia di ternani che hanno sottoscritto (e che stanno sottoscrivendo) la petizione promossa dal Centro di Coordinamento dei Ternana Club a sostegno dei progetti avanzati dal Presidente.
Una petizione addirittura "dileggiata" da taluni esponenti politici...
Bene: vorrà dire che se Stefano Bandecchi lascerà veramente la Ternana e, soprattutto, Terni, sapremo chi mettere sul banco degli imputati.
In ogni caso, ancora una volta di più vale il nostro solito detto... "semo nati pe' tribola" !

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1 ora fa, Porcino ha scritto:

 

 

Fresco fresco da Facebook

 

      💥Una Ternana "sprocerata" ! Ma...💥

Mi sono andato a documentare nella storia più recente della Ternana Calcio e, per quanto mi sia sforzato, non ho trovato una sola partita nella quale le Fere abbiano segnato 7 gol.
Semmai i rossoverdi ne presero 7 in una disgraziata partita che venne disputata a Napoli, in Serie A, nell'ormai lontanissimo campionato 1974-75.
Ma una tal messe di reti tutte insieme le Fere non le avevano mai realizzate, perlomeno nei campionati professionistici.
Questo ad ulteriore conferma dello straordinario, incredibile campionato che i ragazzi di Cristiano Lucarelli stanno trionfalmente portando a compimento.
Certo, l'avversaria non era delle migliori, anzi diciamo che la malcapitata Cavese è apparsa del tutto degna della penultima poltrona della graduatoria attualmente occupata.
Ma è anche vero che, quando si potrebbe supporre che vengano a mancare gli stimoli, certe partite, sulla carta facili facili, potrebbero anche prendere una piega storta.
Però anche in questa circostanza i rossoverdi non hanno voluto confermare la loro indiscussa, inarrestabile leadership, ancorché schierati con una formazione ricca di presunti "rincalzi" e addirittura con un paio di esordienti, quasi tre.
Che poi, a ben guardare, i presunti rincalzi altro non sono che titolari a tutti gli effetti e, soprattutto, dello stesso livello degli altri giocatori a disposizione del tecnico rossoverde.
Come dire che la rosa della Ternana è effettivamente formidabile!
Al punto che verrebbe la voglia di vederli tutti confermati anche per la prossima stagione in serie B; la qualcosa però, purtroppo, appare di difficile concretizzazione.
Sarà duro, dunque, per il Direttore Sportivo Leone il vedersi costretto a tagliare quei giocatori che, esclusivamente per motivi di età, non potranno più far parte della rosa.
Ma questo è un discorso che andremo ad affrontare in un secondo momento.
Come avete visto sul titolo di questo editoriale c'è un "ma" di troppo...
Perché, al di la della bellissima e trionfale premiazione sul campo, dell'ennesima (tollerata) festa dei tifosi della Ternana al passaggio del pullman, dei numeri strabordanti, del gioco spettacolare e di tutte queste belle cose, rimane però il dubbio, di per sé piuttosto preoccupante, relativo alla permanenza o meno di Stefano Bandecchi sulla poltrona presidenziale della Ternana Calcio.
Un dubbio confermato in diretta dallo stesso Presidente nel corso dell' ultima puntata di "Al bar delle Fere", in onda martedì scorso su Umbria + TRT.
"Deciderò il da farsi entro la data del 15 maggio".
Queste le testuali parole di Bandecchi in risposta alla domanda se sarebbe rimasto o meno alla guida della Ternana, postagli direttamente dal sottoscritto.
Sono parole che, in fondo, guastano in qualche maniera la gioia dei tifosi della Ternana per l'avvenuta promozione in serie B.
E soprattutto destano preoccupazione per il futuro della società.
Perché, parliamoci chiaro: se il Presidente dovesse mollare, nubi assai nere si addenserebbero sul cielo di Terni.
E non a caso parlo di Terni intesa come città e non solo come squadra di calcio o tifoseria.
Perché la nostra città perderebbe un imprenditore che, oltre ad aver mantenuto l'impegno di riportare la squadra nella Cadetteria, si era dichiarato disposto, a proprio spese, a rivitalizzare un territorio semplicemente depresso, attraverso la realizzazione di strutture che, oltre a rivalutare a 360° Terni stessa, avrebbero garantito un qualcosa che dalle nostre parti sta diventando merce sempre più rara: l' occupazione!
Purtroppo però sembra che tali progetti non incontrino il favore della "politica".
Tra bastoni messi in mezzo alle ruote da soggetti che in realtà dovrebbero avere a cuore il benessere dei ternani e il silenzio assordante proveniente dalla stessa Casa Comunale, parrebbe proprio che il progetto "bandecchiano" debba essere destinato al naufragio o, perlomeno, che stia incontrando troppi ostacoli insormontabili.
Che sia solo questo il motivo per cui il Presidente abbia messo in discussione la sua permanenza a Terni, non mi è dato di sapere.
Ma resta il fatto che la risposta data dalla cosiddetta "cosa pubblica" alle iniziative di un imprenditore, che, oltre a voler promuovere la rinascita del territorio ternano, tanto si adopera anche nel sociale (vedi le lodevoli iniziative assunte dall' "Associazione Terni col cuore"), rimane veramente deprimente...
E questo anche alla faccia delle migliaia di ternani che hanno sottoscritto (e che stanno sottoscrivendo) la petizione promossa dal Centro di Coordinamento dei Ternana Club a sostegno dei progetti avanzati dal Presidente.
Una petizione addirittura "dileggiata" da taluni esponenti politici...
Bene: vorrà dire che se Stefano Bandecchi lascerà veramente la Ternana e, soprattutto, Terni, sapremo chi mettere sul banco degli imputati.
In ogni caso, ancora una volta di più vale il nostro solito detto... "semo nati pe' tribola" !

Senza tanti tiramolla. Se te ne voi annà vattene senza tutte 'ste gran pugnette!!! ATorino c'hanno messo dieci anni a costrui il nuovo stadio tra convenzioni e pugnette varie, tu decidi entro maggio? I tuoi soliti ricattucci... va a costruì lo stadio vicino alla fabbrica alimentare. ciao, ciao.

Edited by Palmiro
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8 ore fa, Lou mine ha scritto:

4 delle 5 strutture di Perugia sono  mie clienti; in totale i posti letto accreditati sono circa 400 e potete vederlo autonomamente dal sito aiop.it. Con il budget  le strutture arrivano mediamente ad ottobre/novembre. E' logico che l'accreditamento  viene concesso solo dopo l'apertura, anche 1/2 anni dopo.

Bandecchi ha già detto che la clinica sarebbe specializzata in cardiologia e oncologia, specialistiche che hanno un forte potere attrattivo e quindi più facilmente potrebbe ottenere l'accreditamento dei 100 posti letto.  Definire l'accreditamento un finanziamento è errato, è un budget, un tetto.  Sarebbe quanto mai opportuno riequilibrare lo stato delle cose fra le due provincie, e non solo. Sarebbe quanto mai opportuno dare la possibilità  al cittadno ternano di scegliere dove operarsi e se nel caso si opti per un struttura convenzionata , non costringerlo ad andare addirittura fuore regione, come spesso accade con Toscana ed Emilia Romagna.

finora avevo capito che la nuova clinica proporrebbe/dovrebbe proporre specializzazioni alternative a quelle esistenti già nel pubblico a terni. non è così?

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1 ora fa, BuFERA ha scritto:

finora avevo capito che la nuova clinica proporrebbe/dovrebbe proporre specializzazioni alternative a quelle esistenti già nel pubblico a terni. non è così?

È questo l'incomprensibile. 

E dal mio punto di vista anche un atteggiamento poco furbo. 

Infatti, melasecche, che tutto puoi dirgli tranne che non sappia il fatto suo, ha ben raccontato di averlo consigliato di proporre specializzazioni che andassero a compensare le carenze della struttura pubblica. Non certo cardiochirurgia o oncologia.

Mi pare che certi interventi di traumatologia e ortopedia, se ricordo bene, addirittura vengano ricercati fuori regione, ad Arezzo. Avrebbero quindi forte capacità attrattiva in regione.

 

Consigliava poi di integrare con "medicina dello sport" ad alto livello che, oltre ad essere remunerativa, offre grandi possibilità di sperimentazione ed innovazione e avrebbe dato lustro all'unicusano e legato la presenza della  clinica all'ambiente sportivo della Ternana, con capacità attrattive enormi. 

 

Insomma, gli spunti per fare bene ed integrarsi col servizio pubblico ci sarebbero eccome... 

Poi se uno si incapRonisce con cardiochirurgia e oncologia e punta solo sulla convenzione ti lascia francamente interdetto. 

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Ieri nella trasmissione di 68rossoverde il sindaco ha spiegato che la convenzionalità della struttura può essere “accettata” prima della realizzazione della stessa visto il pubblico interesse che avrà l’opera. Notizia non da poco. Come sottolineato dallo stesso 68rv stupisce il fatto che nelle precedenti trasmissioni chi è all’opposizione in comune e in regione abbia detto cose ben diverse. Studiare l’iter del procedimento, non quello di una conferenza di servizi asincrona che si trova anche su Wikipedia, prima di parlare alla gente no?

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4 ore fa, INIGNUTTIBBILE ha scritto:

È questo l'incomprensibile. 

E dal mio punto di vista anche un atteggiamento poco furbo. 

Infatti, melasecche, che tutto puoi dirgli tranne che non sappia il fatto suo, ha ben raccontato di averlo consigliato di proporre specializzazioni che andassero a compensare le carenze della struttura pubblica. Non certo cardiochirurgia o oncologia.

Mi pare che certi interventi di traumatologia e ortopedia, se ricordo bene, addirittura vengano ricercati fuori regione, ad Arezzo. Avrebbero quindi forte capacità attrattiva in regione.

 

Consigliava poi di integrare con "medicina dello sport" ad alto livello che, oltre ad essere remunerativa, offre grandi possibilità di sperimentazione ed innovazione e avrebbe dato lustro all'unicusano e legato la presenza della  clinica all'ambiente sportivo della Ternana, con capacità attrattive enormi. 

 

Insomma, gli spunti per fare bene ed integrarsi col servizio pubblico ci sarebbero eccome... 

Poi se uno si incapRonisce con cardiochirurgia e oncologia e punta solo sulla convenzione ti lascia francamente interdetto. 

Condivido...se ti danno l'input per fare si che tutto proceda nel migliore dei modi , magari modificando le specializzazioni ( a Terni cardiologia e oncologia funzionano molto bene e ci viene molta gente da fuori provincia e fuori regione)e tu invece ti intestardisci  solo su quelle due discipline soo perché magari sei forte solo su quelle , allora vuol dire che fai orecchie da mercante e vuoi fare come ti pare ..a quel punto , allora , te le cerchi .

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5 ore fa, INIGNUTTIBBILE ha scritto:

È questo l'incomprensibile. 

E dal mio punto di vista anche un atteggiamento poco furbo. 

Infatti, melasecche, che tutto puoi dirgli tranne che non sappia il fatto suo, ha ben raccontato di averlo consigliato di proporre specializzazioni che andassero a compensare le carenze della struttura pubblica. Non certo cardiochirurgia o oncologia.

Mi pare che certi interventi di traumatologia e ortopedia, se ricordo bene, addirittura vengano ricercati fuori regione, ad Arezzo. Avrebbero quindi forte capacità attrattiva in regione.

 

Consigliava poi di integrare con "medicina dello sport" ad alto livello che, oltre ad essere remunerativa, offre grandi possibilità di sperimentazione ed innovazione e avrebbe dato lustro all'unicusano e legato la presenza della  clinica all'ambiente sportivo della Ternana, con capacità attrattive enormi. 

 

Insomma, gli spunti per fare bene ed integrarsi col servizio pubblico ci sarebbero eccome... 

Poi se uno si incapRonisce con cardiochirurgia e oncologia e punta solo sulla convenzione ti lascia francamente interdetto. 

Delle intenzioni di Bandecchi non so niente, però non è come decidere se vende nike o adidas. Magari ha a disposizione competenze legate alla cardiologia e all'oncologia, vedremo.

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1 ora fa, Il Cobra ha scritto:

Ieri nella trasmissione di 68rossoverde il sindaco ha spiegato che la convenzionalità della struttura può essere “accettata” prima della realizzazione della stessa visto il pubblico interesse che avrà l’opera. Notizia non da poco. Come sottolineato dallo stesso 68rv stupisce il fatto che nelle precedenti trasmissioni chi è all’opposizione in comune e in regione abbia detto cose ben diverse. Studiare l’iter del procedimento, non quello di una conferenza di servizi asincrona che si trova anche su Wikipedia, prima di parlare alla gente no?

magari stupisse...

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Al di là di tantissime chiacchiere in cui siamo campioni del mondo non mi sembra che sia stato mai detto con chiarezza dai proponenti del progetto che tipo di caratteristiche/specializzazioni avrà la clinica, sbaglio?

Se fosse effettivamente così trovo poco utile il giochino di sparare tutti a casaccio con supposizioni/illazioni...se nel progetto stadio siamo già a questo livello di dettaglio per la clinica bene, aspettiamo solo che chi di dovere lo comunichi ala cittadinanza, se così non fosse però sarebbe molto meglio aspettare di conoscere questi dettagli per farsi un’idea propria e dare un giudizio fondato. 

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Adesso, Giorgio Falletti ha scritto:

Al di là di tantissime chiacchiere in cui siamo campioni del mondo non mi sembra che sia stato mai detto con chiarezza dai proponenti del progetto che tipo di caratteristiche/specializzazioni avrà la clinica, sbaglio?

Se fosse effettivamente così trovo poco utile il giochino di sparare tutti a casaccio con supposizioni/illazioni...se nel progetto stadio siamo già a questo livello di dettaglio per la clinica bene, aspettiamo solo che chi di dovere lo comunichi ala cittadinanza, se così non fosse però sarebbe molto meglio aspettare di conoscere questi dettagli per farsi un’idea propria e dare un giudizio fondato. 

👍

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28 minuti fa, Giorgio Falletti ha scritto:

Al di là di tantissime chiacchiere in cui siamo campioni del mondo non mi sembra che sia stato mai detto con chiarezza dai proponenti del progetto che tipo di caratteristiche/specializzazioni avrà la clinica, sbaglio?

Se fosse effettivamente così trovo poco utile il giochino di sparare tutti a casaccio con supposizioni/illazioni...se nel progetto stadio siamo già a questo livello di dettaglio per la clinica bene, aspettiamo solo che chi di dovere lo comunichi ala cittadinanza, se così non fosse però sarebbe molto meglio aspettare di conoscere questi dettagli per farsi un’idea propria e dare un giudizio fondato. 

..e oltre a questo....da quello che si è capito ieri sera nella trasmissione di Fabrizio ( o 69rossoverde) con ospite il sindaco., l’accoppiata stadio/clinica è una situazione “nuova” ...quasi atipica, per quanto riguarda la nuova legge sugli stadi....non è la stessa cosa che fare un ‘accoppiata ( per quei pochi comunque che l’hanno giá sfruttata la legge) tipo stadio/centro commerciale o stadio/alberghi o altro...la situazione , seppur normata, è abbastanza delicata

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17 ore fa, 68rossoverde ha scritto:

Oncologia non rientra da quello che ha affermato il dirigente Giovannini, fra quelle convenzionabili. In merito all'essere tutti da una parte,la dichiarazione espressa è favorevole da parte della minoranza sia in regione che in comune Quindi se fosse solo questo il nodo, non ci sarebbe un nodo o sbaglio? E ripeto, comunque prima, devi costruirla e per farlo, nella fattispecie, devi attendere lo svincolo dell'area che attualmente risulta a rischio esondazione. Chiudo dicendo che i tempi sono quelli che sono, non capisco quindi la fretta messa in campo. Inoltre nessuno può prima garantire posti in convenzione se non crei la struttura, ne hai requisiti specifici che autorizza il resto non ricordo la legge, ma si trova. Se puoi correggere ciò che dico fai pure è uitle a capire.

E meno male, direi. Un settore delicato e costoso come questo deve essere gratuito e accessibile a tutti. 

Quali specializzazioni vorrebbe farsi convenzionare Bandecchi?

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7 ore fa, INIGNUTTIBBILE ha scritto:

È questo l'incomprensibile. 

E dal mio punto di vista anche un atteggiamento poco furbo. 

Infatti, melasecche, che tutto puoi dirgli tranne che non sappia il fatto suo, ha ben raccontato di averlo consigliato di proporre specializzazioni che andassero a compensare le carenze della struttura pubblica. Non certo cardiochirurgia o oncologia.

Mi pare che certi interventi di traumatologia e ortopedia, se ricordo bene, addirittura vengano ricercati fuori regione, ad Arezzo. Avrebbero quindi forte capacità attrattiva in regione.

Consigliava poi di integrare con "medicina dello sport" ad alto livello che, oltre ad essere remunerativa, offre grandi possibilità di sperimentazione ed innovazione e avrebbe dato lustro all'unicusano e legato la presenza della  clinica all'ambiente sportivo della Ternana, con capacità attrattive enormi. 

Insomma, gli spunti per fare bene ed integrarsi col servizio pubblico ci sarebbero eccome... 

Poi se uno si incapRonisce con cardiochirurgia e oncologia e punta solo sulla convenzione ti lascia francamente interdetto. 

Ecco, queste specializzazioni di cui parli te avrebbero già più senso nell'ottica di una sanità che deve essere gratuita e accessibile a tutti. 

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